Speciale Berlinale67: È stato l’anno delle donne e l’Orso d’Oro ha smentito i pronostici.

di Laura Delli Colli

Berlino – Sì, un Orso assegnato a sorpresa all’ungherese On Body and Soul della regista Ildiko Enyedi – un vero colpo di scena rispetto alle previsioni della vigilia – e il premio più importante del Festival ha confermato che la Berlinale soprattutto quest’anno ha amato davvero molto il cinema delle donne. Anche la giuria, dopo le scelte del direttore Dieter Kosslick, lo ha dimostrato a dispetto del tam tam che dava per superfavorito Aki Kaurismaki, il regista che non aveva mai vinto la Berlinale e che ha ritirato, – senza nascondere troppo le reazioni offese del suo orgoglio ferito – il premio per la miglior regia per un film, The other side of Hope che sembrava favoritissimo proprio per l’Orso d’Oro. Tra l’emozione ungherese e la stizza d’autore di Kaurismaki che non è voluto neanche salire sul palco (e avrà presto comunque il suo film distribuito anche in Italia) l’ultima foto di gruppo della Berlinale premia le donne anche con un’altra storia dedicata al protagonismo tenace di una donna, Felicité di Alain Gomis, arrivato alla Berlinale da molti coproduttori, con il sostegno, tra l’altro, del Final Cut in Venice, il workshop organizzato dalla Biennale, tra le attività di attenzione al cinema più giovane e interessante nate intorno alla Mostra guidata da Alberto Barbera. Qui non c’entra una regista ma il protagonismo, con la gente di Kinshasa e del Congo – che il regista ha molto ringraziato – di una brava attrice che ha messo in scena con forza la disperazione ma anche la tenacia di una madre che conosciamo, all’nizio, al microfono di un locale dove fa la cantante e che si trova improvvisamente nel tunnel ospedaliero di un figlio alla disperata ricerca dei soldi per farlo operare. Denuncia, solidarietà, impegno. Ancora una volta anche nel verdetto della sua Giuria la Berlinale non ha smentito la sua linea editoriale e in un festival così attento ai temi sociali e della qualità della vita, anche ambientale, non poteva mancare un riconoscimento ‘animalista’ come la decisione di attribuire il Premio Alfred Bauer per il cinema che apre nuove prospettive a Pokot, il thriller animalista di Agnieszka Holland, ancora una volta una firma femminile nel palmarès, che ha accolto il premio con un vero e proprio appello per il cinema militante perchè risvegliato l’attenzione per tutto ciò che può aiutare a salvare la Terra. Perfetta per Berlino. L’attrice Kim Minhee, protagonista di On the Beach at Night Alone di Hong Sangsoo ha portato a casa con un semplice grazie l’Orso d’argento per la migliore interpretazione femminile, mentre Georg Friedrich è stato premiato come attore protagonista per Bright Nights di Thomas Arslan. Anche lui ha trasformato un momento della premiazione in una sorta di happening provocatorio recitando versi di Stephen Crane ma soprattutto togliendosi dalla bocca per farlo un chewing gum che ha provvisoriamente attaccato proprio sull’Orso d’Argento appena ricevuto. Sebastiàn Lelio e Gonzalo Maza per Una mujer fantastica (con la regia dello stesso Lelio) hanno vinto per la sceneggiatura di un’altra storia dedicata al femminile ma soprattutto a un amore ‘speciale’: il film infatti racconta una convivenza punita da una famiglia perché la donna per la quale un ricco industriale lascia tutti e perde la testa nel grande amore che la vita gli regala prima di una morte improvvisa (la escluderà totalmente da ogni visibilità e ogni diritto) è in realtà transessuale e qui Daniela Vega, transgender applaudita in platea anche dalla cantante regina delle drag queen, Conchita Wurst, ha regalato ultima serata della Berlinale l’unico ringraziamento, per il film, suonato come un inno al diritto di amare e non solo alla parità dei diritti Lgbt. La vincitrice dell’Orso d’Oro, Ildiko Enyedi, regista ungherese ha vinto anche il Premio della critica internazionale e ha difeso la libertà del cinema proprio come l’altra regista premiata, la polacca Agnieszka Holland, con il suo thriller animalista. Clima berlinese insomma come sempre molto impegnato e militante fino alla premiazione, ma è proprio questa la differenza e la forza della Berlinale, che apre al mercato più grande d’inverno, mostra sempre di più anche titoli destinati a diventare blockbuster (oggi Logan, un anno fa perfino le attesissime, allora, 50 sfumature di grigio che scandalizzarono i critici più impegnati) e non dimentica il gusto del cinema, unico festival internazionale con una sezione ‘Culinary’ che ha mostrato quest’anno anche un pò di italianissima Expo in un documentario (svedese) in cui è stata celebrata anche l’inizativa solidale di Massimo Bottura. Un pò di Italia anche qui. E se non ha sfigurato alla Berlinale, anche se fuori concorso, l’ultimo film di Luca Guadagnino, non dimentichiamo che Berlino quest’anno, aspettando gli Orsi della giuria, ha premiato alla carriera proprio una donna: ovviamente Milena Canonero che ricordiamo ancora un volta per un talento italiano di quelli che il mondo ci invidia. Alla Berlinale ha avuto un’accoglienza regale: del resto non è lei, nel mondo del cinema, la regina, non solo italiana, dei costumi quattro volte Oscar®?

Ecco l’elenco completo dei premi:

Orso d’Oro Miglior Film
Testről és lélekről (On Body and Soul) di Ildikó Enyedi

Orso d’Argento Gran Premio della Giuria
Félicité di Alain Gomis

Orso d’Argento – Premio Alfred Bauer
Pokot (Spoor) di Agnieszka Holland

Orso d’Argento Miglior Regia
Aki Kaurismäki per Toivon tuolla puolen (The Other Side of Hope)

Orso d’Argento Migliore Attrice
Kim Minhee in Bamui haebyun-eoseo honja (On the Beach at Night Alone) di Hong Sangsoo

Orso d’Argento Miglior Attore
Georg Friedrich in Helle Nächte (Bright Nights) di Thomas Arslan

Orso d’Argento Miglior Sceneggiatura
Sebastián Lelio and Gonzalo Maza per Una mujer fantástica (A Fantastic Woman) di Sebastián Lelio

Orso d’Argento Miglior Contributo Artistico
Dana Bunescu per il montaggio del film Ana, Mon Amour di Călin Peter Netzer

Premio GWFF Miglior Opera Prima Estiu 1993 di Carla Simón

Orso d’Oro Miglior Cortometraggio Cidade Pequena di Diogo Costa Amarante

Orso d’Argento della Giuria Ensueño en la Pradera di Esteban Arrangoiz Julien

Premio “Audi” Cortometraggi Street of Death di Karam Ghossein

Menzione Speciale Cortometraggi Centauro di Nicolás Suárez

Cortometraggio Selezionato per gli EFA Os Humores Artificiais di Gabriel Abrantes

Miglior Documentario  Istiyad Ashbah di Raed Andoni

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