Spotlight, arriva il film scandalo e con Mark Ruffalo la Mostra fa lo ‘scoop’

di Laura Delli Colli

E’ il grande scoop della Mostra, non c’è dubbio l’anteprima attesissima di Spotlight, il film che farà discutere di più, da Venezia, già nei prossimi giorni perché come ai tempi del Watergate torna a celebrare la migliore qualità del giornalismo d’inchiesta rilanciando la vera storia della campagna con la quale il Boston Globe denunciò il caso americano di un centinaio di preti pedofili finito con condanne e indennizzi milionari.

Un caso cinematografico annunciato quello che il film, oggi al Lido in anteprima stampa alle 9 poi in Sala Grande alle 19.15 rilancia, ispirato alla terribile vicenda che proprio grazie a quell’inchiesta giornalistica denunciò gli abusi sui minori perpetuati da cinque preti con una copertura particolarmente eccellente.  Dimenticate le (verdi) imprese del vecchio Hulk, Mark Ruffalo – la star della seconda giornata dopo gli scalatori dell’Everest – interpreta sullo schermo Michael Rezendes, il giornalista che ebbe per quell’inchiesta il Premio Pulitzer. “Papa Francesco è straordinario ma la Chiesa deve fare di più”, dice il regista Thomas McCarthy precisando che Spotlight non è un film contro la Chiesa anche se” ha detto “la Chiesa deve aprirsi sempre di più e il lavoro da fare è ancora molto lungo”. Il film uscirà in America il 6 Novembre, ma è già tra i più attesi del 2016 in Italia dove il cardinale accusato di aver dato copertura allo scandalo, Bernard Francis Law, vive tranquillamente a Roma, nonostante il nuovo corso della Chiesa, con Papa Francesco.

Immerso nel cinema del reale, il secondo giorno di Venezia è anche quello, italiano, di Renato De Maria che ha presentato in Orizzonti Italian Gangsters, docufilm sull’Italia della Banda Cavallero, di Casaroli e Luciano Lutring, raccontata attraverso documenti e testimonianze ma anche molte citazioni dai film d’epoca. Ed è inevitabile che la realtà abbia surclassato la fiction, compresi i titoli del concorso, da Looking for Grace dell’australiana Sue Brooks al primo film prodotto dal colosso Netflix, Beast of No Nation, duro e avvincente racconto di formazione di un bambino che cresce educato alla violenza della guerra. Domani ancora in tema Black Mass con un criminale di nome Johnny Depp. Ma con il russo Sokurov e il francese Giannoli la Mostra torna anche all’immaginario e alle meraviglie dell’arte…

Blocknotes

– Gabriele Salvatores è stato il primo protagonista tra i registi ospiti dei Venice Days: è arrivato per ‘battezzare’ la prima Mostra dedicata dai 100utori agli storyboard ma soprattutto come presidente di giuria della quarta edizione del Premio Bookciak, Azione!, su cinema e letteratura, attraverso i bookciak movie, scelti quest’anno anche da Wilma Labate, Teresa Marchesi e Gianluca Arcopinto.

 

– Jonathan Demme (Il silenzio degli innocenti, Philadelphia, e ora, con una strepitosa Meryl Streep presto in uscita con Dove eravamo rimasti) ha ricevuto il Persol Tribute to Visionary Talent Award di quest’anno festeggiatissimo prima di immergersi nella maratona cinematografica che lo attende come Presidente della Giuria del concorso ufficiale.  Come dice il Direttore Barbera, un omaggio “a quella generazione di autori cinefili che hanno rivoluzionato Hollywood negli anni ’70”.

Ultimi arrivi al Lido: Mark Ruffalo, Dakota Johnson, Elizabeth Banks, Stanley Tucci. Carpet stellare, sempre più red… mentre si dice che dopo Malika Ayane, giurata per la colonna sonora e Vasco Rossi, in arrivo per il suo documentario Gianna Nannini potrebbe essere in sala per il film dedicato a Janis Joplin.

Ben 22 i piatti nel menù del buffet di gala per il dopo Everest, sulla spiaggia dell’Excelsior. Niente fuochi d’artificio ma una serata frizzante, come sempre, oltre la mezzanotte.

I ragazzi del Cinema America sono in arrivo a Venezia su un pullmino autonoleggiato per installare il loro schermo pirata al Festival, ricordando il Francesco Rosi con la proiezione ‘pirata’ del suo capolavoro Mani sulla città’.

(Photo Getty: 486313296)

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