Locarno 66: sguardi sulla diversità

di TBWA-admin

E’ stato applaudito fino alle lacrime il toccante Gabrielle presentato in piazza grande in presenza della regista canadese Louise Archambault, di ritorno al Festival di Locarno a 8 anni dal suo film d’esordio Familia.

Questa volta sceglie di raccontare una storia che fa dell’esplorazione delle diversità, in tutte le sue accezioni, il suo punto di forza: protagonista è Gabrielle Marion-Rivard, il cui nome vero dà appunto nome al film, una giovane donna affetta da Sindrome di Williams-Bereun, con un’ugola d’oro.

Avvertenza: non è la solita, banale e ricattatoria storia della ‘diversa’ di turno che corona il suo sogno di gloria e si riscatta con la forza del suo talento. E neanche la storia di un incontro romantico tra due diversità, quella di Gabrielle e quella di Martin, un ragazzo con cui condivide la passione per il canto e il ritardo mentale. No, questo film supera tutti gli scetticismi e sceglie di raccontare piuttosto la ribellione interiore e la faticosa ricerca di indipendenza di una ragazza che si rende conto dei suoi stessi limiti e combatte per superarli.

E’ una storia di lotta, questo film. Lotta strenua, continua e faticosa con se stessi, la percezione che gli altri hanno di noi, i pregiudizi, le fragilità. Per l’indipendenza, la libertà di scelta sul proprio corpo e sulla propria vita. Ne esce il ritratto di una donna forte, che non si arrende di fronte alle difficoltà e prova a risolvere ogni tipo di situazione con le risorse che ha, quando non le bastano cerca conforto nell’unione. Con la sorella, con il nuovo ragazzo con cui vuole costruirsi “una vita normale. Da adulta”. E qui vanno fatti sinceri complimenti al giovane attore Alexandre Landry, 27 anni, con delle esperienze teatrali alle spalle, capace di recitare la malattia mentale con grande misura e maturità. Riesce a dar vita ad un personaggio credibilissimo, firmando una performance intensa, al pari forse addirittura del Tom Hanks di Forrest Gump.

Cosi’ la protagonista, commossa dalla calorosa accoglienza che il pubblico le ha riservato in Piazza Grande a fine proiezione: «Non dimentichero’ mai questa esperienza e sono felice dopo tanto lavoro e tanti sforzi. Perchè nella vita bisogna essere capaci di essere se stessi e delle persone diverse».

Di Claudia Catalli per Oggi al Cinema

Contenuto in collaborazione con 

Oggi_al_Cinema_logo

Tags

, , , ,

Condividi quest'articolo

Commenti

Per poter lasciare il tuo commento devi essere registrato

CLICCA QUI PER
REGISTRARTI

Segui welovecinema

We Love Cinema