Piccole donne in viaggio: Venezia 73 on the road

di Laura Delli Colli

Terzo e ultimo film italiano in concorso e settima volta al Lido per Giuseppe Piccioni che con Questi giorni torna al cinema con un film leggero e insieme ricco di emozioni come il viaggio delle quattro ragazze protagoniste in una sorta di racconto di formazione sull’adolescenza e non solo. E la freschezza del talento femminile di questo cast ha il sapore di una scommessa autentica nel giorno in cui il cinema d’autore accende un riflettore su un mostro sacro come Jean Paul Belmondo con il Leone d’Oro alla carriera: “Sono molto, molto felice e onorato di essere a Venezia” ha detto ricevendolo “qui sono stato più volte… La prima pensavo di trovare un po’ di Cinecittà. E in qualche modo è successo: quando tornai a Parigi, ricevetti una telefonata di De Sica che mi propose un film, con Sofia Loren. Era La ciociara”. Divismo di un tempo, memorabile ed evergreen per un personaggio leggendario diventato attore per caso e ancora oggi “proiettato nel futuro, mai troppo attento al passato…”

Dal Leone già assegnato ai film a caccia del Leone, mentre la Mostra presenta maestri internazionali come Terrence Malick e Andrej Konchalovsky, Liliana, Caterina, Angela e Anna vivono, in Questi giorni un road movie verso Belgrado che si rivela un’esperienza irripetibile: un viaggio – anche metaforico – che cambierà la loro vita. Maria Roveran, Marta Gastini, Caterina Le Caselle e Laura Adriani sono le giovani protagoniste del film insieme a Margherita Buy, nell’inedito, emozionante ruolo di una madre scombinata e un pò infantile che disegna un personaggio da ricordare. Nel ruolo di un professore Filippo Timi, con una divertente partecipazione di Sergio Rubini.

“Questo non è un film giovanilista e la storia non è generazionale” dice a Venezia Giuseppe Piccioni. “Io non sono stato il fratello maggiore di queste ragazze e nel film non ritrovo neanche elementi di nostalgia. Racconto semplicemente esperienze di vita”, aggiunge. In un crescendo che attenua i dialoghi a favore della musica e nel quale la musica diventa sempre più presente. Lunghissimo il lavoro di preparazione del film, iniziato due anni fa, fin dal casting che alla fine si è formato grazie ad una sintonia nata da un grande entusiasmo e, dicono le ragazze, “dalla consapevolezza che avremmo affrontato un’esperienza di crescita”.

Alla Buy, diretta spesso da Piccioni, è piaciuto il suo ruolo: “Interpreto una madre che più che madre figlia, con un modo burbero e forse bizzarro di mostrare la sua affettività ma mi piace la sua aggressività affettuosa”. Da parte di Filippo Timi una sottolineatura importante nel rapporto con il regista: “la sua è una grazia che è raro trovare nel cinema. Mi sono commosso da spettatore, accorgendomi che il film è un mix ideale tra Piccole donne e Sex and the city”. Rubini, invece, ricorda il suo esordio proprio con Piccioni: “Fu con Il grande Blek. Gli devo tantissimo. Lo amo per la sua libertà, la sua profondità e la sua spregiudicatezza, perché ha avuto coraggio, in un’epoca priva di cultura, di fare un film in cui cita Flaubert e Godard”. Prodotto da 11 Marzo, Publispei e Rai Cinema, il film esce la prossima settimana, 15 settembre, distribuito da Bim.

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