Redford tra giornalismo e potere a 40 anni dal Watergate?

di Laura Delli Colli

Dopo Spotlight e Black Mass a Venezia, Roma lancia Truth 

Giornalismo e politica, verità e faziosità nell’informazione e una sceneggiatura ‘a orologeria’ su un autentico caso di attualità nel rapporto tra stampa e potere. Da quanto tempo il cinema non se ne occupava e perchè improvvisamente il segnale riparte da Hollywood? Lecito chiederselo di fronte ad almeno tre titoli di cui si parlerà molto, nei prossimi mesi. Due vengono dall’ultima Mostra di Venezia (ma arriverano in sala tra poco): fuori concorso, con un comune denominatore che è il giornalismo d’assalto del Boston Globe (una nuova bandiera di libertà, a quanto pare per il giornalismo globale… ) Spotlight ha riaperto il dibattito sullo scandalo dei preti pedofili in America. E in Black Mass Johnny Depp ha rimesso a fuoco la figura discussa dell’ultimo gangster (realmente vissuto a Boston) ma anche il ruolo centrale di un giornale che ha saputo mettere con le spalle al muro la corruzione dell’FBI, portando in carcere un’intera cupola del malaffare in mano alla criminalità organizzata.

Il prossimo, in un ponte ideale che si ricollega al rapporto tra informazione e potere è in arrivo a Roma, titolo di apertura della Festa che si aprirà a metà ottobre e ha a che fare con un caso di coscienza professionale oltrechè civile. È Truth l’opera prima dello sceneggiatore statunitense di Spider-Man 1 e 2 di Marc Webb e Zodiac di David Fincher, un docu-drama che attinge al repertorio del thriller politico e giornalistico, come ha spiegato in anticipo il direttore srtistico della Festa, Antonio Monda, precisando che si presta a due piani di lettura: il rapporto tra giornalismo e politica e quello tra verità e faziosità. Insomma: quanto nel riportare una notizia si può essere influenzati da tesi precostituite? Truth – quattro premi Oscar®- basato su una storia vera come ai tempi di  All the President’s Men e come accadde con The Insider, è interpretato dai premi Oscar® Cate Blanchett e (sarà un caso?) Robert Redford, si ispira al libro “Truth and Duty: The Press, the President and the Privilege of Power” scritto dalla giornalista e produttrice televisiva Mary Mapes (che è Cate Blanchett) per anni alla CBS in “60 minutes con Dan Rather (interpretato da Robert Redford). Riuscirà la storia del “Rathergate”, sui presunti favoritismi ricevuti da George W. Bush per andare alla Guardia Nazionale anziché in Vietnam a riaccendere l’emozione che segnò quarant’anni fa esatti la storia del cinema d’inchiesta ai tempi del Watergate, con la versione cinematografica dell’inchiesta di Woodward e Bernstein? Aspettiamo.  Ricordandoci che il Rathergate che ora arriva alla Festa di Roma in versione cinematografica provocò le dimissioni di Rather e il licenziamento di Mapes, portando tutta la CBS News ad un passo dal collasso. Una bella provocazione cinematografica per discutere di giornalisti e potere…

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