Venezia 74: Il Mostro della Laguna? Parla messicano ma arriva da Hollywood

di Laura Delli Colli

Mostri e leggende, guerra fredda e revival, musical e generi compreso un tuffo splatter in un bagno di ironia e di citazioni all’insegna della nostalgia: ha avuto molti applausi fin dalle proiezioni per gli accreditati The Shape of Water, la fiaba fantastica di Guillermo Del Toro (il regista de Il labirinto del fauno, da non confondere con Benicio, il Del Toro, attore) in concorso a Venezia 74.

E con quest’inondazione – è il caso di dirlo in un film molto acquatico – di fantasia allo stato puro la Mostra ha avuto oggi il suo bagno nella diversità e la Laguna il suo Mostro affascinante e trasgender, dotato di branchie ma anche di un cuore romantico in un corpo da ‘bestia’.

Nel regno di Guillermo Del Toro, tra i registi messicani di successo a Hollywood, The Shape of Water diventa una love story gotica ambientata nell’America dei primi anni ’60, che sogna lo spazio come un nuovo West da conquistare e immagina che possa raggiungere un pianeta perduto, una creatura anfibia venerata come una divinità dagli indigeni diventa suo malgrado una cavia nel laboratorio in cui viene custodita in cattività.

Se ne innamora perdutamente Elisa, dal cognome italiano, orfana ritrovata sul bordo di un fiume, muta e condannata alla solitudone e ai sogni finchè non incontra il suo mostro… In una fuga d’amore e libertà racconterà come una novella Amélie che proprio i sogni romantici possono superare ogni barriera in un mondo fluido come l’acqua, che come dice Guillermo Del Toro, “prende la forma di tutto ciò che la contiene in quel momento ed è per questo la forza più potente del mondo”.

Dalla fantasia alla spiritualità, dopo il richiamo ambientalista di Downsizing, il film d’apertura, una vena religiosa spunta anche nel film di Paul Schrader, che torna alla Mostra di Venezia con  First reformed,  in concorso, accompagnato dai protagonisti Ethan Hawke e Amanda Seyfried. È la storia di un cappellano militare che ha perso suo figlio in guerra, ed è tormentato dal senso di colpa perché è stato proprio lui a mettergli un’arma in mano.

“È sicuramente un film diverso per me. D’altronde, – racconta – non sono praticante, ma in me c’è la radicata idea di espiare col sangue il sacrificio di Cristo, perché è attraverso il sangue che ci si purifica”.

Anche Ethan Hawke ha raccontato un suo personalissimo rapporto con il credo: “Mia nonna mi avrebbe voluto prete, ma per fortuna non ho ricevuto la chiamata e sono diventato un attore…”.

Il tema della più autentica spiritualità, tra religione e laicismo, è entrato oggi alla Mostra anche con il cinema italiano: proprio il 31 agosto del 2012 all’Aloisianum di Gallarate moriva Carlo Maria Martini, in una stanza al terzo piano della residenza dei gesuiti dove aveva deciso di passare gli ultimi anni della sua vita, lasciando Gerusalemme.

Marco Garzonio, editorialista del ‘Corriere della sera’, e profondo conoscitore di Martini gli era accanto e insieme a Ermanno Olmi ha realizzato un film, Vedete, sono uno di voi, ritratto di un uomo di fede capace di dialogare con le altre religioni e con l’ateismo, pronto a confrontarsi col dubbio fino all’ultimo”.
Oggi, a cinque anni dalla morte del cardinale di Milano, all’Italian Pavilion di Venezia, si è parlato di nuovo di lui per presentare l’edizione home video del film prodotto da Istituto Luce Cinecittà con Rai Cinema, presentato in prima mondiale a febbraio scorso al Duomo di Milano.

C’è infine una ricerca di semplicità e anche in qualche modo di una spiritualità laica nel corto che Gianni Amelio in punta di piedi ad Amatrice ha realizzato con Casa d’altri (Fuori Concorso – Evento speciale), entrando nell’intimità più segreta dei pochi cittadini di un mondo cancellato proprio un anno fa dal terremoto, del quale il regista mostra le macerie ma soprattutto le ferite. “Siamo entrati in casa d’altri col timore di disturbare” racconta il regista, scoprendo che “c’è una grande volontà di fare, ma nodi molto italiani impediscono di muoversi con la necessaria rapidità anche a chi è dotato di grande volontà e voglia di ricostruire”.

 

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