La Festa di Roma si conclude premiata da pubblico e stampa

Un grande successo premiato dal pubblico con l’aumento del 18% degli spettatori e dell’attenzione della stampa nazionale e internazionale. E ancora: +13% di biglietti venduti (a ieri sera, venerdì già quasi 37 mila) +6% di accreditati, ma anche un +7% di articoli su quotidiani nazionali e locali, +19% di servizi nei tg, + 38% di articoli sui media internazionali, per non parlare di una vera e propria esplosione dei social e sul web.

La Festa del Cinema numero 11, chiude in bellezza col premio del pubblico BNL Gruppo Bnp Paribas consegnato dal main partner ai distributori italiani di Captain Fantastic con Viggo Mortensen e fa i conti con gli spettatori, con biglietti venduti, con l’eco mondiale conquistata nel segno della qualità, dell’internazionalità, dell’identità finalmente quest’anno centrata in pieno con riconoscimenti che esaltano il gioco di squadra e anche l’entusiasmo del direttore artistico Antonio Monda, della Presidente della Fondazione Piera Detassis e della governance tutta che ha consentito un’edizione superstar con il cinema arrivato da ben 26 Paesi, seguita perfino dai giornali di Angola, Guatemala e Nigeria. Una Festa davvero grande che ha proposto ben 313 proiezioni, 173 in Auditorium e 144 in città e nei luoghi dove si è estesa, da Rebibbia al MAXXI, dal Drive in dell’EUR a Trastevere, a Via Condotti e Piazza di Spagna, alla Casa del Cinema di Villa Borghese e in alcuni cinema romani.

“È stata una Festa piena di star” sottolinea orgoglioso Monda nella conferenza stampa finale, citando “Jovanotti, Tom Hanks, Meryl Streep, Viggo Mortensen e con Benigni il fuoco d’artificio finale”. Fiera dei risultati anche Piera Detassis: Il bilancio finale? “Rubo una frase a Florence Foster Jenkins” dice “il personaggio applauditissimo della soprano stonata di Meryl Streep: “qualcuno potrà dire che non ho cantato bene, ma nessuno potrà dire che non ho cantato”.  E Monda annuncia : “L’anno prossimo le date saranno spostate in avanti, si comincerà il 24 ottobre, e ci sarà anche la Sala Santa Cecilia. Ancora Detassis: “ha funzionato” dice “differenziarsi da Venezia, non avere un’identità ma averne molte e tutte con la stessa potenza”. E Monda, per concludere: “Perché fare Venezia di serie B se possiamo fare Roma di serie A?”.

Nell’ultima giornata prima delle repliche e dell’incontro con Benigni in programma domani, “Il paziente inglese”, “Lion”, ma anche Renzo Arbore e DonDeLillo per gli Incontri.

Qual è il segreto del grande successo del “Paziente inglese”? Ralph Fiennes e Paul Zaentz, figlio del produttore del film ne sono convinti: vent’anni dopo, a Roma per la reunion di un cast strepitoso l’omaggio al film e alla memoria al suo regista Anthony Minghella dice: «Il segreto è nella straordinaria chimica che si creò tra Ralph Fiennes e Kristin Scott Thomas, nel talento narrativo di Anthony Minghella, nella fotografia di John Seale, nell’atmosfera del film, una fortunata combinazione di elementi». E poi, come ricorda Ralph Fiennes con I giornalisti “Il paziente inglese” è soprattutto «una grande, universale, emozionante storia d’amore”.

Lo ha dimostrato l’attesa e l’accoglienza che al film ha riservato il pubblico della Festa del Cinema di Roma 2016 che al film da ben nove premi Oscar® ha dedicato, prima dell’incontro con Roberto Benigni che sarà domani il fuoco d’artificio finale di quest’edizione, l’ultimo clamoroso e affollatissimo red carpet con Kristin Scott Thomas e Juliette Binoche accanto a Fiennes e Zaentz, apparsi fin dal mattino alla conferenza stampa.

Tratto dal romanzo omonimo di Michael Ondaatje, “Il paziente inglese” è una storia d’amore, tradimento e impossibile redenzione ambientata negli anni della seconda guerra mondiale. Un racconto che ha appassionato il pubblico e conquistato la critica di tutto il mondo nelle mani del regista Anthony Minghella, scomparso improvvisamente nel 2008, al quale Zaenz e Fiennes hanno dedicato un ricordo affettuoso.

“È grazie a lui se noi tutti che abbiamo preso parte a quel film siamo qui oggi e ci sentiamo ancora così uniti». La Festa ha proposto in Cinque mondi di Giancarlo Soldi cinque registi italiani da Oscar® – Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino e Giuseppe Tornatore – che hanno raccontato del cinema che hanno amato prima di esordire, e dei film che hanno fatto nascere la loro vocazione per il cinema. Con Lion di Garth Davis protagoniste Nicole Kidman, Dev Patel e Rooney Mara, infine, l’ultimo grande film di quest’edizione, appuntamento di chiusura dedicato alla storia di Saroo che a cinque anni si perde su un treno che attraversa l’India e si ritrova troppo lontano da casa e dalla sua famiglia. Il piccolo dovrà imparare a sopravvivere da solo a Calcutta, prima di essere adottato da una coppia di australiani, due genitori che amerà con dedizione tanto che, non volendo ferirli, deciderà di dimenticare e di non ascoltare il suo desiderio di poter ritrovare sua madre e con suo fratello almeno fino a quando con grande determinazione e con l’aiuto di Google Earth, non deciderà di tornare nella sua prima casa… La Festa è quasi finita. Ultimo red carpet, domani, con Roberto Benigni.

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