Maschi contro femmine sul set. Ma Fräulein riscatta le donne…

di Laura Delli Colli

Ultimissime sul cinema ‘di genere’: solo un film su cinque è diretto da donne e in Italia il gap è ancora maggiore. Negli ultimi anni infatti il 90,8% dei film usciti è stato diretto da uomini. La quota di mercato delle registe è stata del 2.7% contro il 97.3% di quella maschile e se a Hollywood la battaglia per superare le barriere della regia tra maschi e femmine è in atto da tempo, in Europa la parità è ancora molto lontana. Anche tra le autrici delle ultime opera prime prevalgono i maschi: forse per questo un piccolo film che uscirà a fine Maggio (dopo un paio di anteprime con risultati lusinghieri a Bolzano e a Lecce nell’ambito di due festival di qualità fa riflettere sulla possibilità che grazie alle donne a volte esista però una cifra diversa, nel racconto, a cominciare dalla commedia. Si tratta di Fräulein Una fiaba d’inverno opera prima di Caterina Carone, un film con Christian De Sica e Lucia Mascino che sarà in sala dal 26 maggio. Racconta la storia di un’amicizia tra un uomo e una donna di due generazioni diverse e lontane e come in una fiaba sul senso degli affetti, ma anche sulla diversità, la solitudine, la capacità di trovare un filo di comunicazione nonostante le molte differenze anche d’età, di costume, di ambiente,

Una storia semplice che comincia nel cuore della più grande tempesta solare che l’uomo ricordi, una tempesta che, quando si abbatte sulla Terra provocando sbalzi di corrente e blackout. Scatena una vera rivoluzione dei sentimenti anche nell’animo di Regina, una ragazza scontrosa e solitaria che tutti chiamano semplicemente Fräulein: un misterioso turista sui sessanta, o smarrito e infantile, decisamente simile a tanti personaggi superficiali dei ‘cinepanettoni’ interpretati da De Sica, oltrepassa il cancello del suo albergo chiuso da anni. E così, la loro una sorprendente convivenza diventa lo spunto per una piccola commedia della vita che racconta, nelle mani di un’esordiente.

Una storia, per dirla con l’autrice, “leggera e profonda, divertente e drammatica” è la storia di uno scontro, che diventa un incontro e racconta un disgelo, un cambiamento possibile e non solo un’amicizia. Una storia di formazione, insomma, nella quale a crescere non sono due ragazzini, ma due adulti, Walter e Regina, che  scoprono, attraverso un tumultuoso percorso di avvicinamento, l’importanza del dialogo e dell’ascolto, mezzi attraverso i quali ogni individuo ritrova se stesso e si riconcilia col mondo.

Qualcosa che ha a che fare con i modelli narrativi che l’autrice cita esplicitamente: Segreti e Bugie di Mike Leigh e Harold e Maude di Hal Ashby. Ma, non c’è dubbio, nel suo piccolo, questo film con un De Sica diverso dall’attore solo brillante, re della commedia, e una Mascino che non è più mamma (im)perfetta ma attrice padrona del campo da vera protagonista dimostra che a volte il genere può essere felicemente superato dalla qualità. Ci consola insomma leggere nella piccola sorpresa di un film diverso, nato dalla creatività di una regista, donna, alle prime armi  anche una metafora dello scontro che da sempre divide anche il cinema a cominciare dalla sceneggiatura. Insomma, le registe saranno pure in minoranza ma sono tenaci e insieme sensibili. E quando sono brave segnano la differenza…

 

Tags

, , , ,

Condividi quest'articolo

Commenti

Per poter lasciare il tuo commento devi essere registrato

CLICCA QUI PER
REGISTRARTI

Segui welovecinema

We Love Cinema