Parterre superstar per i Nastri d’Argento. Ed ecco i premi, a Taormina, dietro le quinte

Monica Bellucci che appare sulle note di Tu sei per me la più bella del mondo, Pierfrancesco Favino, come sempre insuperabile nelle imitazioni, che gioca con la voce di Kasia Smutniak, replicando un duetto del loro film Moglie e marito, in cui si scambiano i ruoli, poi Alessandro Borghi e Jasmine Trinca insieme, come faranno sul loro prossimo set…

E ancora un set di donne protagoniste (di 7 minuti) intorno a Michele Placido, Gabriele Muccino premiato con il Behind the camera Nastri per il suo ritorno in Italia, Claudio Amendola e Luca Argentero “personaggi dell’anno” per Il permesso, diretto da Amendola e interpretato da un Argentero particolarmente incisivo ma soprattutto superpalestrato.

Tutti insieme a Taormina dove la serata dei Nastri d’Argento, main sponsor BNL – Gruppo Bnp Paribas, è volata via leggera e ricca di protagonisti, ma soprattutto di titoli importanti nella conduzione di Andrea Delogu che, come fa in radio dove la sua voce è popolarissima, ha impresso una bella accelerazione alla passerella di attori, autori, protagonisti di quella che a Taormina da sempre è “la notte delle stelle” del cinema italiano.

Chi ha vinto lo sappiamo già: Miglior film e migliore regia per La tenerezza di Gianni Amelio, che ha avuto anche il Nastro per Renato Carpentieri e per la fotografia; la commedia a Ficarra e Picone con L’ora legale, ma soprattutto cinque Nastri a Indivisibili di Edoardo De Angelis e l’opera prima a I figli della notte di Andrea De Sica.

Ed è stato divertente proprio il momento della consegna del Nastro al miglior regista esordiente per il duetto di De Sica con il Presidente di BNL Gruppo Bnp Parbas, Luigi Abete, che ha voluto ricordare anche con emozione la sua amicizia con Manuel De Sica, il padre di Andrea, che non c’è più. E anche Andrea De Sica col Nastro in mano, a sua volta, ha giocato sul tema dell’amicizia sottolineando quanto sia importante sapere che c’è un link prezioso tra banca e cinema, ma soprattutto quanto sia stato significativo vincere il primo premio della sua vita sapendo di essere stato votato per il suo lavoro, il suo primo film, non per un cognome che porta con orgoglio ma è indubbiamente ‘ingombrante’, se solo si pensa che proprio suo nonno Vittorio ritirò il primo Nastro della storia nel 1946.

Non c’era Sabrina Ferilli, che ha vinto ex aequo con Carla Signoris come migliore non protagonista: un piccolo infortunio e un piede non in condizioni di poter camminare l’hanno costretta a restare a Roma. Ma Carla Signoris pronta ha subito chiarito: “Non è qui, a dividere questo premio, ma vi assicuro che non l’ho azzoppata io!”.

Ci sono stati invece tanti giovani sul palco del Teatro Antico: gli esordienti come Ludovico Tersigni (Slam – Tutto per una ragazza di Andrea Molaioli, successo internazionale su Netlflix) e le due Indivisibili protagoniste del film, Simone Liberati (Cuori puri) premiato con il ‘Graziella Bonacchi’, che ai Nastri per il secondo anno ha segnalato un under 35 promettente, nel nome di un’agente che è stata un’autentica talent scout dell’ultima generazione di attori. Con loro le gemelle Angela e Marianna Fontana, emozionatissime vincitrici anche per la musica che ha festeggiato con Enzo Avitabile (due Nastri, per colonna sonora e canzone) anche Tony Renis (ha ritirato il prestigioso ‘nastrino’ dei 70 anni del Sindacato).

Che Nastri sono stati? Grande cinema d’autore e tradizione insieme a una grande attenzione al cinema più fresco e più giovane. Ma anche impegno e comicità caustica come ne L’ora legale che Valentino Picone ha rappresentato con il produttore del film Attilio De Razza (il migliore dell’anno, con Pier Paolo Verga, anche per Indivisibili) sfuggendo all’altra metà della coppia (sono impegnati insieme in realtà come attori teatrali sul palcoscenico di Siracusa per Le rane di Aristofane).

Italia come la meta di un ritorno a casa per due talenti internazionali come Gabriele Muccino che sta per girare il suo nuovo film e Monica Bellucci ai Nastri in diretta da Cannes, che ha lasciato il teatro senza fiato per la sua bellezza ma anche per la classe internazionale: “sono diventata po’ zingara ma il mio cuore resta sempre qui…”.

Per il resto, è stato l’anno dei ‘doppi’. Nastri doppi per Gianni Amelio e per Enzo Avitabile, doppi e indivisibili ovviamente – come cantanti – ma anche il premio doppio da esordienti per Angela e Marianna Fontana… Come se non bastasse è doppio il verdetto per il produttore e doppia è l’ideazione, l’interpretazione e soprattutto la regia della commedia vincente, L’ora legale di Ficarra e Picone. Doppio il Manfredi che premia una coppia da commedia divertente e originale, con Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak. Infine l’ex aequo col Nastro, doppio, che va alle attrici non protagoniste dell’anno, eccezionalmente due.

Una coppia inedita come Sabrina Ferilli per Omicidio all’italiana e Carla Signoris, accanto a Toni Servillo in Lasciati andare. Due anche i Nastri tecnici andati a Sicilian Ghost Story di Piazza e Grassadonia premiati per fotografia e scenografia. E coppia anche per i vincitori del Biraghi Imaie, Valentina Bellè e Giacomo Ferrara, per il film di Claudio Amendola, come sono stati due i vincitori dei Premi SIAE Nastri per la sceneggiatura i giovani autori de Le Ultime cose e Il più grande sogno Irene Dionisio e Michele Vannucci…

Un segno? Forse. Anche se lo sdoppiamento del cinema sempre di più tra autorialità e successo commerciale è stato invece smentito da questi Nastri che hanno sottolineato, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, il successo di un piccolo grande film come Indivisibili ma anche quello, di critica e al botteghino de La tenerezza, film che ha conquistato a sorpresa con la forza delle sue emozioni anche il pubblico. Ai prossimi Nastri…

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