La madrina Luisa Ranieri arriva a Venezia

di Laura Delli Colli

Il Diario dalla Mostra di Venezia è curato da Laura Delli Colli, Presidente dei Giornalisti Cinematografici Italiani.

 

Lido di Venezia, 26 Agosto – Sul pontile che ha visto ‘sbarcare’ alla Mostra le star più scintillanti del mondo lei è arrivata, catturando l’ultimo raggio di sole della giornata, con un abito camicia sobrio, color caffè, gonna al ginocchio e appena un filo di trucco. Lei è Luisa Ranieri, in dieci anni appena una delle attrici che hanno saputo conciliare bellezza e intelligenza, cuore e testa, carriera e famiglia, commedia e cinema d’autore. Lei, che a Venezia è arrivata nel 2004 con Michelangelo Antonioni, protagonista rivelazione di un episodio a dir poco bollente di Eros, è la madrina che domani sera taglierà il nastro della Mostra numero 71, incrociando le dita contro il maltempo che minaccia pioggia, il cielo livido e il mare grigio, ma soprattutto contro le invidie che, quando sei così, rendono inevitabile a tutti i napoletani autentici il ricorso al mitico ‘scuorno’ d’obbligo per strofinare tra le mani in un colpo solo il gobbo e il cornetto di corallo ben più potenti contro la jella e il malocchio di un quadrifoglio qualsiasi…

 

Napoletana verace, sposata con Luca Zingaretti, brillante e impegnata, essenziale e autentica come poche, Luisa Ranieri l’ha voluta a Venezia Alberto Barbera che a lei e al giurato più sorprendente di quest’edizione, Carlo Verdone, ha affidato il compito di ‘alleggerire’ il clima italiano del cinema alla Mostra, con un tocco brillante che non fa certo male accanto all’impegno e all’austerità di  film come quelli di Munzi, Martone, Costanzo, solo per citare il trio in concorso a caccia del Leone d’oro. “Se ho strizza? Certo che sì” ha esordito Luisa, salutando i giornalisti e posando come tradizione per i fotografi.

 

Al discorso che farà domani, poche ma sentite parole, ha pensato per settimane in vacanza (formato famiglia) nel buenretiro di Pantelleria: “Niente retorica e parole mie perché voglio essere come sono” racconta. E aggiunge con grande franchezza: “Mi piacerebbe parlare delle donne per le quali ancora non esistono così frequentemente ruoli ben scritti. Vorrei parlare del cinema italiano perché mi piacerebbe che recuperasse la storia e il valore che ha avuto nella tradizione mondiale. E vorrei soprattutto essere essenziale, diretta. Insomma, semplicemente una madrina”. Lo sarà, certamente, al meglio, con un look italiano perché, come dice, “siamo esportatori di eleganza e di stile, non solo di cultura e dobbiamo farlo anche con la moda, con la nostra qualità quando siamo su un palcoscenico internazionale”. E soprattutto lo sarà a modo suo, nel suo stile, quello che l’ha portata a Venezia, dopo Antonioni, per esempio con un altro autore che ama molto, come Antonio Capuano. “Insieme a Ferzan Ozpetek è il regista che mi ha dato modo do capire di più chi sono” E chi è oggi Luisa Ranieri? Qui la risposta arriva con una gran risata, una di quelle che illuminano anche una giornata grigia come quest’anteprima attraversata da una pioggerellina uggiosa e autunnale, più in sintonia con il bianco  nero del Maciste musicato jazz per inaugurare la nuova Sala Darsena che con la luce abbagliante che il Lido sa dare. Dice ancora Luisa Ranieri: “Mi aspetto che il cinema italiano sia accolto con l’interesse che merita. Mi aspetto emozioni e passione. E scoperte che non facciano più rimpiangere chi siamo stati premiando invece chi potremmo tornare ad essere” La Mostra comincia, auguri alla Mostra…

 

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