È Natale. E anche al cinema non siamo tutti più buoni…

di Laura Delli Colli

Ci siamo. Chi non lo ha ancora fatto accenda le luci dell’albero 2017 e provi a sentirsi più buono, almeno per una notte…

Anche al cinema? Beh, il cinema certamente può aiutare, visto che puntualmente – se non in sala, certo sulle reti tv – questa è la settimana dei titoli più buoni dell’anno: rivedere per credere un grande Natale in bianco e nero da La vita è meravigliosa ma anche The Family Man e, perché no, commedie come Love Actually con la hit natalizia degli ultimi anni (era “Christmas is all around”) e ancora il vecchio sempreverde Miracolo della 34ma strada del 1947, con la piccola protagonista che non crede a Babbo Natale finché non incontra quel signore anziano che a sua volta, crede di essere Santa Claus e riesce a commuoverci tutti…

Ma non è vero che a Natale proprio tutti siamo più buoni e il cinema, tra horror, b-movies e molti capolavori del contro-Natale ce lo ricorda puntualmente con titoli alternativi come Fuga dal Natale o Natale in affitto, Sheitan – decisamente di nicchia o Silent night e Black Christmas, tra i quali svetta – fin dal titolo – il film più politicamente scorretto di sempre, ovviamente Babbo Bastardo, con Billy Bob Thornton che interpreta un Babbo Natale ubriaco e scorretto fin dai suoi smodati appetiti, anche sessuali.

Decisamente cattivo è poi il Natale del perfido Grinch, folletto che rovina il Natale di Chinonsò: una satira esplicita contro gli eccessi del consumismo natalizio. Da Dickens il Canto di Natale, con la rappresentazione cinematografica di Scrooge, vecchio e avaro finanziere britannico che detesta il Natale e tutta la sua positività.

Ancora? Tra i grandi non dimenticate A Christmas Carol di Robert Zemeckis e certo il Natale diverso di Tim Burton che anima le figure spettrali di Nightmare Before Christmas costruendo con Jack Skeletron un antieroe cattivo a causa delle regole che la società impone al mondo…

C’è poi il b Christmas, horror natalizio in un vero e proprio ventaglio di controproposte cattive e animate dai Gremlins, cult degli anni ‘80, nati da Joe Dante come risposta alla bontà spielberghiana di E.T. L’Extraterrestre. Ma soprattutto ci sono i b-movies dove le icone natalizie finiscono per essere bombardate di cattiveria in qualche caso con vero e proprio sadismo autoriale: come in Black Christmas – Un Natale rosso sangue che a Natale mette in scena gli omicidi di un serial killer o la commedia horror Krampus – Natale non è sempre Natale diretta da Michael Dougherty che scatena un’antica forza demoniaca il cui compito è punire i non credenti.

Per non parlare del classico Mamma, ho perso l’aereo che resta un film simbolo del Natale vissuto anche dal punto di vista dei ‘cattivi’. Quanti si sono identificati con il piccolo Kevin nel film di Chris Columbus dove i cattivi sono all’acqua di rose, però, e alla fine contro i due ladruncoli che cercano disperatamente di entrare in casa McCallister, vince proprio la sua salvifica reazione…

C’è poi il contro-Natale italiano? Una carrellata di titoli ci ricorda dal Neorealismo a oggi anche Feste all’insegna dell’ amarezza, della povertà e perché no, di un filo di cattiveria che segna molti racconti e personaggi.

Non dimentichiamo Il Ferroviere di Germi che, proprio nella notte di Natale, torna a casa e paga il suo prezzo in un finale inatteso… O Regalo di Natale, dove conta solo il tavolo verde del poker nella visione natalizia di un Natale amaro come quello che Pupi Avati ha raccontato nell’86 con la notte dei vecchi amici pronti a spennare il ‘pollo’ di turno al tavolo verde.

Per chiudere in bellezza rivedetevi comunque Parenti serpenti di Mario Monicelli. Resta sempre un classico contro i luoghi comuni natalizi e delle ‘buone’ famiglie italiane…

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