Revenant e Morricone tra gli Oscar® black&white

di Laura Delli Colli

Oscar black&white con qualche sorpresa, polemiche del giorno prima e almeno due clamorose standing ovation per i premi più condivisi di quest’edizione, neanche a dirlo, per Leonardo DiCaprio e soprattutto per il nostro Ennio Morricone. L’emozione di fronte alla commozione del Maestro che ha regalato a Tarantino la sua Sinfonia da Oscar® ha scatenato un applauso affettuoso, caldo, contagioso come gli occhi lucidi e la voce tremante con la quale non tanto il grande musicista ma semplicemente  Ennio ha ringraziato, dedicando la sua vittoria alla moglie Maria, che lo ha accompagnato in questo viaggio hollywoodiano.

L’applauso del teatro, tutti in piedi in una lunga standing ovation, stanotte ha fatto pensare ad altri momenti delle cerimonie dell’Academy: a quando Sophia Loren gridò aprendo la busta col nome del vincitore il suo mitico “Robertooo” e Benigni salto una fila di poltrone corre do sul palco.

E perché no, a quell’edizione in cui Federico Fellini ritirò il suo ultimo Oscar®, anche lui con la Masina in platea (Thank you and please, stop crying, Giulietta…).

I Morricone oggi, come Federico e Giulietta un tempo, coppie d’acciaio o magari di platino in una serata che ha avuto soprattutto una patina in bianco e nero: come non annotarlo di fronte agli equilibrismi di Chris Rock? Il presentatore ‘nero’ ha aperto con un monologo sul tema e ha  dovuto perfino riscriversi il copione, alla vigilia, per calibrare meglio le battute dopo le polemiche su un Oscar® nelle nomination totalmente sbilanciato, a giudizio della comunità black di Los Angeles…

Ad aprire il fronte era stato Spike Lee, con molti autorevoli followers, primi tra tutti Will Smith e sua moglie Jada Pinketts), con un esplicito invito al boicottaggio della serata. Un effetto rientrato, anche se perfino la comicità è stata, per tutta la notte, su un equilibrismo palese. E alla fine, comunque, star come Morgan Freeman e Whoopy Goldberg sono arrivate sul palco in nome del “so black”.

“Potremo chiamare questa edizione, il premio della gente bianca” ha esordito Chris Rock. “Ma ricordatevi che negli anni ’50 e ‘60 di sicuro non c’erano candidati neri e non protestavamo. Avevamo ragioni vere, allora, per manifestare: venivano picchiati, violentati e non ce ne fregava di sapere se il premio per la fotografia, a Hollywood,  sarebbe andato a un bianco o a un nero…”

La presidente dell’Academy, l’afroamericana Cheryl Boone Isaacs è intervenuta sottolineando che “Gli Oscar® celebrano i narratori che hanno avuto la possibilità di lavorare nel cinema ma da questa opportunità deriva anche una responsabilità”. Poi, intervenendo in qualche modo sul ‘so white’ ha concluso citando Martin Luther King: “Diceva che la vera misura di un uomo non si vede nei momenti di serenità ma nei momenti in cui deve affrontare sfide e controversie”.

Impegno e un invito alla riflessione nelle parole di molti, come sempre: il regista di Spotlight ha chiamato in causa  Papa Francesco, contro la pedofilia e Leonardo DiCaprio ha invitato a riflettere sull’ambiente: “Basta dare voce a chi parla per le multinazionali e a chi inquina. Dobbiamo darla agli indigeni che sono toccati di cambiamenti come lo saranno i nostri figli. Non diamo per scontato il pianeta: io non davo per scontata questa serata…” Anche il vicepresidente Americano Biden ha detto basta alle violenze sessuali nei college accogliendo Lady Gaga che si è esibita al piano con Till happens to you, la canzone che ha scritto per raccontare e denunciare lo stupro della quale fu vittima anni fa. E quando ha  ritirato la sua statuetta Sam Smith, il cantante inglese che ha vinto con la migliore canzone (da Spectre) ha dedicato la vittoria a tutta la comunità LGBT: “Pare che nessun uomo dichiaratamente  gay abbia mai vinto un Oscar®” ha detto  “Che sia vero o no, eccomi qui” . Dal bianco e nero all’arcobaleno, un outing per il gran finale: “Spero che un giorno vivremo tutti insieme nell’uguaglianza. Umana.”

E anche questo resta degli Oscar® numero 88.

 

Tutti i premi

 

Miglior film
“Spotlight”

Miglior regia

“The Revenant,” Alejandro G. Iñárritu

 

Miglior attore protagonista

Leonardo DiCaprio, “The Revenant”

 

Migliore attrice protagonista

Brie Larson, “Room”

Miglior attore non protagonista

Mark Rylance, “Bridge of Spies”

Miglior attrice non protagonista

Alicia Vikander, “The Danish Girl”

Migliore sceneggiatura originale

“Spotlight”, di Josh Singer and Tom McCarthy

Migliore sceneggiatura non originale

“The Big Short”, Charles Randolph and Adam McKay

Migliore colonna sonora

“The Hateful Eight”, Ennio Morricone

Migliore fotografia

“The Revenant”, Emmanuel Lubezki

 

Miglior film animato

“Inside Out,” Pete Docter and Jonas Rivera

Miglior documentario

“Amy,” Asif Kapadia e James Gay-Rees

Migliori costumi

“Mad Max: Fury Road,” Jenny Beavan

Migliore scenografia

“Mad Max: Fury Road,” production design di Colin Gibson; set decoration di Lisa Thompson

Miglior trucco e acconciatura

“Mad Max: Fury Road,” Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin

Miglior montaggio

“Mad Max: Fury Road,” Margaret Sixel

Miglior montaggio sonoro

“Mad Max: Fury Road,” Mark Mangini e David White

Miglior missaggio sonoro

“Mad Max: Fury Road,” Chris Jenkins, Gregg Rudloff e Ben Osmo

Migliori effetti visivi

“Ex Machina,” Andrew Whitehurst, Paul Norris, Mark Ardington e Sara Bennett

 

Miglior corto documentario

“A Girl in the River: The Price of Forgiveness,” Sharmeen Obaid-Chinoy

Miglior corto animato

“Bear Story,” Gabriel Osorio e Pato Escala

 

Miglior corto live action

“Stutterer,” Benjamin Cleary e Serena Armitage

Miglior canzone originale

“Writing’s on the Wall” da “Spectre”

musica e testi di Jimmy Napes e Sam Smith

 

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