NASTRI 70: A TAORMINA CINEMA, CALCIO E …ARGENTO VIVO

di Laura Delli Colli

Ci siamo. Poche ore e sapremo chi ha vinto, dopo David, Globi, Ciak  finalmente i Nastri d’Argento dei giornalisti cinematografici, i ‘nostri’ Nastri d’Argento, che chiudono tradizionalmente la stagione dei grandi premi del cinema: Nastri 70, quest’anno, e come dice il titolo del documentario che racconta questo compleanno importante, Nastri con l’argento vivo addosso. Proprio come il cinema che racconta la storia del premio più antico al mondo dopo gli Oscar® e domani sera viene presentato al Teatro Antico prima della premiazione: Nastri 70: argento vivo, di Antonello Sarno.

In gara nelle diverse categorie i film più applauditi dell’ultima stagione: ovviamente Perfetti sconosciuti e Lo chiamavano Jeeg Robot ma ai Nastri, attenzione, anche Suburra, Alaska e  La pazza gioia entrato in competizione dopo il debutto al Festival di Cannes come, per esempio, anche Pericle il nero. Dal 1946, il cinema che vince è scelto dai giornalisti con un voto ‘blindato’. E domani sera i premi saranno un vero e proprio goal da grande calcio: la serata al Teatro Antico, tempio del cinema, sì, ma anche della danza, della prosa, della lirica, della grande musica dal vivo, diventa infatti un happening in cui le attrici e gli attori, gli autori, gli scrittori, i musicisti arrivati al traguardo andranno a rete insieme a una partita europea, Italia-Germania, che evoca nel cinema un titolo memorabile…

Dal grande calcio al cinema dei Nastri: quello di un tempo era in bianco e nero (come i cinegiornali che lo raccontano dagli archivi nel film di Sarno dedicato alla storia del Premio) era proprio il luglio del ’46 quando un gruppo di giornalisti ed esperti di cinema fondò il Sindacato che assegna i premi, oggi con il sostegno del MiBACT, main sponsor BNL Gruppo Bnp Paribas, segnalando al debutto i film che hanno scritto la storia del cinema italiano. I primi? Roma città aperta e Ladri di biciclette, per esempio Nelle immagini d’epoca Anna Magnani e Roberto Rossellini si appuntano il Nastro (allora una sorta di onorificenza a forma di pellicola, grande come una spilla importante…) sul bavero della giacca o sull’abito elegante delle prime edizioni.

A quei tempi prima a Roma poi molto presto a Taormina ad applaudire il cinema italiano c’erano star come Montgomery Clift, Kirk Douglas, Mirna Loy, Anthony Quinn, William Holden. E i premiati si chiamavano ovviamente Federico Fellini e Giuletta Masina, Virna Lisi, Totò, Silvana Mangano, Anna Maria Pierangeli, Gina Lollobrigida, Dino De Laurentiis, Carlo Ponti, Goffredo Lombardo, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Claudia Cardinale, Luchino Visconti. E Nino Manfredi.

Taormina lo ricorda ai Nastri domani sera con il premio condiviso con la moglie Erminia e la famiglia: va a una coppia comica strepitosa nel cinema di questa stagione, Carlo Verdone e Antonio Albanese. E gli altri? tra i finalisti solo per fare qualche nome, ci sono Paolo Virzì , Roberto Andò, Stefano Sollima,Claudio Cupellini, Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, Valeria Golino e il regista Giuseppe Gaudino, Gabriele Mainetti, Claudio Santamaria, Piera degli Esposti, Valentina Carnelutti, Adriano Giannini e Monica Guerritore e ancora Greta Scarano, Alessandro Siani con una canzione, Peppino Di Capri, Fiorella Mannoia, Pierfrancesco Favino, Claudio Amendola, Massimiliano Gallo, Riccardo Scamarcio, Stefano Accorsi, Paola Cortellesi…Come si dice, vinca il migliore.  Hanno già vinto, intanto, premi speciali Giuseppe Fiorello, Massimo Popolizio, Sabrina Ferilli, Marco D’Amore, Leo Gullotta e i magnifici 7 di Perfetti sconosciuti, la commedia dell’anno premiata anche per la canzone di Fiorella Mannoia. Con la grande famiglia degli attori che hanno promosso la prima edizione del Premio intitolato a all’agente che ha lanciato lo star system delle ultime generazioni. Si chiamava  Graziella Bonacchi e il suo cinema non la dimentica.

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