Tra Riccione e Sabaudia è tutta una commedia…

di Laura Delli Colli

Commedia sempre più protagonista tra premi e festival: dopo i Nastri a Taormina e le Giornate di Riccione che si concludono proprio in commedia ora tocca a Sabaudia fare il punto sul cinema che da sempre mette l’Italia allo specchio raccontando attraverso i film, i cambiamenti della società, del costume, dell’umore degli italiani. Da domani per una settimana, con otto film in concorso e sei titoli che guardano oltre la comicità anche ai temi forti dell’attualità, Sabaudiafilm.commedia diretto da Ricky Tognazzi e Simona Izzo mette il dito tra cinema e società cercando di cogliere anche qualcosa in più oltre le risate più facili, la comicità, il racconto quotidiano che le commedie sempre di più mettono in scena segnando la novità, con un taglio d’autore.

Perchè una coppia che ha dato molto anche alla fiction e alla scrittura su temi forti come la violenza (anche negli stadi), l’usuram la mafia decide, nel bel mezzo di un’estate rovente, di misurare la temperature anche ‘sociale’ del cinema? A Simona Izzo, anche a nome di Ricky, basterebbe rispondere con il titolo di un suo film al quale entrambi sono molto affezionati: Maniaci sentimentali. Beh, sì, bisogna forse proprio esserlo per giurare fedeltà al genere e firmare una selezione che comprende inevitabilmente alcuni ‘must’ come Quo vado? di Gennaro Nunziante (non di Checco Zalone ma con Luca Medici alias Checco Zalone), Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, ma anche Forever young di un fedelissimo della commedia di costume, anche come autore degli altri, come Fausto Brizzi, e ancora Assolo di Laura Morante, Loro chi? Opera prima diretta in coppia da Francesco Miccichè e Fabio Bonifacci, Onda su onda di Rocco Papaleo fino ad un piccolo caso low budget come Troppo napoletano di Gianluca Ansanelli, con un gruppo di comici partenopei e la canzone fermata da Alessandro Siani.

C’è di più. Se la commedia è stato e continua ad essere pane quotidiano per i ‘maniaci sentimentali’ di tutti i tempi (basti pensare ai padri della commedia storica come Risi, Scola,Monicelli, e agli attori come Tognazzi senior, Vittim Gassmann, Manfredi…) proprio la commedia diventa quest’anno il piatto forte per raccontare a Sabaudia non solo il cinema di una stagione particolarmente fertile ma cosa c’è dietro quel cinema che fa sorriderere e insieme commuove. affrontando anche contenuti e spunti perchè no sociologici.

Per esempio approfondendo il tema e il confronto sul diritto all’amore come valore universale oltre le barriere, i divieti, un comune senso del pudore che ha censurato e autocensurato sentimenti e affetti rendendoli spesso socialmente proibiti.

Ecco allora che Sabaudia diventa festival e approfondimento per parlare di coppie e amori anche gay, di trasgressioni e perchè no di un cinema che fa finalmente anche coming out. Sabaudia, tra Amanti passeggeri di Almòdovar e I ragazzi stanno bene, tra Ang Lee e Reinas ripropone l’outing leccese di Mine vaganti ma anche Felice chi è diverso di Gianni Amelio e Prima di tutto di Marco Simon Puccioni. Per parlare di nuova geografia anche sentimentale, non solo delle commedie, ma delle extended families, le famiglie allargate. Che in fondo -per ragioni diverse ma comunque perfette nel racconto di un mondo che allarga gli orizzonti degli affetti tradizionali- i Tognazzi sono assolutamente abilitati a conoscere con il pregio di averci (con)vissuto per primi…

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