Venezia 73: Tommaso e Rocco due sex symbol allo specchio

di Laura Delli Colli

Tommaso con l’ossessione delle donne, Rocco nudo nell’anima come non lo abbiamo mai visto. Nel giorno in cui la Mostra racconta cattive ragazze, cannibali e la struggente avventura di una vita di infelicità femminile ai tempi di Maupassant (nel film in concorso Une vie di Stèphane Brizet), il focus sugli uomini parla di sesso, con o senza sentimento, ma soprattutto pieni di fragilità, insicurezze, paure che si nascondono, inaspettatamente, anche dietro due autentici sex symbol. E che icone, Tommaso e Rocco, visto che dietro Tommaso, il suo secondo film da regista c’è Kim Rossi Stuart autore e protagonista e che Rocco è ovviamente proprio lui, il king del porno Rocco Siffredi. Rocco, oltre la leggenda delle sue misure e la certezza delle sue performance sul set da indiscusso protagonista del cinema porno racconta a Venezia: “Questo film l’ho fatto per me ma anche per chi mi conosce e mi fa i complimenti per strada, senza paura di essere criticato”. E ha avuto coraggio Kim Rossi Stuart, ex icona di un divismo popolare e insieme anche patinato, ad affrontare un film che indaga il rapporto con l’universo femminile ma tenta anche dichiaratamente di spiegare come barcamenarsi, da grandi, tra la forza e la debolezza dell’uomo e la voglia di non staccarsi dal bambino d ieri. Sì, Tommaso era proprio il bambino del suo primo film da regista, Anche Libero va bene. Ora è cresciuto, è un quarantenne che gioca a mettersi a nudo con un piglio che ricorda certi vezzi del Nanni Moretti di Caro Diario. Il suo, come lo scrive con questo film Kim Rossi Stuart, è del resto un pò anche il diario sentimentale di un uomo che ama le donne ma non riesce a mantenere relazioni stabili con loro. “Credo di aver affrontato un argomento universale” racconta l’attore e regista che a Venezia è presidente della giuria che dovrà scegliere la migliore opera prima. Ma in realtà, senza fare facile sociologia, il suo, con Jasmine Trinca e Cristiana Capotondi e con la giovanissima Camilla Diana, che già si fa notare, è anche un film sulle nevrosi degli uomini e sulla disperata esigenza di affrancarsi da certi condizionamenti familiari che possono condizionare una crescita serenamente equilibrata, anche con le donne.

Considerato uno degli attori più affascinanti delle ultime generazioni, impegnato, popolarissimo e insieme capace di dirigere un buon cinema d’autore, nel corso degli anni Kim Rossi Stuart ha più volte cambiato pelle anche su set, prima nei film sulle arti marziali poi star in tv di un fantasy di grande successo come Fantaghirò.  Ha lavorato con alcuni tra i registi italiani più importanti ma, regista di se stesso, ora si mette allo specchio raccontando la storia di un quarantenne, anche lui attore, capricciosissimo e un pò inaffidabile che per le donne vittime della sua bellezza ha un’ossessione quasi patologica, una mania, capace di raggiungere livelli preoccupanti come le sue fantasie che, però, un po’ come nel vecchio Vedo nudo del cinema di un tempo, come quelle di un adolescente, non si trasformano mai in realtà: rompe ogni relazione, Tommaso, prima che gli impegni sentimentali diventino troppo seri.

Tra Moretti, 8 e 1/2 e Sesso matto in un racconto in parte autobiografico ma soprattutto onirico, Rossi Stuart non racconta altro che la difficoltà di amare. Con sincerità ma anche con coraggio. In un film, dice “dedicato a tutti quelli che, prima o poi, nella vita rischiano qualcosa per recuperare quel bambino interiore che hanno tenuto prigioniero durante l’infanzia…”

Tags

, , , , , , , ,

Condividi quest'articolo

Commenti

Per poter lasciare il tuo commento devi essere registrato

CLICCA QUI PER
REGISTRARTI

Segui welovecinema

We Love Cinema