Oscar® so black e con super-gaffe finale. 6 a La La Land ma il miglior film è Moonlight.

di Laura Delli Colli

Scambio di buste con gaffe storica, un finale da brivido che ha fatto sicuramente impennare gli ascolti televisivi della serata ma, soprattutto, ha letteralmente “gelato” la platea glamour della premiazione più attesa dell’anno: l’Oscar® per il miglior film, annunciato da Faye Dunaway e Warren Beatty, è andato a sorpresa a Moonlight dopo un annuncio che dava però per vincitore (e aveva già fatto partire la lista dei classici ringraziamenti commossi) invece, il favoritissimo La La Land. Ma sono comunque 6 (su 14 nomination) le statuette che ha portato a casa il musical dell’anno, vincitore comunque premiato innanzitutto per la regia del più giovane autore Oscar® nella storia degli Academy Award, Damien Chazelle e per la protagonista Emma Stone, ma anche per scenografia, fotografia, musica e canzone originale. Moonlight è il miglior film, con la storia del ragazzo nero che cresce nei sobborghi malfamati di Miami, vittima del bullismo, ma anche della propria difficoltà a definire e vivere serenamente la propria omosessualità, un plot che gli ha fatto vincere anche la migliore sceneggiatura non originale e il premio per il miglior attore non protagonista, Mahershala Ali (che è anche in assoluto il primo attore musulmano a vincere la statuetta).

Oscar® so gaffe, ma soprattutto a dispetto dell’hashtag so white dello scorso anno stavolta davvero so black, politicamente impegnati e in netta controtendenza. È scritto nel verdetto finale: con Moonlight una vera rivincita, grazie alla vittoria (annunciata) di Viola Davis migliore non protagonista in Barriere e perfino del documentario, categoria in cui, un po’ come si mormorava insistentemente negli ultimi giorni, alla fine O.J, made in America, con la storia di OJ Simpson, ha battuto il nostro Fuocoammare.

Erano appena passate le sei quando , tra mille ringraziamenti, il colpo di scena sul palco del Dolby Theatre ha fatto dire ai produttori di La La Land, con Emma Stone, visibilmente commossa, al loro fianco un laconico «By the way we lost» («comunque, abbiamo perso»). Lo ha detto il produttore di La La Land, prima che il premio per il Miglior film venisse correttamente “restituito” a Moonlight. Una rivincita rispetto alle previsioni e, se la mettiamo sul piano della concorrenza italiana, una soddisfazione particolare per la scelta di Roma dove Antonio Monda, direttore della Festa, lo aveva fortemente voluto per la serata inaugurale, presente il Capo dello Stato Mattarella che abbracciò commosso i più giovani protagonisti al seguito del film scelto in netta controtendenza con l’inaugurazione smagliante di Venezia, sorprendentemente leggera e a misura di un sogno romantico e universale come quello di La La Land, scelto con un’autentico colpo di genio in controtendenza con la linea editoriale della Mostra, per l’apertura voluta al Lido (dove Emma Stone ha vinto la Coppa Volpi) dal Direttore Alberto Barbera.

Se l’è cavata più che bene anche Manchester by the sea altro titolo “romano” premiato er la sceneggiatura originale, che ha rivelato un protagonista come Casey Affleck , da oggi ufficialmente il “fratello più bravo” di Ben.

Non ha sfondato invece Jackie, ed è un peccato, ma anche e il bel film di Villeneuve Arrival, solo qualche sottolineatura tecnica, entrambi visti a Venezia, ed è rimasto al palo anche Lion per il quale era, tra l’altro, candidata Nicole Kidman, (un altro titolo presentato a Roma e comunque arrivato in “cinquina”). Niente per Viggo Mortensen, superstar all’Auditorium nel film che ha vinto il premio BNL del pubblico Captain Fantastic ne è arrivata all’Oscar® l’elegantissima Isabelle Huppert , in un lungo argento, candidata per Elle, ma Ruth Negga con Loving ha commosso la platea parlando a lungo nel suo discorso di ringraziamento con la voce rotta dall’emozione, proprio del valore di un riconoscimento che ha aggiunto peso al so black, ma anche al cinema contro ogni discriminazione.

