Nuovo Cinema Italia: così lo racconta Venezia

di Laura Delli Colli

Ci siamo. L’attesa di Piero Messina è il primo dei quattro italiani in concorso ad esordire alla 72.ma Mostra del Cinema che si apre dopodomani, mercoledì 2 Settembre con la serata inaugurale all’insegna dell’avventura (e del cinema internazionale) con Everest.

L’attesa è un debutto importante, doppio per Messina, ex allievo del Centro Sperimentale e assistente di Paolo Sorrentino, che esordisce con un film ricco di atmosfere, molto italiano ma al tempo stesso di valenza fortemente internazionale a cominciare dalla scelta del cast, dominato da Juliette Binoche. Ecco, proprio gli ingredienti che sulla carta promette questo film sembrano perfetti per descrivere che cinema italiano sarà quest’anno a Venezia: voglia di internazionalità ma radici profonde nel tessuto e nel vissuto anche contemporaneo di un Paese che come sempre cerca di riconoscere la propria identità nello specchio del cinema, non solo attraverso i quattro titoli del concorso, affidato a Messina ma anche a un regista internazionale come Luca Guadagnino, al maestro, Marco Bellocchio e al ritorno al cinema di un autore interessante come Giuseppe Gaudino.

Pensando alle sezioni altre, da Venezia Orizzonti alla Settimana della Critica e soprattutto alle Giornate degli Autori, l’Italia che si annuncia sugli schermi della Mostra non è affatto ‘da cartolina’. Parla, anzi, di malessere e di integrazione (difficile), di (nuova) povertà e di (vecchi) espedienti, di solitudini e di affetti complicati. Ma forse soprattutto di precarietà, il segno dei tempi, in un Paese dove lavorare è difficile proprio come amare o cercare di non perdersi nelle difficoltà quotidiane.

Difficile segnalare qua e là le tappe cinematografiche di un percorso che non dimentica l’idea di cercare altrove, anche all’estero, un nuovo equilibrio, ma che all’estero, come nel caso de La prima luce di Vincenzo Marra, porta un padre alla ricerca di un figlio perduto senza mai toccare le corde (facili) del mèlo. Quel padre è Riccardo Scamarcio e il film è stato girato tra Italia e Cile. Tra Ostia e Fiumicino, a un passo da Roma si consuma invece l’atteso terzo e ultimo capitolo di un percorso che Claudio Caligari, scomparso pochi mesi fa, ha consegnato, come in un testamento postumo, a Valerio Mastandrea. Il film è Non essere cattivo, vede la luce dello schermo proprio per l’amicizia, antica, di Mastandrea e Caligari e ben si sposa, per esempio, con il mondo rassegnato alla disperazione del nuovo film di Ascanio Celestini, Viva la sposa, foto di gruppo di vite rassegnate ad una sorta di ‘precarietà stabilizzata’ o con lo sguardo sulla Napoli di Bagnoli Jungle con il quale torna alla Mostra Antonio Capuano. Un panorama veloce tra i nostri titoli. E non è tutto…

Ma, dunque, che Italia sarà quella che Venezia sta per mettere a fuoco? Patinata e certamente poco riconoscibile in un bagno di internazionalità quella che sta per portare alla Mostra Guadagnino. L’Italia vista attraverso lo sguardo di una donna, ancora una volta a Napoli, nel film di Gaudino che chiuderà la rassegna degli nostri film in gara l’11, alla vigilia della premiazione. Infine l’Italia di Bellocchio, in bilico come davvero siamo e come il suo film dimostra tra la tradizione e lo sguardo ad una contemporaneità fatta di sotterfugi ed espedienti, nelle mani di un burattinaio che è una summa dei personaggi ai quali appartiene tutta la cronaca tragicomica del malaffare che i giornali e la tv ci raccontano quotidianamente. Un film ‘bellocchiano’ al cento per cento ma con molte sorprese, a giudicare dalla carta…

Identità, dunque, è il tema. Che Venezia cerca inconsapevolmente per l’Italia di oggi anche attraverso film più piccoli ma non meno coraggiosi. Come Arianna di Carlo Lavagna, o Banat opera prima di Adriano Valerio, film nei quali si avverte forte, a quanto pare, anche quel senso di ‘spaesamento’ che tanto appartiene alla nostra vita quotidiana.

La Mostra ci aspetta. E anche questo spazio aspetta il racconto dell’Italia vista da Venezia.  Seguiteci, anche se non siete alla Mostra. Vi sembrerà di esserci…

Qualche appuntamento da mettere in agenda

Il 6 Settembre in sala Grande toccherà a The Bigger Splash di Luca Guadagnino. L’8 settembre sarà il giorno del ritorno in concorso di Marco Bellocchio (Sala Grande, alle 19.30) con Sangue del mio sangue. L’ultimo italiano in programma del concorso Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino arriverà invece l’11 settembre, (sempre in Sala Grande, alle 19,15).

Non solo Italia. Tra gli altri appuntamenti più attesi di quest’edizione, che si apre mercoledì 2 con Everest di Baltasar Kormakur, il 4 settembre sarà la giornata di Johnny Depp con Black Mass. Il 5 settembre saranno in scena poi sia il premio Oscar Eddie Redmayne con The Danish Girl che Kristen Stewart, con il fantascientifico Equals. L’8 settembre Bertrand Tavernier riceverà in sala Grande il Leone alla carriera, dopo la proiezione di uno dei suoi capolavori, La vie et rien d’autre. Nella stessa giornata anche l’opera animata di Charlie Kaufman, Anomalisa. Il 10 settembre in Sala Pasinetti Premio Bianchi del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici: un omaggio e una piccola festa per Ermanno Olmi. L’11 settembre in Sala Grande alle 22.30 Go with me con Anthony Hopkins. Tra le novità di quest’anno per il pubblico, gli Incontri di Cinema in giardino, fra gli altri con Giuliano Montaldo (3 settembre), Pif (4 settembre), Giuseppe Tornatore (5 settembre), Gianni Amelio (6 settembre), Arturo Brachetti (7 settembre), Richard Flanagan e Michael Cunningham (9 settembre), Alessandro Gassman (10 settembre), e Vasco Rossi. Prevedendo l’assalto per un’incursione da rockstar, la Mostra ha previsto un incontro con prenotazione obbligatoria. Nessuna speranza di esserci se ve ne accorgete ora: i posti sono già esauriti…

(Photo: Matteo Graia)

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