La serata dei David: vince La pazza gioia ma la sorpresa, quest’anno, è Indivisibili

di Laura Delli Colli

Un doppio premio a Paolo Virzì per La pazza gioia che aveva già ‘sbancato’, a Luglio, ai Nastri d’Argento e un bel testa a testa tra due film ‘diversi’, tra i più freschi e innovativi dell’ultima stagione: Indivisibili di Edoardo De Angelis e Veloce come il vento di Matteo Rovere, niente, alla fine, a Fai bei sogni di un maestro del cinema come Marco Bellocchio, quasi niente al bel film di Claudio Giovannesi Fiore. E’ finita così la corsa del David 2017, 61.ma edizione andata anche in onda indiretta tv su Sky in una serata stile hollywoodiano condotta da una star della rete come Alessandro Cattelan che però, al contrario dell’ultima volta degli Oscar® , a Hollywood, al David non ha sbagliato una busta.

La pazza gioia era entrato in competizione con ben 17 candidature, lo stesso numero di Indivisibili di Edoardo De Angelis, che ha portato a casa alla fine, comunque, 6 statuette: per la migliore sceneggiatura originale, di Nicola Guaglianone, Barbara Petronio e dello stesso De Angelis, alla migliore attrice non protagonista (Antonia Truppo, di nuovo premiata dopo il David 2016 per Lo chiamavano Jeeg robot), per i costumi di Massimo Cantini Parrini, premiato dalla grande Gabriella Pescucci, premio Oscar® applauditissima, e per musica e canzone di Enzo Avitabile (Abbi Pietà Di Noi), ma soprattutto per la produzione (uno dei premi più ’pesanti’ e significativi ai David che sono i riconoscimenti votati dal mondo del cinema ma, soprattutto, dall’industria) , andato a Pier Paolo Verga e Attilio De Razza.

Tra gli altri film entrati in gara con il  più alto numero di candidature, ha sorpreso che non abbia portato niente a casa proprio Fai bei sogni pur indicato dalla critica come il più bel film dell’anno, mentre alla giuria del David è piaciuto, molto, Veloce come il vento di Matteo Rovere, altro film tra i più ‘freschi’ dell’anno, che di candidature ne aveva 16 e ha avuto alla fine, comunque, come Indivisibili, 6 premi: per la migliore interpretazione da protagonista di Stefano Accorsi, anche lui già Nastro d’Argento 2016 come miglior attore dell’anno, per la fotografia di Michele D’Attanasio, per i migliori effetti digitali e ancora per il montaggio di Gianni Vezzosi, premiato ai Nastri come, per il miglior suono, di Angelo Bonanni che ha portato sul palco l’intera squadra del sonoro (Diego De Santis, Mirko Perri, Michele Mazzucco).

Proprio a Veloce come il vento – e c’era da aspettarselo visto il look dirty di un Accorsi all’americana, irriconoscibile nel look del tossico ‘mangiato’ dalla droga e dall’alcool- anche il David per il make up di Luca Mazzoccoli premiato da uno dei due ultimi Oscar® per il trucco, Alessandro Bertolazzi.

La pazza gioia della vittoria, commenta qualcuno. E infatti sembrava proprio contagiata da un’allegria irrefrenabile e contagiosa Valeria Bruni Tedeschi che in sottofinale, quando Carlo Verdone ha annunciato il suo nome per il premio alla migliore attrice ha regalato alla serata uno dei momenti più autenticamente esilaranti di questa 61.ma edizione dei David di Donatello, condividendo comunque il premio con Micaela Ramazzotti, protagonista con lei del film, premiato anche per la migliore scenografia, di Tonino Zera, e per il migliore acconciatore, Daniela Tartari. Cinque in tutto i riconoscimenti avuti ma, evidentemente, ‘pesa’ sui 6 avuti dai due film che hanno condiviso quest’edizione l’importanza della migliore regia e del miglior film.

Se Fai bei sogni di Marco Bellocchio, che aveva avuto ben 10 nomination, non ha portato a casa niente, non è andata meglio tra i giovani autori a Claudio Giovannesi che con Bellocchio condivideva in qualche modo la scelta nel cast di Valerio Mastandrea al quale il premio è andato proprio per questo film, da non protagonista (per Fai bei sogni, dal libro autobiografico di Massimo Gramellini, era il candidato protagonista).

Un verdetto ‘divisibile’, senza troppi sbilanciamenti, insomma, a differenza delle edizioni più recenti, quello che ha concluso quest’annata del David, in una cerimonia di premiazione, la prima senza Gian Luigi Rondi, con Giuliano Montaldo presidente ad interim dell’Accademia del Cinema Italiano, che si è riservato il privilegio di consegnare il David alla carriera a Roberto Benigni. E’stato, dopo la performance della mattinata con Benigni al Quirinale, capo del nuovo ‘PCI’ – stavolta il Partito del Cinema Italiano in nome del quale si è, autoironicamente presentato dal Capo dello Stato – un momento e un omaggio speciale, con una dedica dal palco , la seconda in pochi giorni dopo il Nastro dei 70 anni ricevuto dai giornalisti mercoledì scorso, per Nicoletta Braschi, “la vera vincitrice del premio” – ha detto Benigni in un omaggio sentimentale che gli ha rinnovato la standing ovation, alla compagna nel lavoro e nella vita alla quale, ha detto, devo tutto e “spero che lei, ricevendolo decida un po’ di dedicarlo nel suo cuore proprio a me…”