Su questa linea è stato importante che il verdetto per il miglior film in lingua originale sia andato a Il cliente di Ashgar Farhadi, iraniano, che come aveva annunciato non si è presentato per protesta contro le restrizioni di Trump. Il Presidente non ha commentato: non un tweet, non una piccola notazione sulla serata della Hollywood “nemica” e ribelle capitanata del resto, stanotte, in diretta tv in tutto il mondo dal trionfo della pasionaria che ha lottato fino all’ultimo per il nostro Fuocoammare: ovviamente la ‘sopravvalutata’ Meryl Streep per la quale il riconoscimento alla carriera (agli ultimi Golden Globes)  ha scatenato una doppia, meritatissima standing ovation. Si è difeso a sorpresa Mel Gibson regista de La battaglia di Hacksaw Ridge, che ha vinto anche per il montaggio e a difendere l’Italia – raccogliendo di fatto l’eredità di un grande come Manlio Rocchetti appena scomparso e ricordato nell’omaggio agli scomparsi dell’Academy – hanno pensato i due make up artist italiani Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini, doppio Oscar® con il trucco del film Suicide Squad. Una soddisfazione anche per l’Italia. E Bertolazzi ha sottolineato la sua felicità con una dedica contro i muri, per tutti gli immigrati. La cerimonia più dichiaratamente “politica” di questi ultimi anni si è chiusa così. Ma non bisogna dimenticare la magia dell’animazione dove qualcosa di italiano accanto agli effetti de Il libro della giungla filtra dal nome del regista premiato per Piper di Alan Barillaro, di origini italiane, bravissimo ideatore e regista di un corto che parla di solidarietà e invita a superare le paure. Non si può dimenticare, nella lista dei premi, che anche il film di animazione che ha vinto parla di solidarietà e integrazione (è Zootopia) ne l’impegno umanitario per la Siria del cortometraggio di attualità premiato, Sing. O, ancora, l’eleganza eccentrica dei costume di Animali fantastici e dove trovarli, una trovata di Colleen Atwood nel segno della fantasia esasperata. Che a quanto pare ha siglato agli Oscar® quest’anno non solo l’originalità della sfilata di moda griffata alla quale abbiamo assistito in diretta ma perfino l’apertura delle buste…Web impazzito nei commenti e alla vigilia dei suoi 90 anni, diciamolo, l’Oscar® stavolta, oltre il verdetto, ha perso un po’ la faccia…

TUTTI I PREMI

Miglior film
Moonlight di Barry Jenkins

Miglior regista
La La Land  di Damien Chazelle

Migliore attrice protagonista
Emma Stone per La La Land

Miglior attore protagonista
Casey Affleck per Manchester by the Sea

Miglior attrice non protagonista
Viola Davis per Barriere

Migliore attore non protagonista
Mahershala Ali per Moonlight

Miglior documentario
O.J.: Made In America di Ezra Edelman prodotto da Caroline Waterlow

Miglior film straniero
Il cliente, Iran, Asghar Farhadi

Migliore sceneggiatura originale
Kenneth Lonergan per Manchester by the Sea

Migliore sceneggiatura non originale
Barry Jenkins, Tarell Alvin McRaney per Moonlight

Miglior film animato
Zootopia di Byron Howard, Rich Moore prodotto da Clark Spencer

Miglior corto
Sing di Kristóf Deák

Miglior montaggio
John Gilbert per Hacksaw Ridge

Migliore fotografia
Linus Sandgren per La La Land

Migliori costumi
Colleen Atwood per Animali fantastici e dove trovarli

Migliore colonna sonora
Justin Hurwitz per La La Land

Migliore canzone originale
City Of Stars da La La Land; Musica di Justin Hurwitz; testo di Benj Pasek e Justin Paul

Miglior montaggio sonoro
Sylvain Bellemare per Arrival

 

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