Un mistero per i Dardenne aspettando Pericle il nero…

di Laura Delli Colli

E a Cannes arriva il momento dei Dardenne: oggi con La fille inconnue, domani, come coproduttori accanto a Valeria Golino e Riccardo Scamarcio e al regista di Pericle il nero Stefano Mordini, che arriva tra i  titoli di Un certain regard. “Noi filmiamo la vita” dicono e con loro Adele Haenel, la giovane attrice protagonista de La fille inconnue, aggiunge, perfettamente in linea con la loro poetica: “La verità è più forte della violenza”, una massima che sembra perfetta per la costruzione del suo personaggio nel film presentato oggi in concorso e accolto, almeno alla prima proiezione senza il consueto applauso dalla stampa del mattino. Nel film, mistero, introspezione e una storia come sempre minimalista attraverso l’indagine di un giovane medico (Haenel, appunto, che interpreta la dottoressa Jenny) che cerca la verità sulla morte della ragazza che, poco prima di essere trovata senza vita, aveva bussato alla porta del suo studio senza trovare risposta. E’ strana la coincidenza tra il mistero del suicidio sul treno con cui si apre Julieta di Almodóvar e quello di questa morte che sembra aver colto, un po’ come accade nel film di Almodóvar, la sua vittima dopo l’ultimo tentativo di trovare ascolto. La dottoressa Jenny, infatti, si era rifiutata di aprire fuori dal suo orario di lavoro entrando poi, di conseguenza, in una spirale di sensi di colpa e curiosità che ricorda proprio quella di Julieta.

“Ci interessava esplorare e raccontare prima di tutto il nostro personaggio – ha spiegato alla stampa Luc Dardenne – una donna responsabile circondata però da persone che non vogliono prendersi responsabilità. È lei a scatenare gli eventi e a far sì che anche tutti gli altri, alla fine, dicano la verità” E se  Jenny cerca di cambiare l’indifferenza del mondo è perché I Dardenne sono sempre in cerca di un segnale di speranza.

“Amo il coraggio dei fratelli Dardenne, hanno fiducia nello spettatore – dice, del resto, parlando di loro la protagonista del film – “Per me sono il cielo del cinema europeo”. L’hanno conosciuta per caso al festeggiamento per  un premio: “Quando l’abbiamo incontrata abbiamo capito che doveva essere lei e abbiamo ringiovanito un personaggio che avevamo in testa da anni”, ha commentato Luc. Il film come è accaduto con Pericle di Mordini è ambientato in Belgio, in questo caso a Seraing, dove I Dardenne sono cresciuti. Un luogo che torna nel loro immaginari. Proprio come le donne:  “Sì, sono spesso protagoniste dei nostri film perché sono il futuro dell’umanità,. Sono loro  che fanno avanzare le cose, loro che  si prendono le responsabilità”. E non hanno tutti i torti…

 

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