Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet

di TBWA-admin

Centinaia di bambini hanno affollato la Sala Sinopoli, armati delle loro urla e dei loro occhialini 3D. Speravano di vedere un cartone animato o un film di fantascienza; si sono ritrovati immersi nella scienza, nelle meccanica fisica e nel moto perpetuo, hanno fatto un viaggio con T.S. Spivet, bimbo prodigio (in molti casi loro coetaneo) del profondo Montana, Stati Uniti d’America.

 

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet è una pellicola che racconta la vita di un futuro Leonardo Da Vinci grazie al tocco magico del francese Jean-Pierre Jeunet, il padre de Il favoloso mondo di Amelie e Delicatessen. Una favola reale di un bimbo introverso che deve affrontare un evento tragico legato a doppio filo con suo fratello gemello, deve condividere l’isolata casa in mezzo alle montagne con la sorella aspirante attrice, la madre ricercatrice di insetti e il padre cowboy.

 

Un premio del Smithsonian Institute lo fa saltare clandestinamente su un treno intraprendendo un viaggio (splendido) nella profonda America. Dal Montana al Nebraska, passando per Chicago fino ad arrivare a Washington D.C. Un viaggio frutto di una bugia che gli permette di incontrare personaggi insoliti, “dialogare” con il fratello, riappacificare le anime così distanti della sua famiglia.

 

Il film di Jeunet parla ai bambini ma con un registro adulto, fa emerge la sua fantasia senza mai lasciare indifferente lo spettatore. Ha usato il 3D per questa favola, tecnica che aiuta a toccare con mano il viaggio di T.S. ma che rimane secondaria rispetto ai sentimenti del giovane inventore. Trasposizione cinematografica del libro Le mappe dei miei sogni di Reif Larsen (pubblicato nel 2009), Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet ha una meravigliosa fotografia, grazie a Thomas Hardmeier, seppure in alcuni passaggi i colori fiabeschi – come le sterminate vallate del Montana – risultino troppo cartoon.

 

Un atipico road movie condito da voluti eccessi e momenti strappalacrime (come le scene con Helena Bonham Carter nel ruolo della mamma di T.S.), ben amalgamati da un regista che ha sempre avuto il tocco magico, fin da La città perduta del 1995.

 

Coloratissimo e fantasioso.

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