Soul boys of the western world

di TBWA-admin

Nascita, ascesa e apoteosi di un mito. Ma al contempo liti giudiziarie, isolamento e abbandono. Per finire con un reunion tipica più delle commedie romantiche che di una band musicale. Soul Boys of the Western World, prodotto da Steve Dagger-Scott Millaney e diretto da George Hencken, è il raccolto di cinque ragazzi del Nord di Londra che da un piccolo pub della City hanno raggiunto il successo internazionale: gli Spandau Ballet.

 

Per la generazione degli anni ’70 e ’80 i citizens hanno rappresentato il passaggio dal punk dei Sex Pistols alla musica rock ed elettronica dei Queen e dei Depeche Mode. Antagonisti dei Duran Duran dei palchi internazionali, hanno realizzato 12 album (alcuni leggendari come True del 1983 o Through the Barricades 1986), riempito tutti gli stadi del mondo, partecipato al primo Live Aid di Bob Gendolf e lasciato un’impronta indelebile di stile, tanto nella moda come nella musica.

 

Hanno saputo abbandonare i “pantaloni da pirati” o le tuniche da beduino del primo anno per passare a un completo da manager, con il microfono in mano al posto della ventiquattrore. Hanno fondato il loro credo sull’amicizia, sull’alcol e sulla musica. Hanno regalato un sorriso e una passione al popolo di Sua Maestà quando questi stava vivendo uno dei momenti più duri della sua storia, ovvero le lotti sindacali delle fabbriche e la crisi sanguinaria del Nord Irlanda, con Margaret Thatcher come nemica numero uno, ben evidenziato anche nelle parti in cui la Lady di Ferro compare sul grande schermo.

 

Il film-documentario in concorso a Roma segue cronologicamente gli eventi temporali, dalla difficile formazione della band (nonché del suo nome), ai primi successi dei locali allo moda di Soho. Poi il successo planetario per arrivare al momento più buio, ovvero l’allontanamento dei fratelli Kemp, Gary e Martin, il tentativo di carriera da solista del cantante Tony Hadley, l’esilio volontario ad Ibiza d Steve Norman ma soprattutto l’aula 58 del tribunale di Londra quando tre componenti del gruppo citarono in giudizio Gary Kemp per le royalties delle canzoni. Una causa che non solo vide Hadley, Norman e Keeble sconfitti ma la fine degli Spandau Ballet.

 

Almeno fino al colpo di scena finale quando nel 2009 la band decide di riunirsi e lasciarsi definitivamente alle spalle le carte bollate per ritrovarsi sulla HMS Belfast, la nave della Marina militare inglese della Seconda Guerra Mondiale ormeggiata sulle rive del Tamigi, dove negli anni Ottanta tennero un concerto con un successo clamoroso.

 

Soul Boys of the Western World è un viaggio nella musica ma anche nell’amicizia. I cinque, cresciuti insieme fin dai tempi in cui andavano alla scuola primaria, hanno saputo insabbiare le polemiche per non spezzare un legame più forte. Generalmente le band che si rimettono insieme dopo anni di lotta lo fanno solo per questioni economiche. Non sembra così per gli Spandau Ballet, nonostante molti possano obiettare sull’argomento.

 

Un documentario per nostalgici. Se poi leggete quest’articolo con in sottofondo Gold la vostra voglia di anni ’80 vi coinvolgerà per tutta la giornata. Ecco il red carpet del cast e della band!

 

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