Ruth & Alex – L’amore cerca casa – I costumi di Arjun Bhasin

di Gianni Canova

Se vi è capitato di vedere la locandina del delicato film di Richard Loncraine Ruth & Alex – L’amore cerca casa, avrete notato che la protagonista femminile indossa una sciarpa rossa. Nella locandina è un dettaglio cromatico che funziona: come se fosse una calamita che attrae magneticamente su di sé lo sguardo dello spettatore. C’è un solo “problema”: nel film quella sciarpa non c’è. Ruth, interpretata con gentilezza, eleganza e senso della misura da una deliziosa Diane Keaton, non ama i colori primari e le tinte sgargianti. Non a caso indossa prima un maglioncino di cashmere color panna, con sciarpina a quadretti color caffelatte e pantaloni ton sur ton, e poi – in un’altra scena – sempre un maglioncino a V color antracite con sotto una camicia bianca.

Arjun Bhasin, già costumista di rango in film come Vita di Pi e Il fondamentalista riluttante, usa gli abiti per fare di lei e del suo personaggio un’esponente chic della borghesia newyorkese: quella che non ama la volgarità dei nostri tempi e il cattivo gusto dei nuovi ricchi della Grande Mela. Due i tratti distintivi del suo personaggio dal punto di vista dei costumi: il basco grigio, che indossa in tutte le scene in esterno, e gli occhiali. Il modello l’ha scelto suo marito, Morgan Freeman, di dieci anni più anziano di lei, pittore di professione. Quando si sono conosciuti, tanti e tanti anni prima, e lei ha accettato di posare nuda per lui come modella, lui ha preteso che indossasse quel certo paio di occhiali, e solo quello. “Sei il primo uomo che conosco – gli dice lei in una scena che rievoca in flashback il passato – che mi chiede di togliermi gli occhiali invece dei vestiti!”. Ma aveva ragione lui: quegli occhiali lei non se li è più tolti, e hanno costruito la sua identità agli occhi del mondo e degli altri. Lui, Alex, interpretato da un sempre più carismatico Morgan Freeman, veste a sua volta come un quasi ottantenne che fatica a salire a piedi i cinque piani di scale (5 Flights Up è il titolo originale del film…) che portano al loro appartamento di Brooklyn in un palazzo senza ascensore: giacche e cardigan molto casual e camicie con toni dall’azzurro al blu scuro. Elegante, senza dare l’aria di volerlo essere. Lo stile, fra lui e lei, è simile. Anche nell’abbigliamento. Non si vive un matrimonio di più di 40 anni senza finire per assomigliarsi un po’. Sono gli altri che sono diversi. Li vedi a prima vista, quando entrano ciarlando per visitare l’appartamento che lui e lei hanno deciso di mettere in vendita per cercare una nuova casa più comoda e con ascensore. Non hanno stile. Magari hanno soldi, ma lo stile no. E quando pretendono di averlo, è anche peggio. Come la nipote Lily, l’agente immobiliare a cui Ruth e Alex hanno affidato la vendita della loro casa: con quella gonna fasciata e chiusa anteriormente da una cerniera e quei bottoni color oro su giacca verde, è un esempio di abbigliamento vistoso che è tutto l’opposto della discrezione di Ruth e Alex. C’è un solo personaggio “simpatico” fra i tanti potenziali acquirenti che visitano l’appartamento messo in vendita: è la bambina, figlia della signora che si sdraia sul letto delle case che visita, e che mentre la madre prova in questo modo singolare le vibrazioni che la casa le trasmette, si mette a parlare con Alex, mostrando più saggezza di tutti gli adulti messi insieme. Sarà un caso, ma anche questa bimba indossa gli occhiali, proprio come quelli di Ruth da giovane. Anche lo stile, come il buongiorno, si vede dal mattino.

 

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