Venezia 74: cosa resta della Mostra superstar? Stelle, film, tanta musica. E soprattutto Cinema

di Laura Delli Colli

Cosa resta della Mostra 74? Proviamo a raccontarla con un piccolo gioco che possa aiutarci oltre il verdetto delle Giurie a non dimenticare un po’ di cronaca tra i tanti film visti e le star che hanno attraversato le giornate del grande cinema su un red carpet già consegnato alla storia degli anni migliori. Ripensare per credere al programma e alle cronache della passerella superstar che si è appena conclusa. Ci proviamo?

A come le Giornate degli Autori. Una sezione parallela e autonoma che ha visto sfilare il meglio della sperimentazione italiana, il talento internazionale dei registi. E le donne. A cominciare dalla Presidente della Giuria, l’iraniana Shirin Neshat.

B come Alessandro Borghi. Il ‘padrino’ di quest’edizione. Bravo, asciutto e onnipresente. Ha officiato apertura e chiusura cambiando anche il look. È arrivato con i capelli corti, se ne va con le extension. Esigenze di set…

C come Cubo. In quello rosso del Cinema in Giardino ha debuttato anche la nuova serie Suburra. Anche come Cuore. Quello più pulsante è di Jennifer Lawrence in Mother!

D come il film di apertura Downsizing. Applaudito. Anche se la rivincita dei piccoli sul mondo dei ‘giganti’ alla fine ha un po’ deluso.

E come Estetica. Una volta considerata solo in chiave cinematografica. Oggi, ahimè, soprattutto a beneficio del red carpet. Sul quale è sfilata anche l’ansia del ‘ritocchino’.

F come Famiglia. Molto indagata dagli sceneggiatori e dal cinema d’autore di questa Mostra. Generalmente soffocante. E capace di violenze e tradimenti che i film hanno raccontato con particolare crudezza.

G come Gusto. Se ne è visto sulle tavole dello schermo fino all’indigestione. Quello più ardito nel panino assassino del film di Clooney Suburbicon.

H come Hannah, da segnalare per il grande protagonismo silenzioso di Charlotte Rampling.

I come Internazionale. Una chiave di possibile lettura della ricerca italiana. Gatta Cenerentola e Nico, 1988 ovviamente con Ella & John di Paolo Virzì ne sono una conferma.

L come Libri. Mai come quest’anno l’ispirazione di molti film. E il percorso suggestivo di Ex Libris in concorso, girato nella prestigiosa Public Library di New York.

M come Musical e Manetti, i fratelli registi premiatissimi e molto applauditi. Sì, il loro Ammore e malavita è stato senza dubbio il più pop dei film italiani. Anche come Mostri, da quello adorabile di The shape of water di Guillermo Del Toro a La donna scimmia restaurato ai mostri di cattiveria di Brutti e cattivi commedia noir da non perdere.

N come la Notte. A Venezia accesa da molte feste. Ma anche la lunga notte di cinema per gli irriducibili dell’ultima proiezione.

O come Opere prime. Interessanti quelle italiane, ma anche il film di Legrand Jusqu’à la garde.

P come Cinema Partenopeo. Un’invasione, oltre il musical dei Manetti e Gatta Cenerentola anche con Antonietta De Lillo che ha regalato un ruolo difficile e intrigante a Marina Confalone. Come si dice, cantanapoli. Ma non solo.

Q come i Quadri che dipinge il cartellonista surclassato dalla pubblicità fotografica nel film di Guillermo Del Toro. Semplicemente deliziosi.

R come Redford, ovviamente Redford, che insieme a Jane, ovviamente Fonda, ha regalato alla Mostra un momento di autentica nostalgia per il cinema civile di una Hollywood che si avvia verso la terza età…e mezzo, ma non molla.

S come Donald Sutherland. Semplicemente adorabile anche live insieme a Helen Mirren. Memorabile la sua conferenza stampa con una cravatta rosa shocking da urlo.

T Come Treno. Quello elettrico, giocattolo che viaggia in scatola ne Le nostre anime di notte è già un must nella memoria di questa Mostra.

U come Uomini. In questa Mostra alcuni personaggi hanno dato il peggio di sé. Li abbiamo visti violenti e violentatori, soli e migranti, sopraffatti e ruggenti. Nel film di Sebastiano Riso Una famiglia per Patrick Bruel uno dei ruoli più respingenti di questa Mostra.

V come Veleno. Denuncia del dramma della Terra dei fuochi. Con una fortissima Luisa Ranieri. Ma anche come Ventaglio il gadget più ambito alla Mostra: Bianco per la Siae, rosso fuoco dalla Toscana e nero per pubblicizzare cinema e moda cinesi…

Z ovviamente come le Zanzare. A Venezia un esercito. Ma al ronzìo del Lido ci si abitua. Fa parte della Mostra…

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