Motore, azione!

di TBWA-admin

Tanti – tantissimi – teleobiettivi, come grandi occhi di Polifemo, hanno illuminato il tappeto rosso, la passerella di apertura e presentazione della Roma vestita a Cinema. Luci e flash per le personalità dello spettacolo, della cultura, della politica che, in una fresca serata capitolina d’inizio novembre, hanno sfilato sulla ‘moquette’ più prestigiosa.

Senza nessun intoppo, senza nessuna caduta da tacchi vertiginosi ai limiti della praticabilità (come auspicavano alcune signore invidiose alle nostre spalle). Con glamour e un pizzico di semplicità.
Non ci sono stati colori abbaglianti, nessun eccesso. Molto stile in poche tonalità.
Parola d’ordine: sobrietà.

A guardarli con una certa curiosità sono giunte divinità storiche. Quella egizia del film Cleopatra, il Drago cinese di Delitto al ristorante cinese, la statua romana del Gladiatore di Ridley Scott e il Buddha ridente di Gangs of New York di Martin Scorsese. Sculture di vetroresina e legno, alte quasi tre metri, simbolo delle idee scenografiche che hanno raccontato al meglio Cinecittà nel mondo.
Purtroppo non hanno voluto rilasciare commenti ufficiali, ma hanno apprezzato la serata.

Incantevole la madrina del Festival, Claudia Pandolfi. In un vestito lungo color.. di un color.. che non sapremmo definire. Tra il rosso, il rosa e il fucsia. Emozionata e infreddolita.

Ci siamo ritrovati in una piccola Tokyo all’arrivo di Takashi Miike e Ito Hideaki; alcune ragazze sono riuscite a immortalare il momento con i loro idoli. Siamo sicuri che non chiuderanno occhio per un mese.
La lunga comitiva di attori russi ha incuriosito gli spettatori più preparati per la delusione dei ragazzi romani, accorsi con quaderni bianchi e fotocamera digitale che, prima scattavano e, successivamente, chiedevano: “ma quello chi era? Va beh, la foto è venuta bene, la tengo”.

Il direttore della rassegna Muller è passato in punta di piedi.

Domani preparate i calzari, sfilano i centurioni. Tra 24 ore bighe trainate da cavalli entreranno al Parco della Musica per presentare Benur di Massimo Andrei.

Abbiamo preso posto. Le luci calano con moderazione. Il grande schermo s’illumina. Pronti per una scorpacciata di pellicole?

Si parte, buon Festival.

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