Si ride amaramente a Cannes: scocca l’ora delle black comedies

di TBWA-admin

 

Grasse risate risuonavano ieri all’anteprima del nuovo film dei fratelli Coen, Inside Llewyn Davis, una commedia amara e decadente che racconta la parabola esistenziale di un uomo (il Llewyn  David del titolo, ispirato a tale Dave Van Ronk) deciso a inseguire faticosamente il sogno di diventare un cantante folk. Siamo negli anni ’60 e in piena atmosfera coeniana: dialoghi grotteschi, comicità surreale, personaggi da teatro dell’assurdo (John Goodman su tutti).

«Non è stato un processo facile – dichiara il protagonista Oscar Isaac, nel cast con Carey Mulligan e Justin Timberlake – Ho dovuto prima di tutto appropriarmi del contesto, il che significa, in termini concreti, un lavoro di sei settimane prima delle riprese, discussioni con gli autori, consigli e suggerimenti richiesti a destra e a manca. Mi è stato più utile di tutti quello di  T Borne: “Canta come se cantassi per te solo”».

Altra black comedy in concorso, più amara ma altrettanto surreale, Borgman di Alex Van Warmerdam, che ammette: Mi sono ispirato alle opere del Marchese De Sade, in più naturalmente tutti abbiamo un universo celato nella nostra mente e dentro vi sono miliardi di possibilità. Il mio metodo di lavoro? Iniziare dalla prima scena, senza creare alcuna sinossi e restare aperto a quello che può accadere dopo: non so mai in quale direzione sto andando, mentre giro un film”.

Il nome, tuttavia, che si continua a citare nel toto-Palma (che, neanche a dirlo, al quarto giorno di festival già è partito) è il giapponese Like Father, Like Son (Tale padre, tale figlio) regia di Kore-Eda, un dramma esistenziale, più che familiare, che riguarda lo scambio in culla. Siamo a Tokyo, ma la storia è universale e tocca con garbo e pathos non comuni tutte le corde emotive, narrando la vicenda di due famiglie che un giorno, per caso, scoprono che i loro figli sono stati scambiati in culla sei anni prima. Cosa fare? Si sceglie per il sangue o per l’amore? E’ tutto sul senso della scelta, della paternità, dell’intreccio di relazioni umane, questa piccola perla di ciematografia, dove nulla è scontato e tutto commuove, senza lacrime nè sentimentalismi facili. Applausi sperticati anche alle repliche un film senz’altro da tenere d’occhio.

Di Claudia Catalli per Oggi al Cinema
Foto: Fim cast – Photocall – Inside Llewyn Davis © FDC _ T. Delange

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