Un Festival che ritorna festa

di TBWA-admin

“Un Festival che ritorna festa e abbandona l’abito del Festival tradizionale”. Parole e musica di Marco Müller, direttore artistico della kermesse romana per il secondo anno consecutivo.

Manca meno di un mese all’ottava edizione della manifestazione cinematografica capitolina; se da un lato ci sono ancora molti punti di domanda (chi sarà la madrina d’apertura? Una Mamma Roma ideale – ha detto Müller – e in tanti hanno pensato a Sabrina Ferilli), dall’altro si intravede il Dna dell’edizione 2013: nessuno filo conduttore unico, anzi, una schizofrenia addomesticata ma non domata, sempre parole e musica del direttore artistico con gli occhialini e la barba bianca Roma torna alla kermesse popolare, il che non vuol dire scendere di categoria o livello in confronto ad altri Festival. Non vuole ricalcare le orme di Venezia bensì il modello di Toronto, un cinema più fresco e vicino alla gente. Abbiamo lavorato di pancia e di cuore – ha spiegato Müller – senza identificare una trama univoca. Non volevamo “condizionamenti” ma guardare il mondo da tutte le prospettive possibili.

Non mancherà una dose quotidiana di divismo tanto cara al pubblico. I nomi non sono ancora noti ma preparate le macchine fotografiche perché sul lungo red carpet non mancheranno le sorprese.

I film in concorso saranno diciotto, di cui dodici in prima mondiale. Tra i titoli in gara Dallas Buyers Club del canadese Jean-Marc Vallée, direttamente dal festival di Toronto, con Matthew McConaughey e Jennifer Garner; il regista-cult giapponese Takashi Miike con The mole song; Blue sky bones, opera prima di Cui Jian, pioniere della musica rock in Cina e vincitore due settimane fa a Sanremo del Premio Tenco per la musica d’autore; dagli Stati Uniti Her di Spike Jonze con Joaquin Phoenix e Scarlett Johansson e Out of the furnace di Scott Cooper con Christian Bale, Woody Harrelson e Zoë Saldana.

Tre i titoli italiani in concorso: I corpi estranei di Mirko Locatelli, un padre (Filippo Timi) e
un figlio malato che migrano al Nord con un sogno di guarigione, Take five di Guido
Lombardi, un thriller su cinque “irregolari” alle prese con una rapina milionaria e Tir di
Alberto Fasulo, girato tra Italia e Croazia, la storia di un professore di fisica che decide di
diventare camionista.

Tricolore sarà anche il film di apertura fuori concorso, L’ultima ruota del carro di
Giovanni Veronesi con Elio Germano, Alessandra Mastronardi e Ricky Memphis. Una vera
commedia all’italiana. L’Italia porta in dote La luna su Torino di Davide Ferrario (sorta di seguito di Dopo mezzanotte), Song’e Napule dei Manetti Bros e Come il vento di Marco Simon Puccioni. La sezione Prospettive Italia cambia nome in Prospettive Doc Italia, una piccola sottolineatura per la nuova stagione del documentario nel mondo del cinema del Belpaese.

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