Venezia 71: Due sedie vuote e una poltronissima

di Laura Delli Colli

Il Diario dalla Mostra di Venezia è curato da Laura Delli Colli, Presidente dei Giornalisti Cinematografici Italiani.

 

Lido di Venezia, 27 Agosto – Due sedie simbolicamente “vuote” siglano la presentazione della Mostra che apre i battenti sul cinema a Venezia: erano destinate alla regista iraniana Mahnaz Mohammadi e al regista ucraino Oleg Sentsov, entrambi in carcere, ora attenderanno l’arrivo di tutti i giurati all’insediamento.

 

La poltronissima che il Presidente della Biennale, Paolo Baratta e il Direttore Alberto Barbera hanno preparato in galleria, rigorosamente in prima fila, per il film di Inarritu, Birdman, è invece in Sala Grande per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, grande amico della Mostra e soprattutto appassionato di cinema come la moglie Clio che lo scorta in questa breve trasferta veneziana. Apertura delle grandi occasioni dunque, e, soprattutto, una serata senza minacce di pioggia, dopo il grigiore della vigilia, per la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che Luisa Ranieri ha accettato di tenere a battesimo, madrina semplice e soprattutto certamente gradita alla coppia presidenziale, viste le sue origini napoletane che ricalcano quelle di Napolitano.

 

Un cenno ai giurati assenti: la Mohammadi è detenuta in Iran, dove è da sempre in lotta per i diritti delle donne arrestata per la quarta volta dal 2007 e ora condannata a 5 anni di prigione per la sua ribellione antigovernativa e molti registi nel mondo hanno firmato una petizione per la sua liberazione. Sentsov è invece in prigione in Russia e per lui hanno firmato un appello molti registi europei tra i quali anche Roberto Benigni.

 

Per tutte le giurie, aspettando la soirèe e il primo red carpet della Mostra numero 71, una presentazione veloce sovrastata dalle puntualizzazioni del Presidente e del Direttore tra molti scambi di cortesie. Uno per tutti, quello contenuto nelle parole di Barbera che ha definito Baratta «Il miglior presidente possibile, anche perché sta letteralmente rivoluzionando la Biennale». Il mandato di entrambi scadrà tra un anno. Per il dopo, giochi aperti ma soprattutto, grande attesa. Il prossimo sarà un anno di grandi cambiamenti nel mondo dei festival.

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