Venezia applaude l’ultimo Caligari, subito in sala Valerio Mastandrea: “E’ un film sull’amicizia”

di Laura Delli Colli

Da Ostia al Quadraro anche Celestini racconta la Roma dei disperati

Lido di Venezia, 7 Settembre – Cesare e Vittorio a Ostia, nel film di Claudio Caligari Non essere cattivo e al Quadraro, sotto gli archi del Parco dell’Acquedotto, ecco Nicola, il Nicola di Ascanio Celestini che passa il tempo a ubriacarsi dicendo anche a se stesso che sta smettendo… Nella Roma che si vede oggi a Venezia non c’è l’antica purezza dei borgatari di Pasolini, ma neanche più la disperazione violenta dei ragazzi di Accattone, perché il cinema, in questi due film presentati contemporaneamente alla Mostra (il primo fuori concorso, l’altro alle Giornate degli Autori) raccontano come in un road movie un mondo che ha difficoltà a sopravvivere ma anche a darsi quella luce di speranza quotidiana che può cancellare la disperazione.

Dice la signora Adelina Caligari, madre di Claudio che se n’è andato: “Mio figlio era molto dolce, un po’ per il suo lavoro, un po’ per carattere. Penso che abbia consegnato a me, a tutti noi e a chiunque lo abbia conosciuto il suo “stile di vita”.  Seduta vicino a Valerio Mastandrea sembra ancora più minuta e riservata, prima di andare in sala per la prima ufficiale del terzo e ultimo film del figlio regista, di Claudio che se n’è andato troppo presto, ma riesce comunque a dirle, e orgogliosamente, quelle due parole di cuore su un figlio che oggi, alla Mostra, c’è comunque, nonostante sia scomparso solo pochi mesi fa.

’Dolce’ non è proprio la parola apparentemente più adatta per definire un autore come Caligari. Ma Claudio aveva un carattere molto diverso dai suoi film, pochi ma importanti, come dice Mastandrea, che gli è stato protagonista, aiutoregista, produttore ma soprattutto grande amico. Al punto da aver vissuto questi ultimi mesi, dopo la morte di Caligari, come una missione speciale, per rendere a Claudio quello che resta di Claudio. E non disperdere quel senso di profonda amicizia che è anche il messaggio del suo film

Mastandrea: “Guardatelo come un film sull’amicizia”

“È vero, Non essere cattivo” dice “è un film sull’amicizia realizzato grazie all’amicizia, innanzitutto tra due uomini, ma è anche molto di più. Intanto perché è stato realizzato grazie a due amici, a Claudio e a me, poi perché tutto questo è accaduto anche a tantissimi altri amici comuni, molti dei quali sono con noi a Venezia per festeggiare: maestranze, lavoratori, tecnici, persone che normalmente non vengono ai festival ma che invece sono state fondamentali per portare a termine il film: quello che lega noi tutti, un po’ come I ragazzi del film, non è solo un rapporto di amicizia ma di autentica fratellanza perché il film è una storia di amore puro”.

Nel film, prodotto da Kymerafilm, Rai Cinema e TaoDue in collaborazione con Leone Film e in associazione con BNL Gruppo Bnp Paribas – ai sensi delle norme sul tax credit – è ambientato nel ’95, negli stessi luoghi di Amore tossico  Cesare (Luca Marinelli, che è già stato protagonista de La solitudine dei numeri primi) e Vittorio (Alessandro Borghi, che vedremo presto in Suburra), amici da quando erano bambini si perdono nelle notti brave dello spaccio facile, dello sballo, delle corse in macchina e della droga da sniffare e da smerciare. Cesare vive con la madre e la nipotina, destinata a morire come sua madre per l’Aids (“Non essere cattivo” lo dice la scritta sul bavaglino del suo orso di pelouche…) 

“Il cinema di Caligari ci mancherà. Ma lui c’è”

Vittorio dopo uno sballo più forte cerca il riscatto in una storia normale e nel lavoro, in una quotidianità che lo rende perfino ridicolo agli occhi del branco di sballati che frequenta. Le scelte diverse e le donne li allontanano, ma, da veri amici, si ritrovano, si perdono, litigano ma si cercano. “Ci mancherà molto il cinema di Claudio Caligari, ma Claudio c’è. Qui a Venezia. E da domani nelle sale”.

(Foto Getty: 487204406)

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