Un Podio senza (volontaria) classifica

di TBWA-admin

I teloni si possono riposare. Hanno “fornito” tutto il corpo per la visione delle pellicole per oltre una settimana. Non hanno fatto distinzioni di durata (dai lungo ai cortometraggi), di nazionalità – 29 Paesi differenti – o di bellezza. Eternamente democratici, hanno permesso ai tanti spettatori di ammirare i lavori grazie all’amico videoproiettore.

Loro – telone e videoproiettore dell’Auditorium – dopo tanta dedizione vanno in vacanza (meritata) per una settimana. Cosa rimarrà di questo Festival 2012 oltre, naturalmente, alle opere?

Vi proponiamo un nostro podio ideale dove i numeri rappresentano un elenco e non una classifica.

Primo, la passione: si potevano leggere sentimenti differenti negli occhi degli uomini e delle donne; chi usciva apertamente soddisfatto dalle sale, chi, di contraltare, squisitamente deluso. Il valore comune era il desiderio di cinema, la voglia di assaporare le interpretazioni dei registi sull’amore, sull’odio, sulla felicità, sulla violenza, sulla storia.

Secondo, il nudo: se solo un ventennio fa un corpo senza veli (maschile o femminile) faceva già notizia, ora è diventato una presenza molto forte all’interno del minutaggio delle opere. Un segno di emancipazione e di realismo.

Terzo, il red carpet: l’oggetto del desiderio. Abbiamo visto sfilare personalità diverse: attori e registi come politici e professori. Chi con abiti lucenti e tacchi a spillo vertiginosi, chi con formalità da bancario di sportello. Di mattina, però, con i cancelli ancora aperti, non era raro trovare giovani studenti con piccole digitali o telefonini immortalarsi sulla prestigiosa moquette. Per sognare basta un click.

Arrivederci Roma, ci vediamo tra 12 mesi.

Photo credits: mostribus84 on Flickr

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