Pets – Vita da animali – La produzione di Chris Meledandri

di Gianni Canova

Pare sia costato 75 milioni di dollari e sia molto vicino, nel mondo, al miliardo di dollari di incasso. In Italia ha sfiorato i 5 milioni di euro nel primo week end e si è subito piazzato in testa al box office, scalzato solo – nel week end del 15/16 ottobre – dall’uscita in sala di Inferno di Ron Howard, dall’omonimo best seller di Dan Brown. Mercoledì scorso – quando il biglietto costava solo 2 euro – le cronache dicono che i cinema che lo proiettavano sono stati presi d’assalto. E’ un successo per molti versi annunciato, quello di Pets-Vita da animali. E tuttavia è un successo importante: perché dimostra una volta di più la forza dalla casa di produzione che l’ha realizzato (la Illuminations Entertainment, che ci ha già regalato film come Cattivissimo Me e i Minions) e conferma il fiuto e il talento del tycoon che sta dietro tutto questo: Chris Meledandri. Classe 1959, newyorkese ma con famiglia di origini italiane, dopo una carriera alla 20th Century Fox Animation (dove tra l’altro è stato produttore esecutivo di L’era glaciale), nel 2007 ha fondato la Illumination Entertainment. E l’ha fondata su un’idea apparentemente semplice ma a suo modo geniale: quella di farne una casa di produzione davvero internazionale, coinvolgendo da subito animatori e registi più europei che americani. Il suo primo successo – Cattivissimo me – nasce ad esempio dal soggetto di uno spagnolo (Sergio Pablos), uno dei registi è francese (Pierre Coffin), il compositore è brasiliano e molti dei disegnatori e animatori sono francesi e inglesi, a cominciare dal chief designer Eric Guillon. Meledandri intuisce cioè che sul mercato americano i migliori animatori in CGI sono già contrattualizzati da Pixar, Disney o Dreamworks, e lui decide di rivolgersi altrove. In Francia, ad esempio, dove esistono scuole d’animazione tra le migliori del mondo. I suoi animatori vengono così da una scuola diversa: sono cresciuti anch’essi – è ovvio – con i fumetti Disney, con i Looney Tunes e con Peter Sellers, ma anche – e questa è una novità – con la comicità surreale di Jacques Tati. Nel caso di Pets-Vita da animali, ad esempio, non solo è francese l’autore della colonna sonora (il grandissimo Alexandre Desplat), ma lo sono anche moltissimi tra i tecnici degli effetti visivi. L’idea di base del film – quella di mostrarci cosa fanno i nostri animali domestici quando noi usciamo di casa per andare a scuola o al lavoro, di raccontarci come si comportano, come si relazionano, come riempiono il tempo – è invece sua, di Meledandri, in persona, anche se sviluppata da un team molto ampio di creativi che si fanno vanto di lavorare con un metodo assolutamente collettivo e collaborativo. Il meccanismo narrativo su cui si basa il racconto, ambientato in una Manhattan quasi senza bipedi e popolata da un’allegra combriccola di quadrupedi, è quello solitamente usato in tutti i film d’animazione con protagonisti animali: l’antropomorfismo dei comportamenti e dei sentimenti. Sono animali, ma si comportano come noi. Hanno le nostre stesse simpatie e antipatie, le nostre gelosie, i nostri affetti, i nostri bronci e i nostri rancori. In fondo, ci piacciono proprio per questo: perché disegnano un mondo animale che ci assomiglia. Un mondo che ci fa vedere meglio, attraverso di loro, anche come siamo noi. Le invenzioni comiche e narrative sono molto simili a quelle che già hanno fatto la fortuna dei Minions e di Cattivissimo me: trovate, invenzioni, irriverenza, ritmo e humour sono gli stessi. E il risultato è ugualmente spassoso e scatenato. Segno che la Illumination Entertainment ha ormai una linea editoriale solida e riconoscibile, e che un nuovo attore di primo piano è entrato in gioco sul palcoscenico internazionale del cinema d’animazione.

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