Venezia 74: meno uno, pre inaugurazione con ‘Rosita’ domani per la Mostra della ‘nouvelle vague’ italiana

di Laura Delli Colli

Ventiquattr’ore e sarà il via. Sul primo red carpet con le Giurie internazionali arrivano, mercoledì, le prime superstar: è Downsizing, il film inaugurale diretto da Alexander Payne a far applaudire, prima di tutti, Matt Damon e Christoph Waltz, con Hong Chau e Kristen Wiig.

Un film molto atteso, che racconta le avventure di un uomo, un tranquillo cittadino di Omaha che, insieme alla moglie Audrey, sogna una vita migliore, anche al costo di una soluzione radicale che permette ad un gruppo i scienziati di rimpicciolire gli essere umani a pochi centimetri d’altezza, sperando che in un mondo più piccolo, con la promessa di uno stile di vita lussuoso oltre ogni aspettativa, un’avventura possa cambiare la loro vita per sempre.

Un film che guarda al futuro come tutta la Mostra 74, aperta alle nuove tecnologia con esperienze in alta definizione anche in una sezione specifica del concorso.

 

Mai come quest’anno, però, sarà il cinema italiano in pole position -con oltre venti film in programma – ai quali si aggiungono le proposte della Settimana Internazionale della Critica e delle Giornate degli Autori – alla Mostra che dal 30 agosto al 9 settembre al Lido sarà ancora una volta una vetrina privilegiata per il talento internazionale ma soprattutto, pur in una linea di tradizione, aperta più di sempre alle novità, anche tecnologiche.

Una 74.ma Mostra insomma all’insegna della novità, ma soprattutto -per l’Italia – di quella che il Direttore Alberto Barbera ha già annunciato come una ”nouvelle vague”, particolarmente fiero di aver fatto scouting tra gli autori più giovani per portare, alla fine, a Venezia non solo maestri e due ‘mostri sacri’ evergreen come Jane Fonda e Robert Redford, già attesissimi, per ritirare i due Leoni d’Oro alla carriera, ma anche le proposte di un’avanguardia inattesa che potrebbe riservare sorprese interessanti.

“Siete abituati alle mie riserve sul cinema italiano per una quantità che aumenta ogni anno a discapito della qualità” ha detto il Direttore Alberto Barbera, presentando la Mostra, “ma quest’anno quantità e qualità vanno di pari passo”. Ma sarà davvero una “nouvelle vague”? Lo vedremo alla prova dei molti debutti che ci attendono a Venezia. Certo è che le sorprese non mancheranno, oltre ai titoli italiani, anche sul cinema che guarda al futuro, con la nuova sezione del concorso dedicata alla realtà virtuale che, un po’ com’è accaduto a Cannes, rappresenta anche un test sulla sperimentazione di un domani ancora tutto da scoprire.

Ma andiamo ai titoli cominciando dal doppio poker per i film nazionali, nelle due sezioni suggellate dai premi: in concorso per Venezia 74 ci sono Ella & John – The Leisure Seeker, il film americano di Paolo Virzì, Ammore e malavita , il musical dei Manetti Bros. con le musiche di Pivio, The Whale (Hannah) di Andrea Pallaoro e Una famiglia di Sebastiano Riso, mentre di per “Orizzonti” gli italiani saranno il film di apertura (girato però in inglese) Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli, Brutti e cattivi, opera prima di Cosimo Gomez, La vita in comune di Edoardo Winspeare e Gatta Cenerentola, in animazione, di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone.

Tra i quattro italiani che puntano al Leone, Paolo Virzì è in arrivo con il suo primo film internazionale – un racconto on the road con Helen Mirren e Donald Sutherland. E ha un sapore internazionale anche il film di Andrea Pallaoro, nato nel Trentino ma vissuto in America, con una protagonista straordinaria come Charlotte Rampling.

Cinema di genere, poi, con i Manetti Bros., mentre Sebastiano Riso affronta il tema dell’utero in affitto (ma non solo, visto che il film mette in gioco le violenze private in una coppia) in un film con Micaela Ramazzotti che parla del diritto universale alla maternità e alla paternità.

Tra i molti film, un’ottantina, illustrati e anticipati da Barbera che ha già svelato un programma ricco e pieno di spunti e di sorprese, in “Orizzonti”, oltre all’animazione, Brutti e cattivi, racconta una banda di criminali disabili (con Claudio Santamaria e Marco D’Amore) e Edoardo Winspeare racconta ancora una volta la ‘sua’ Puglia, mentre la Nicchiarelli, firma un omaggio alla “sacerdotessa delle Tenebre”, come fu soprannominata Nico, voce dei Velvet Underground.

Tra gli eventi più attesi il primo corto di Gianni Amelio, che racconta il terremoto di Amatrice dello scorso agosto con Casa d’altri, mentre Antonietta De Lillo rilegge Il signor Rotpeter di Kafka con Marina Confalone e Francesco Patierno con Diva! offre a nove attrici la possibilità di reinterpretare e raccontare Valentina Cortese e il suo mondo.

Ancora: per Silvio Soldini in Il colore nascosto delle cose duettano Valeria Golino nel ruolo di una non vedente e Adriano Giannini, Abel Ferrara racconta la Roma dell’Esquilino e la Sicilia arriva a Venezia con Happy Winter di Giovanni Totaro, girato sulla spiaggia di Mondello. Ancora Italia, infine, nella sezione “cinema nel giardino”, con Manuel di Dario Albertini, Controfigura di Rä Di Martino, Nato a Casal di Principe di Bruno Oliviero e le prime due puntate della prima serie italiana prodotta da Netflix, Suburra, in cui recita anche Alessandro Borghi, il “madrino” di questa 74.ma edizione.

Tra i documentari infine, regia di Anselma Dell’Olio per La lucida follia di Marco Ferreri, omaggio a un autore troppo dimenticato, di cui la Mostra propone anche il restauro cult de La donna scimmia.

Oltre l’Italia ci sono naturalmente star e concorso internazionale con il ritorno di talenti come Darren Aronofsky, Guillermo Del Toro, Robert Guédiguian, la presenza dell’artista cinese dissidente Ai Weiwei, del mitico George Clooney con la sua nuova regia. Per non parlare delle provocazioni culturali e non solo di Abdel Kechiche, del film dell’ israeliano Samuel Maoz già vincitore di un Leone d’oro, del giapponese Koreeda Hirokazu. Senza dimenticare il film all star di apertura diretto da Alexander Payne o Paul Schrader o ancora l’esperimento di cinema del reale di un documentarista straordinario come Frederick Wiseman.

Una selezione ricca nella quale, a titolo di curiosità, due terzi dei 21 autori in concorso affrontano la competizione per la prima volta in assoluto. Sempre a proposito di curiosità, almeno due i titoli che offriranno nel menù le emozioni più forti: il primo è Caniba (in ‘Orizzonti’) sulla vicenda dell’omicida antropofago di una studentessa francese che finì a piede libero. Il secondo è il film di mezzanotte Brawl in Cell Block 99 di S. Craig Zahler, con Vince Vaughn, Jennifer Carpenter e Don Johnson, annunciato come “uno dei film più violenti degli ultimi anni”. Brividi di mezzanotte anche con William Friedkin, con The Devil and Father Amorth, fuori concorso, così come con l’horror di Michael Jackson Thriller, che torna in 3D accompagnato dal regista John Landis.

Il count down è iniziato: pronti per una maratona di grande cinema? Seguiteci su We Love Cinema. Da domani, cronache e riflessioni cinematografiche dal Lido.

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