Racconti di viaggio

di TBWA-admin

C’è un viaggio particolare che si fa sempre quando si va al cinema, sia quello negli Auditorium che nelle piccole sale d’essai. Un tragitto che non è influenzato dalle stagioni e non necessita di una mappa in rete.

Sono i primi passi dopo il seggiolino, quel percorso che dalla sala ci conduce alla porta d’uscita. Il viaggio del “commento a caldo”.

Sono molti i compagni di avventura che possiamo trovare, dagli amici con cui siamo andati a vedere la pellicola a semplici sconosciuti che, chiacchierando, esprimono un loro giudizio.
Spesso possono essere completamente diversi, opposti. E’ stato il caso di ‘Il volto di un’altra‘ di Pappi Corsicato, film italiano in Concorso.

Scendendo i gradini della sala Sinopoli abbiamo captato pareri molto discordanti; “E’ un film che non gli rende onore, peccato, Muller ci aveva scommesso molto” dice l’anziana signora che, miracolosamente, riesce a tenere sotto braccio: quaderno degli appunti, giacca in renna, computer portatile, bottiglietta dell’acqua, occhiali da sole e occhiali da vista. “No dai, non essere così dura – risponde l’amico-collega – ha voluto dare una visione emblematica dello stato di salute dalla popolazione italiana” .

La rampa successiva presenta la medesima dinamica. “Anche se non passerà alla storia per essere un capolavoro, mi è piaciuto il ruolo di Alessandro Preziosi” ci dice il giovane cineasta a cui non sfugge nulla. “Stai scherzando! – risponde con energia l’amico – a parte il sorriso di Laura Chiatti tutta la pellicola è cestinabile”.

L’essenza del cinema: la sua interpretazione.
In un paese da sempre diviso tra Guelfi e Ghibellini cosa aspettarsi se non commenti in chiaroscuro?

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