Venezia 74: non solo Sutherland e Mirren nella Mostra sempre più superstar

di Laura Delli Colli

Due film italiani già in pista nella caccia al Leone d’Oro e ancora Hollywood, la migliore – oggi – da quando mercoledì scorso si è aperta la Mostra, sul red carpet più sfavillante degli ultimi anni al Lido.

Non c’è dubbio, alla vigilia del primo bilancio ufficiale (in arrivo, come tradizione, domani da parte della Biennale) la Mostra 74 ha già vinto sulle ultime edizioni. E, ripensando al red carpet tradizionalmente più ambito dal cinema, davvero non ha nulla da invidiare alla Croisette. Deve averlo pensato anche Thierry Fremaux, Direttore del Festival di Cannes, ospite di Venezia per qualche giorno, tra le stelle italiane del premio che ieri sera ha aggiunto anche Susan Sarandon allo schieramento dei talent più attesi.

Pensavate che la Mostra avesse toccato il massimo del glamour con Jane Fonda e Robert Redford? Niente affatto. Il week end, in un crescendo inatteso, ha ‘sparato’ qualche altro colpo grosso travolgendo di fatto la selezione europea con la nouvelle vague italiana e il divismo hollywoodiano.

E oggi, primo giorno della settimana decisiva verso il traguardo di sabato prossimo, quando saranno annunciati i premi, ecco, ancora dalla factory di Los Angeles, una grande Frances McDormand protagonista del film Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, dark comedy diretta e scritta dal regista premio Oscar®  Martin McDonagh, che lascia ingaggiare a Mildred (McDormand) una lotta senza paura contro la polizia di Ebbing che non riesce a trovare il colpevole dell’omicidio della figlia adolescente, bruciata e stuprata. La sua guerra privata la convince a combattere con ogni mezzo: Mildred arriva anche a noleggiare tre cartelloni pubblicitari, sui quali piazza anche altrettanti messaggi infuocati di un appello rosso sangue contro le indagini ferme. Come in Suburbicon aleggia anche qui, e non poco, la nube nera del razzismo.

Tornando all’America delle star in questi giorni a Venezia, grazie a Virzì, Helen Mirren e Donald Sutherland si sono riscoperti a tal punto innamorati del cinema italiano da dire subito un sì incondizionato fin dalla prima lettura del copione a Paolo Virzì, che li ha voluti insieme protagonisti del suo road movie girato in inglese Ella & John, The Leisure Seeker, commovente e emozionante, divertente e perfetto per chi ama quell’altalena di sentimenti che da sempre trovano il dosaggio migliore proprio nella più autentica commedia all’italiana. Dicono che Virzì sia l’erede di Ettore Scola. Sicuramente il suo tocco leggero e sempre speciale mette in scena con rara maestria, ora anche in un viaggio on the road verso la casa di Hemingway a Keywest, un’altra coppia che sfida la vecchiaia (e la malattia) dimostrando che anche un viaggio finale può essere uno scatto di libertà assoluta. Mirren e Sutherland sono, nel film, una coppia che decide di dimenticare figli e anche cure mediche seguendo il motto che in qualche modo ‘battezza’ anche la storia del loro vecchio camper: Leisure seaker, insomma un mezzo a caccia di svago che nelle mani di sceneggiatori come Stephen Amidon, già complice del regista per Il capitale umano e della coppia Francesca Archibugi-Francesco Piccolo diventa il simbolo dell’ultima libertà: il bisogno di riprendersi se stessi in un anelito di libertà ritrovata.

Tra i temi più delicati e toccanti della pellicola, una riflessione su come terminare la propria vita: “Credo nella libertà di scelta e trovo che la scelta finale che i due prendono sia trionfale e grandiosa, piena di amore e gioia, di rispetto e dignità”, ha spiegato Paolo Virzì.

E ha a che fare con la libertà, ma in questo caso di avere figli, in una pratica negata dalle regole, anche il secondo film italiano in concorso – Una famiglia di Sebastiano Riso – racconto di un tema coraggioso e scomodo come quello dell’utero in affitto e del diritto – di tutti – di essere genitori. Nel cast, Micaela Ramazzotti (già diretta da Riso nel suo film d’esordio Più buio di mezzanotte) e Patrick Bruel, affiancati, tra gli altri, da Fortunato Cerlino, Matilda De Angelis ed Ennio Fantastichini. Il film arriverà in sala dal 28 settembre. Vincent e Maria, lui 50 anni, lei 35, sembrano una coppia riservata e perfino innamorata. La loro vita più segreta però ha un lato oscuro ben più patologico che li unisce in un rapporto di plagio violento da parte di lui anche un disegno di vita “criminale”. I due infatti vendono neonati ad altre coppie che non possono avere figli ed è lui a insistere perché Maria, al prezzo di una salute ormai precaria non solo ginecologicamente, si sottoponga allo stress di vivere una catena di gravidanze, alle quali è incapace di negarsi, vittima di un amore incondizionatamente morboso. Almeno fino a quando sentirà dentro che è arrivato il momento di farlo, quel figlio, per l’ultima volta trovando la forza di scegliere per sé. E di pensare, sì, ad una famiglia, ma vera. E sua.

Madri, padri, figli… Tra i film superstar di questo primo giro di boa, alla Mostra, il tema dei rapporti familiari spesso ingombranti o sofferti, riaffiora più volte. Accadrà in Hannah di Pallaoro, terzo italiano in concorso, con Charlotte Rampling e domani se ne parla sicuramente in Mother! Di Aronofsky.

Lo abbiamo percepito nel film fori concorso di Redford e Fonda, nelle storie drammatiche di Foxtrot e First Reformed, nello sguardo di un bambino che assiste agli orrori di una famiglia sanguinaria nella Pennsylvania razzista di Clooney (Suburbicon) e ancora ne La villa di Guédiguian e perfino in Nico, film internazionale dell’italianissima Susanna Nicchiarelli che ha scelto di raccontare la sacerdotessa dei Velvet Underground cominciando proprio dal suo senso di colpa per aver fatto soffrire un figlio troppo a lungo abbandonato…

In un week end che ha celebrato il cinema all star portando a Venezia anche la grande Judi Dench e ci ha fatto ritrovare, a proposito di talento anche teatrale, la Coppa Volpi Elena Cotta nel ruolo di una donna crudele (che i piccoli jenisch , ‘zingari bianchi’ vittime del razzismo in una Svizzera tristemente consegnata alla Storia, Ella e John, grazie a Virzì, si regalano invece l’opportunità di dimenticarli, i figli). In una corsa verso la libertà in cui diventano un po’ i ‘rapitori’ di se stessi. In un film che miscela commedia e tragedia. Ma soprattutto le performance di due attori, ancora una volta quest’anno, a Venezia, inarrivabili.

Domani è un altro giorno. Chi arriverà da Hollywood?

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