Cosa resta di quest’edizione, organizzata negli Studios di Via Tiburtina con il partner istituzionale BNL Gruppo BNP Paribas? La dedica di Valerio Mastandrea al giovane protagonista di Fiore Josciua Algeri, scomparso per un incidente in moto, per esempio, e poi i look, la quantità e la qualità del pubblico che è insieme anche l’Accademia del Cinema Italiano fondata da Rondi, ma anche la standing ovation per la costumista Oscar® Gabriella Pescucci, che ha premiato proprio il suo ex assistente Massimo Cantini Parrini e ancora l’emozione sincera dei più giovani sorpresi da una vittoria, gli sketch divertenti che hanno fatto da contrappunto alle numerose consegne in una serata dichiaratamente all’americana.

Ma, soprattutto, il momento più surreale nella premiazione di Valeria Bruni Tedeschi, stralunata come sempre ma più confusa di sempre per un’emozione che l’ha portata, a lungo in scena fuori da ogni schema, in un mix di applausi e risate irresistibile anche per Carlo Verdone che ha annunciato il suo premio e l’ha seguita sorridendo della sua performance, dal fondo del palco, finchè non ha concluso il suo surreale show di ringraziamento, l’unico forse che ha superato il limite dei 45 secondi imposto dalla diretta a tutti i premiatori, protagonisti di una serata proprio come gli attori di una sceneggiatura a orologeria. Ha superato se stessa , Bruni Tedeschi, nell’improvvisazione del suo discorso e al quarto David, dopo quelli per La seconda volta, La parola amore esiste e, sempre diretta da Virzì, Il capitale umano, con Micaela Ramazzotti, coprotagonista del film, accanto a sé, ha ringraziato, in ordine sparso, fra gli altri anche “Brassens, Gena Rowlands e suo marito, gli uomini che ho amato e che mi hanno abbandonato e i miei due bambini” e alla fine anche la sua “psicanalista”…

Due gli omaggi sentimentalmente affettuosi alle compagne e ai più piccoli spettatori di domani in arrivo: da Marco Belardi (produttore con Rai Cinema e Leone Film de La pazza gioia) a Caterina Schula e al piccolo in arrivo tra dieci giorni. E da Stefano Accorsi -che è tornato a vincere a 18 anni dal David per Radiofreccia- per la moglie Bianca Vitali, in platea già al nono mese di gravidanza: ”Tutto bene?” le ha chiesto dal palco. “Non è che nasce qua? Sennò stasera avremmo comunque i nomi… David. O magari Donatello…” 

 

Tutti i premi: 

MIGLIOR FILM
“La pazza gioia” di Paolo Virzì

MIGLIOR REGISTA
Paolo Virzì per “La pazza gioia”

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Valeria Bruni Tedeschi, per “La pazza gioia”

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Stefano Accorsi, per “Veloce come il vento”

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Antonia Truppo per “Indivisibili”

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Valerio Mastandrea per “Fiore”

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Marco Danieli per “La ragazza del mondo”

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Nicola Guaglianone, Barbara Petronio ed Edoardo De Angelis per “Indivisibili”

MIGLIORE SCENEGGIATURA ADATTATA
Gianfranco Cabiddu, Ugo Chiti e Salvatore De Mola per “La stoffa dei sogni”

MIGLIOR PRODUTTORE
Attilio De Razza e Pierpaolo Verga per “Indivisibili”

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Michele D’Attanasio per “Veloce come il vento”

MIGLIORE MUSICISTA
Enzo Avitabile per “Indivisibili”

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
Enzo Avitabile con “Abbi pietà di noi” per “Indivisibili”

MIGLIORE SCENOGRAFO
Tonino Zera per “La pazza gioia”

MIGLIORE COSTUMISTA
Massimo Cantini Parrini per “Indivisibili”

MIGLIOR TRUCCATORE
Luca Mazzoccoli per “Veloce come il vento”

MIGLIOR ACCONCIATORE
Daniela Tartari per “La pazza gioia”

MIGLIOR MONTATORE
Gianni Vezzosi per “Veloce come il vento”

MIGLIOR SUONO
Angelo Bonanni, Diego De Santis, Mirko Perri, Michele Mazzucco per “Veloce come il vento”

MIGLIORI EFFETTI DIGITALI
Artea Film & Rain Rebel Alliance International Network per “Veloce come il vento”

MIGLIOR DOCUMENTARIO
“Crazy for football” di Volfango De Biasi

MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA
“Io, Daniel Blake” di Ken Loach

MIGLIOR FILM STRANIERO
“Animali notturni” di Tom Ford

DAVID GIOVANI
Pierfrancesco Diliberto per “In guerra per amore”

DAVID SPECIALE ALLA CARRIERA
Roberto Benigni

 

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