Tra Moonlight e Tom Hanks un red carpet da Oscar®

Inaugurazione da Oscar® per l’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma che ha tagliato il nastro della prima giornata con un film certamente candidato a riapparire presto nelle nomination degli Academy Awards, Moonlight di Barry Jenkins, affidando il glamour della prima serata ad una coppia d’eccezione: Tom Hanks, due volte Premio Oscar® e Claudia Cardinale che gli ha consegnato il Premio alla Carriera della Festa. Grande spettacolo e molta sincerità da Hanks fin dall’incontro con la stampa: “Preferirei stare in una stanza a parlare con i miei nipotini piuttosto che qui con voi e con Antonio Monda” ha detto subito ridendo, lui che a 60 anni è già nonno. E ha scherzato a lungo con i giornalisti, raccontando di sè, della sua vita, di molti registi con i quali ha lavorato, a cominciare da Steven Spielberg e molto dei bambini, ancora i suoi nipotini, appunto, che lo amano perchè ha dato la voce a Toy story ma non sanno bene che lavoro faccia il nonno: “sì, loro sono più divertenti di Fellini ma in realtà proprio quel cinema visto in tv, fin dall’adolescenza in California, mi ha fatto amare capolavori come La strada e 8 ½” e gli fa dire oggi, che lui e un talento come Roberto Benigni, insieme, sarebbero fortissimi.

Apertura dunque, nel segno della qualità, per la Festa, ma anche dei diritti civili, dell’ eguaglianza sociale e del grande cinema di Hollywood e di Cinecittà: direttamente in arrivo a Roma dal successo dell’anteprima mondiale a Telluride e Toronto, il primo titolo della selezione parla di qualità ed esprime una scelta di assoluto rigore, da parte della Direzione artistica della Festa, di cui è ancora una volta main partner BNL Gruppo BNP Paribas, anche se come in tutti i grandi festival del mondo a Roma non manca il glamour e la Festa fin dal suo primo giorno promette molta America ma anche l’omaggio alla memoria del cinema italiano. Una conferma oggi nell’incontro tra le prime due grandi star internazionali sul red carpet, con Tom Hanks Claudia Cardinale arrivata alla Festa anche per la Mostra delle foto di Enrico Appetito, magnifica esposizione in un bianco e nero d’altri tempi, dedicata a far riscoprire al pubblico – grazie alla cura delle figlie del fotografo e di Istituto Luce Cinecittà- un film ancora di fortissima attualità come Il giorno della civetta di Damiano Damiani.

L’undicesima edizione della Festa con oltre 40 film in selezione più gli eventi, gli incontri, i dibattiti e con la sezione parallela autonoma Alice nella città dedicata a bambini e ragazzi, parla insomma fin dal primo giorno la lingua di una cultura universale raccontando, tra cinema, mostre, eventi e soprattutto ospiti, le storie di un mondo che si specchia nel cinema. Lo dimostra in pieno Moonlight di Barry Jenkins, riflessione intensa e poetica sull’identità, il senso di appartenenza, la famiglia, l’amicizia e l’amore, sullo schermo della serata inaugurale.

Il film racconta la vita di un ragazzo nero che, dall’infanzia all’età adulta, lotta per trovare il suo posto nel mondo, dopo essere cresciuto in un quartiere malfamato alla periferia di Miami. Un dramma romantico già nominato per tre Indipendent Spirit Awards. che racconta la Miami dei ghetti, ma anche la storia di un ragazzo tra bullismo, un padre assente, una madre tossica e una famiglia alternativa rappresentata da un boss di quartiere e dalla sua compagna.

Due degli interpreti, Ashton Sanders e Jharrel Jerome, sono a Roma per la serata, rappresentando anche il regista che non è venuto. E’ arrivata a Roma invece l’autrice di

3 generations – Una famiglia quasi perfetta, il film di Gaby Dellal, con Naomi Watts, Susan Sarandon ed Elle Fanning sulla vicenda di un’adolescente transgender (un maschio nel corpo di una ragazza) che vorrebbe operarsi per poter essere finalmente se stesso ma per farlo ha bisogno della firma di entrambi i genitori, un traguardo complicato da raggiungere in una famiglia decisamente anomala.

“Non vorrei che fosse trattato solo come un film ‘Queer’ – avverte la regista parlando con i giornalisti – perchè è solo la storia di una famiglia, dinsfunzionale certo, ma come tante: a tutti noi, del resto, le nostre dinamiche familiari sembrano normali”. La Festa continua: domani è il giorno di Oliver Stone.

 

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