Racconti di vita

di TBWA-admin

Si potrebbe ascoltare per ore. Lui, con una morbida giacca senza lustrini, la barba un po’ incolta e un po’ curata, uno sguardo semplice e sincero, si racconta. E già questo potrebbe essere un evento.

Giuseppe Tornatore, palermitano e regista da Oscar con Nuovo Cinema Paradiso, è dall’altra parte del tavolo bianco in una fresca e soleggiata mattinata di Festival. Non è in concorso a Roma con una sua pellicola bensì con un film-documento su di lui: “Giuseppe Tornatore – Ogni film un’opera prima” (nella sezione Prospettive Italia).

Luciano Barcaroli e Gerardo Panichi hanno realizzato un ottimo lavoro: ci danno la visione del regista felice e sorridente dopo i premi ma anche un Tornatore cupo e riflessivo nelle pause di girato. Frutto, come ci dicono gli stessi autori, di incontri plurimi e in condizioni diverse.

Il regista siciliano ci racconta anche com’è nato il suo amore per il grande schermo.

Si ricorda il primo istante, dov’è nato il colpo di fulmine?
“Avevo 7 anni, andai con mio padre in un cinema enorme di Palermo da quasi 1.300 posti. Ora esiste ancora ma è un multiplex… Entrammo a pellicola quasi finita e rimasi folgorato dal fascio di luce che proveniva dietro di me. Non riuscivo a capire com’era possibile vedere sullo schermo uomini così grandi. Così andai nella cabina di produzione per vedere cosa succedeva. Da lì si ‘incubò la malattia’”.

Mai “influenza” fu così benevola. Tornatore è un fiume in piena di ricordi.
“Trovavo meraviglioso il rapporto che c’era tra la gente. Al Cinema delle Palme di Villa Abbate alcuni spettatori entravano in sala in ritardo e salutava i presenti. Loro, gentilmente, ricambiavano. Era un continuo coro di “buonasera” mentre il film continuava a svilupparsi (scena che si può ritrovare concretamente in Baaria, ndr). Tra le poltroncine potevi imbatterti nel macellaio, nell’ortolano, nell’edicolante; sapevi cosa pensavano, cosa votavano, cosa gli piaceva. Non era raro che, dopo 10 giorni, entrassi in macelleria e il proprietario stava parlando ancora con l’edicolante del film. Era un continuo vivere di cinema. Ora, purtroppo, la gente in sala non si conosce”.

Ci viene spontanea la domanda: riesce ancora ad andare a vedere qualcosa?
“Poco e mi spiace. Ci sono stati dei momenti in cui, nei primi anni qui a Roma, andavo anche 4 volte a settimana. Ora ci porto mia figlia e vedere i cartoni e, non riesco ad entusiasmarmi.”

Dunque anche lei vede grigio all’orizzonte del cinema italiano?
“Tutt’altro! La passione non è per nulla tramontata. Ho incontrato molti giovani, con tante idee e tantissime iniziative. Propositivi come non erano da molto tempo.”

E’ un dato, però, che diverse sale stanno chiudendo.
“Ti prego, non affrontiamo questo argomento. Proprio ieri passeggiavo per via del Corso e, all’altezza del Cinema Metropolitan (uno dei più storici della Capitale chiuso a fine 2010) ho svoltato a sinistra. Non riesco ancora a passarci vicino. E’ un dolore troppo forte, era a un passo dal compiere cent’anni invece è lì abbandonato. Mi auguro che ci sia voglia di riappropriarsi degli spazi all’interno della città. Il cinema era il Cinema. Sale enormi e grande voglia di cultura. Ora vedo crescere come funghi multisale in periferia e basta.”

Tornando a lei, il capitolo siciliano si è chiuso con Baaria?
Direi di sì. Ho voluto sviluppare la tematica della mia terra, che conosco bene, e credo sia un capitolo chiuso. Nella mia carriera ho sempre “zizzagato” tra le opere. Ora sono anche più libero di prima.

Libero per Leningrado la sua prossima opera?
“Se ne parla molto ma siamo ancora al pre, pre, pre-film. Stiamo parlando e discutendo, vedremo.”

Ci fanno segno che il nostro tempo è scaduto, purtroppo. Molte persone hanno voglia di parlare con lui e non facciamo fatica ad immaginare il perché. Lo ringraziamo e lo vediamo accomodarsi sulle poltroncine per la prossima intervista.

A noi rimane quell’emozione antica quando, da piccoli, silenziosamente e sulle gambe del nonno, ascoltavamo i racconti di vita reale.

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Commenti

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Redazione We Love Cinema 5 anni fa

Ciao Silvia, grazie per aver condiviso con noi questo bellissimo pensiero! Puoi seguirci anche su Facebook e Twitter ai link: https://www.facebook.com/WeLoveCinemaITA/ http://www.twitter.com/WeCinema/ Ti aspettiamo :) We Love Cinema

Silvia 5 anni fa

Credo di avere la passione per il cinema da sempre...guardare un film sul piccolo o grande schermo mi rende felice, serena...mi emoziona, entro in un mondo parallelo al mio, mi affascina, è come una magia...una magia che esiste =)

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