Lo chiamavano Jeeg Robot ma è nato a Tor Bella Monaca

È stato accolto da un bell’applauso di ‘benvenuto’ nel mondo del lungometraggio il debutto di Gabriele Mainetti con Lo chiamavano Jeeg Robot, interpretato dall’attore più popolare della fiction del momento Claudio Santamaria, che da E’ arrivata la felicità su Raiuno diventa grazie a questo piccolo film (girato da un regista che ama i fumetti fin dai tempi delle sue prove in corto) un inedito supereroe di periferia, che sa trasformare la sua ordinaria criminalità quotidiana in qualcosa di più, grazie ai superpoteri che scopre di avere dopo aver bevuto casualmente un sorso dell’acqua contaminata del Tevere. Più cattivo di lui anche qui, dopo il film di Claudio Caligari indicato dall’Italia per gli Oscar® è un altro attore giovanissimo ma in forte crescita come Luca Marinelli. E così, al secondo giorno e al primo dei quattro titoli italiani in selezione, Roma fa Festa lanciando ironicamente il tema dei supereroi all’italiana e ambientando a Tor Bella Monaca, una storia che diventa però, alla fine, occasione per un messaggio positivo in un mondo apparentemente privo di valori.

Già definito dalla stampa un esperimento ‘adulto’ tra cinema di genere e film d’autore, che affronta anche temi sociali quest’opera prima di Mainetti, che era arrivato dopo il Nastro d’Argento anche alla short list degli Oscar® in corto, dimostra ancora una volta che anche le periferie hanno per alcuni autori un fascino imprescindibile.
“In teoria Tor Bella è un posto proprio brutto, ma quelle sue torri, per un regista, sono fortemente cinematografiche” dice Mainetti che ha anche prodotto il film con il supporto di Rai Cinema e il contributo del MiBACT (andrà nei cinema a marzo).

Claudio Santamaria che ne pensa? “Ho sempre amato Superman ma lo vedo anche con un pizzico di antipatia, perché con tutti quei poteri potrebbe fare qualcosa per evitare guerre e tragedie…”, E Marinelli “Cattivi non si nasce, neanche in un film che alla fin fine è una favola urbana…”

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