Tommaso – La recitazione di Camilla Diana

di Gianni Canova

A vederla sullo schermo, mentre stuzzica e poi rintuzza le ossessioni erotiche del maturo e fragile sessuomane interpretato da Kim Rossi Stuart, sembra sulle prime la classica “coattella” romana: una ragazzetta cresciuta in periferia, consapevole del proprio sex-appeal, ma anche popolarescamente accorta nel non gettare troppo in fretta alle ortiche il proprio consistente capitale (erotico). Invece poi scopri che:

    1. Camilla Diana è toscana e non romana. Il gergo romanesco l’ha appresso in settimane e settimane di studio, non è il linguaggio con cui si esprime abitualmente nella vita;
    2. Non è una di quelle attrici che vengono dalla strada e che lì rischiano di tornare dopo aver fatto un solo film: lei viene dal teatro, ha fatto cinema e televisione, ha alle spalle un curriculum (ma forse sarebbe meglio dire: una gavetta) di tutto rispetto;
    3. Nel film Tommaso è la terza partner del personaggio interpretato da Kim Rossi Stuart. Essendo le prime due interpretate da attrici brave ed esperte come Jasmine Trinca e Cristiana Capotondi, il rischio era che lei – buon’ultima – risultasse un po’ schiacciata. Invece no: Camilla riesce a dare alla sua Sonia (così si chiama il suo personaggio) una tale carica di vitalità e di autenticità che alla fine è lei che strappa la scena alle altre due, e non viceversa.

Accanto a un Kim Rossi Stuart che gioca a fare il Nanni Moretti dell’eros (si pettina come lui, si veste come lui, è ossessivo-compulsivo come lui, frequenta i giardinetti come lui faceva in Caos calmo), Camilla Diana è una ninfetta di periferia bravissima nel dosare grazia e sfacciataggine, pudore e spudoratezza, provocazione e ritrosia. Basta guardarla nelle scene in cui recita accanto al personaggio di Kim: lui vorrebbe tutte le donne che incontra, le vede nude sul tram o al bar, è ossessionato da loro. Lei capisce al volo il tipo, e lo tiene in pugno. Si concede e si ritrae, stuzzica e svicola, illude e delude. Ironica e tagliente, spavalda ma anche delicata (non a caso Paolo Sorrentino l’ha scelta per fare la Madonna in Young Pape), ha un volto e uno sguardo che non si dimenticano facilmente: se la Mostra di Venezia quest’anno ha lanciato la nuova generazione di millenials italiani (basti pensare ai protagonisti dei film di Gabriele Muccino L’estate addosso, a quelli di Piuma di Roan Johnson, alle ragazze di Giuseppe Piccioni in Questi giorni o alle due gemelle 18enni protagoniste di Indivisibili di Edoardo de Angelis), lei – 26 anni, sguardo penetrante e gran massa di capelli ramati – è senz’altro una di quelle di cui sentiremo ancora parlare.

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