Venezia 74: amore al buio tra Giannini e Golino e per Santamaria una commedia (molto) nera

di Laura Delli Colli

In attesa del quarto film italiano in concorso – Hannah di Andrea Pallaoro con Charlotte Rampling – l’Italia a Venezia si distrae per un giorno dalla gara e dopo l’esplosione musicale dei Manetti Bros. con Ammore e malavita racconta storie d’amore e di vita, di memoria e di formazione nelle quali il protagonismo è spesso maschile.

Accade nel buon debutto alla regia (in corto) di Claudio Santamaria come nel piccolo film che, sempre fuori dalla competizione, proprio oggi a Venezia è arrivato, sul tema delle carceri, con Alessandro D’Alatri.

Ma soprattutto nei due titoli oggi protagonisti al Lido: Il colore nascosto delle cose, di Silvio Soldini con Adriano Giannini e Valeria Golino e Brutti e cattivi opera prima di Cosimo Gomez con un Santamaria superprotagonista, alla testa di una banda di disabili a dir poco spietata.

Nel film di Soldini Adriano Giannini è un uomo in fuga dalle responsabilità soprattutto sentimentali, ma anche dal suo passato: è brillante e sciupafemmine, scanzonato e leggero proprio come Silvio Soldini deve aver chiesto di diventare, sul set, ad Adriano Giannini, felicemente coniugato con il copione de Il colore nascosto delle cose.

Lo intriga Emma, che ha perso la vista a sedici anni, ma non ha lasciato che la sua vita precipitasse totalmente nel buio. Per lei ogni giorno è una battaglia, ma anche una conquista di autonomia e di libertà nonostante la cecità.

«Qualche anno fa ho girato un documentario, Per altri occhi, dedicato al mondo dei non vedenti” ha raccontato il regista. “Era un mondo che non conoscevo e che mi ha stupito; ho scoperto persone piene di vita e d’ironia, che nonostante il loro handicap lavorano, fanno sport, viaggiano… Mi sono poi reso conto che al cinema non avevo mai visto niente di tutto ciò, che i ciechi erano spesso dipinti in modo drammatico, scontato, o con dei quasi super-poteri. Così ho deciso di filmare una storia d’amore con una non vedente come accade nella vita”.

Ancora cinema italiano in una commedia nera e molto scorretta che racconta invece di un gruppo di disabili criminali. È l’opera prima di uno scenografo, Cosimo Gomez, si intitola Brutti e cattivi, ed è a Venezia nella sezione Orizzonti.

Prodotto da Fabrizio Mosca con l’aiuto di Luca Infascelli, cosceneggiatore del film, Brutti e cattivi è in sala dal 19 ottobre con Claudio Santamaria, Marco D’Amore e Sara Serraiocco.

Santamaria è ‘il Papero’, ex circense nato senza gambe, che vive di elemosine, la Serraiocco è Ballerina, esperta di cinese senza braccia e con l’hobby della danza, il Merda invece un rasta tossico sempre in perenne stato di semi-coscienza e Plissé, altro nano, rapper, interpretato dalla webstar trash del web Simoncino Martucci. I quattro si trasformeranno in rapinatori per il colpo in banca che dovrebbe cambiare le loro vita, ma che avrà sviluppi imprevedibili….

“Il film nasce dall’idea scorretta che ogni essere umano può essere spietato” ha spiegato il regista. “Girare questo film” ha detto Sanntamaria “mi è piaciuto tantissimo, soprattutto per la grande trasformazione fisica che ha richiesto. La cosa più importante è stata però lavorare sul dolore dei personaggi”.

Completamente diversa oggi l’aria del concorso: con un film che parla d’amore, di memoria e di cinema è tornato al Lido Abdellatif Kechiche a dieci anni da Cous cous che vinse il Gran Premio della Giuria. E il film che lo ha riportato a Venezia è proprio quello per il quale, in mancanza di soldi, ha venduto la Palma d’Oro conquistata a Cannes con La vie d’Adele. Mektoub my love: canto uno dura circa tre ore, è stato coprodotto grazie ad una cordata di solidarietà anche italiana ed è la trasposizione cinematografica di un romanzo che parla di memoria e d’amore come molti dei film in concorso a Venezia, ma con una chiave decisamente nostalgica. Il protagonista è un aspirante sceneggiatore che vive a Parigi, ma torna nel Sud della Francia dove ha le sue origini e ritrova affetti, ricordi, amici, una macchina fotografica e quel senso di malinconico rimpianto che vive soprattutto quando intorno a lui si materializzano le figure femminili della sua vita di un tempo. La memoria è il link che lega questa giornata anche al film con Charlotte Rampling in arrivo domani, giornata in cui inizia con i primi premi non ufficiali il conto alla rovescia verso il traguardo finale.

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