Premi per Salvatores e Desplat. E la Guzzanti parte all’attacco

di Laura Delli Colli

Il Diario dalla Mostra di Venezia è curato da Laura Delli Colli, Presidente dei Giornalisti Cinematografici Italiani.

 

Venezia, 3 Settembre – Ancora una giornata di festeggiamenti per Gabriele Salvatores che, all’indomani del debutto di A day in Italy, ha ricevuto il Premio ‘Pietro Bianchi’ dei Giornalisti Cinematografici.

 

A proposito di premi, bel duetto, oggi, tra Carlo Verdone e il Presidente della Giuria di Venezia 71, Alexandre Desplat, che ha avuto il riconoscimento dedicato alle carriere musicali di spicco assegnato dalla Giuria presieduta da Lele Marchitelli (con Cristiana Capotondi) al lavoro per premiare la migliore colonna sonora tra quelle dei film in concorso.

 

Dice Salvatores: “Ricevere un premio a Venezia, dopo gli applausi avuti per un film fuori concorso è emozionante e fa davvero bene anche perché, sentendo da sempre parlare di cinema in crisi, oggi qui è come ritrovarsi tra reduci e combattenti, scoprendo però che siamo ancora in piedi, impegnati in una guerra per il cinema, che sempre più ci tiene vivi”.

Insomma “stiamo tutti uniti e tutti dalla stessa parte perché un respiro di rinascita si avverte ed è qualcosa che riparte dal dialogo. Sì, è ora di fare qualcosa, anche se dà fastidio a qualcuno, tutti insieme”.

 

Desplat – Verdone giuria in tandem

Ne sono convinti anche Desplat e Verdone, ormai una ‘coppia’ affiatata, a Venezia, dall’esperienza della giuria che condividono. “Amo il cinema italiano da sempre perché mi ha entusiasmato, commosso e mi fatto piangere. Ho riso con Fellini e Scola mi ha fatto riflettere” dice il Presidente della Giuria, premiato con il Soundtrack Stars già andato negli anni scorsi a Ennio Morricone e Ryuichi Sakamoto.

“Il nostro è un lavoro meraviglioso che ti dà una libertà incredibile. Che ti permette di usare un giorno un clavicembalo solo e il giorno dopo un’intera orchestra sinfonica. È la vicinanza con la drammaturgia che fa la differenza tra noi, compositori di musica da film, e chi scrive musica da concerto”. Per Desplat c’è “ancora molto da fare perché produttori e registi prestino maggiore attenzione alla musica”.

 

In prima fila, mentre lo premiano, Carlo Verdone lo ascolta e annuisce d’accordo: “Desplat” racconta “è davvero un grande Presidente di giuria. Lo conoscevo per le sue musiche, naturalmente, ma in questi giorni lo sto ammirando come grande conoscitore del cinema mondiale e anche, cosa che non accade sempre, di cinema italiano e della nostra commedia, da Risi a Monicelli, ma anche il nostro cinema minore”.

 

Il musicista sei volte nominato dall’Academy

Con ben sei nomination all’Oscar®, da The Queen a Philomena, (tra i quali Il curioso caso di Benjamin Button, Fantastic Mr. Fox, Il discorso del re e Argo) il fascinoso Alexandre Desplat è stato premiato per Soundtrack Stars dal “collega” Lele Marchitelli, autore, tra l’altro, della colonna sonora del film di Paolo Sorrentino La grande bellezza, ma legato a Verdone anche da una collaborazione diretta per le musiche di Iris Blond e Ma che colpa abbiamo noi. Come ha scritto nella motivazione la giuria, la composizione per il cinema è “la ricerca del respiro più profondo e immutabile del film e in questo Desplat sa trovare l’anima dei film. E’ questa la forza della sue composizioni.

 

Guzzanti tra cinema e politica

In una giornata così fitta di scambi di cortesia c’è stata anche la voglia di partire all’attacco: Sabina Guzzanti, che ha presentato fuori concorso La trattativa non ha usato troppi giri di parole per parlare di cinema e politica, proprio come in maniera diretta (peraltro prevedibile) il suo film affronta il tema dei rapporti Stato-mafia.

 

“Renzi sta riscrivendo con Berlusconi la Costituzione? Mi auguro che guardi questo film e la smetta” ha detto all’ANSA scandalizzata perché il Ministero dei Beni culturali non ha dato il titolo d’interesse culturale al suo film, “cosa che per esempio ha fatto per i film di Neri Parenti”.

 

 

Sollima & Gomorra

La SIAE ha deciso di consegnare, nell’ambito delle Giornate degli Autori, un Premio Speciale a Stefano Sollima e Riccardo Tozzi per l’originalità del linguaggio, la forza innovativa e l’attualità nel dibattito critico sui confini tra cinema e televisione di Gomorra. Il premio viene quindi assegnato a Stefano Sollima e a Riccardo Tozzi per l’insieme della loro attività e la realizzazione della miniserie Gomorra prodotta da Cattleya in associazione con Fandango.

 

Nove x 10= novant’anni LUCE

Battaglieri e in prima linea per una rinascita del cinema italiano che possa risvegliare anche i grandi archivi (come quello del Luce che compie 90 anni) sono infine a Venezia 9 registi giovani tra i più interessanti delle ultime stagioni, soprattutto sul cinema del reale.

A loro, da un’idea di Marlon Pellegrini, il LUCE ha consegnato idealmente le chiavi dell’Archivio e che pescando nelle immagini di ieri hanno raccontato nove storie di dieci minuti ciascuna. Sono: L’entrata in guerra di Roland Sejko; Una canzone di Alice Rohrwacher; L’Italia umile di Pietro Marcello e Sara Fgaier; Confini di Alina Marazzi; Girotondo di Costanza Quatriglio; Progetto Panico di Paola Randi;Miracolo italiano di Giovanni Piperno; Tubiolo e la luna di Marco Bonfanti; Il mio dovere di sposa di Claudio Giovannesi.

 

Osare per comprendere il futuro?

Tutti e nove i registi nel loro stile, lavorano per comprendere meglio il presente, per intervenire sul futuro. Ce la faranno? La stampa straniera parla di Anime nere di Munzi come del nuovo Gomorra. ‘Le Monde’ ha scritto ieri che con i film presentati a Venezia il cinema italiano è sulla strada giusta. Sono film molto diversi, “che battono nuovi sentieri”, film che che osano. E proprio osare “è l’unica cosa che si può fare in un momento di crisi” dice, del resto, con Salvatores, anche il Direttore della Mostra, Alberto Barbera.

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