Venezia 54: Musica! Con Ammore e malavita l’opera pop dei Manetti Bros. conquista il Lido

di Laura Delli Colli

Ricordate Song’e Napule? Beh, i Manetti Bros. fanno il bis e questa volta, a Venezia, sfidano le superstar internazionali e il cinema più elitario con un’opera ancora più pop, musicale, chiassosamente alternativa alla rappresentazione della Napoli cupa, problematica, e al sangue alla quale i media ci hanno abituati anche sullo schermo.

Il loro nuovo film, terzo titolo italiano in gara, è Ammore e malavita, un musical appunto. Anzi, il musical con il quale a un anno da La la land Venezia rilancia il genere in un film dove si canta, come qualcuno ha già scritto commentandolo, prima di un bacio ma anche dopo una sparatoria.

Commento dei Manetti alla storia strappacuore di Ciro che deve eliminare un testimone scomodo ma scopre, invece, che si tratta di un suo vecchio amore? “Essere a Venezia in concorso è come se la Sanbenedettese scendesse in campo al Santiago Bernabéu contro il Real Madrid.” Così hanno commentato lo sbarco alla Mostra in concorso Marco e Antonio Manetti, coerentemente resistenti a condire il passaggio sul red carpet anche con una sola goccia di glamour fino all’ultimo momento, eppure capaci di confezionare un mix perfetto di buon cinema, gorgheggi non solo neomelodici e musiche doc confezionate da quei geni della composizione per il cinema che sono Pivio e Aldo De Scalzi, autori della colonna sonora con le canzoni firmate da Alessandro Garofalo e Franco Ricciardi.

Nel cast applauditissimo spiccano, con Serena Rossi e Giampaolo Morelli e con Carlo Buccirosso, l’esuberanza e la bella voce di Claudia Gerini e non manca con loro Ruiz degli Almamegretta.

Un’idea strepitosa, che ha fatto ballare il pubblico in sala fin dal mattino, un po’ come accadde quando John Turturro girò proprio per le strade di Napoli il suo Passione che, del resto, in qualche modo ha dato l’idea ai Manetti per realizzare Ammore e malavita.

Con loro, in questa giornata che ha superato metà della Mostra e si avvia al gran finale di sabato, anche oggi al Lido c’è un’altra coppia decisamente più internazionale: accanto a Javier Bardem, già visto ieri con Jennifer Lawrence, è sbarcata a Venezia anche Pénelope Cruz, con lui protagonista di Loving Pablo, fuori concorso, il film che è già stato definito il ‘romanzo criminale’ di Pablo Escobar. Lui è il narcotrafficante, lei una bella giornalista televisiva con la quale intreccia una relazione clandestina. Ma i due, soprattutto, sono una vera coppia di cuori e hanno catturato l’attenzione del pubblico più del film australiano Sweet country e perfino di Jim Carrey e Michael Caine ancora protagonisti al Lido.

Molto amico dell’Italia e del suo cinema Gérard Depardieu, arrivato per condividere con Bernardo Bertolucci il restauro di Novecento, ha regalato al Lido una vera e propria dichiarazione d’amore per il nostro Paese: “Per Novecento sono nato contadino e sono fiero di essere rimasto tale. Dell’Italia del resto mi piace tutto: la tavola, le donne, la bellezza di tutto il Paese. Di politica invece non parlo, perché è terribile dappertutto, tranne che in Russia e a Dubai”. Non si è smentito, insomma.

The Third Murder del maestro giapponese Kore’eda Hirokazu, intanto ci ha raccontato la storia di un avvocato in carriera (interpretato da una popstar di grande successo come Masaharu Fukuyama) e di un uomo accusato di omicidio. Curiosità assoluta: il film, in concorso a Venezia 74, ha le musiche di Ludovico Einaudi. E così dopo un doppio Desplat di Clooney e Del Toro, i Manetti e la bella colonna sonora di Virzì, ma anche Foxtrot e la musica che sigla comunque il viaggio alla ricerca di vendetta della splendida protagonista interpretata da Frances McDormand, la lista dei film che si segnalano quest’anno per la musica, magari a caccia di un premio, si allunga…

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