Oscar 2016: migliori costumi e scenografia

di Gianni Canova

Oscar miglior scenografia

Rena De Angelo, Bernard Henrich e Adam Stockhausen (Il ponte delle spie)

Michael Standish e Eve Stewart (The Danish Girl)

Celia Bobak e Arthur Max (The Martian – Il sopravvissuto

Jack Fish e Amish Purdy (Revenant)

Colin Gibson e Lisa Thompson (Mad Max: Fury Road)

Oscar migliori costumi

Sandy Powell (Carol)

Sandy Powell (Cinderella)

Paco Delgado (The Danisìh Girl)

Jerry Beavan  (Mad Max: Fury Road)

Jacqueline West (Revenant)

C’è una regola non scritta che da qualche anno a questa parte viene utilmente applicata per leggere gli esiti della Notte degli Oscar. Potremmo sintetizzarla così: gli Oscar “artistici” (film, regia, sceneggiatura, recitazione…) sono quasi sempre soggetti al gusto del momento, alle mode, alle opportunità politiche, alle pressioni diplomatiche, al lavorìo delle lobbies e delle corporazioni. Quindi capita spesso che i risultati (i premi…) siano discutibili, o aleatori. Se invece vuoi vedere obiettivamente i valori delle forze in campo, allora devi osservare gli Oscar tecnici: lì, dalla scenografia ai costumi, dal montaggio alla fotografia, vince quasi sempre il migliore. Il più coraggioso. Il più audace. Il più creativo.

Se proviamo ad applicare questa regola agli Oscar 2016, il risultato che ne emerge è nettissimo; trionferà Mad Max: Fury Road, il quarto capitolo della saga inaugurata 35 anni fa, nel 1979, dal regista australiano George Miller. Premiato con ben 10 nomination complessive, Mad Max: Fury Road è dato in pole position sia per l’ Oscar alla scenografia (firmata da Colin Gibson e Lisa Thompson) sia per l’Oscar ai costumi (firmati da Jacqueline West). Mi sembra già di vedere alcuni di voi che arricciano il naso, perplessi. Soprattutto quelli che il film non l’hanno visto e non hanno alcuna intenzione di andarlo a vedere. Eppure, il quarto capitolo della saga di George Miller è uno dei film più fisici, vigorosi e coinvolgenti di tutta la stagione: quasi un concerto heavy metal per immagini, tra polvere, sabbia, carne e metallo. Basti pensare a come costruisce le scene della terra desolata, o al car design che progetta automobili come se fossero ricci metallici pieni di aculei, o ancora alle maschere inquietanti indossate dai vari personaggi che lottano e sopravvivono nella terra della post-catastrofe. Tutti i film candidati in questa categoria (gli americani la chiamano Production design) hanno dovuto affrontare sfide scenografiche impegnative: ricostruire la Berlino degli anni ’60 (Il ponte delle spie), la Danimarca degli anni ’20 (The Danish Girl) e la frontiera americana e il North Dakota del 1823 (Revenant), oppure inventarsi i paesaggi del pianeta rosso (The Martian) o un deserto apocalittico (Mad Max: Fury Road, appunto). Le predilezioni dei giurati dell’Academy pare siano orientate soprattutto verso queste ultime due opzioni: solo Revenant potrebbe insidiare una vittoria del film di George Miller, data abbastanza per sicura. E – aggiungo io – del tutto meritata.

Un discorso analogo si può fare anche per i costumi. In questa categoria spicca la doppia nomination della grandissima Sally Powell, che concorre sia per gli elegantissimi costumi anni ’50 di Carol che per quelli fiabeschi di Cinderella. La Powell ha già collezionato una dozzina di nomination dagli anni ’90 a oggi e ha già vinto tre volte (per Shakespeare in Love, The Aviator e The Young Vittoria): è l’unica che, stando alle previsioni e alle scommesse dei bookmaker può insidiare – con Carol – la vittoria di Jenny Beavan per i costumi di Mad Max: Fury Road.  State pensando che Jenny Beavan sia una ragazza cresciuta alla scuola del punk design e del rave look? Vi sbagliate. La signora è vicina ai 70 anni, ha già avuto nove nomination, ha vinto nel 1987 per i costumi di Camera con vista e ha lavorato di preferenza con James Ivory e con registi che le chiedevano operazioni di  ricostruzione filologica dei costumi aristocratici del passato, da Jane Eyre di Zeffirelli a Il discorso del re. Qui, per la prima volta, ha la libertà di scatenarsi. Di liberare la fantasia creativa. E i risultati sono strabilianti. Vincerà lei. E i costumi di Mad Max: Fury Road resteranno nella storia. Non solo del fantasy.

 

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