La città dei ragazzi: Alice è cresciuta! Così alla Festa il debutto della sezione autonoma

di Laura Delli Colli

Temi forti, per riflettere e, più di sempre, molta attenzione all’aria che si respira intorno al mondo dei più giovani: i bambini come tradizione di questa sezione nata con la prima Festa del Cinema, dieci anni fa, ma anche i ragazzi, bambini giù cresciuti, un po’ come Alice nella città che ha debuttato, parallelamente ai programmi dell’Auditorium, con una serie di percorsi che portano oltre, sia per gli argomenti che questa sezione da sempre affronta, sia per il decentramento in città. Alice nella città sarà infatti all’Auditorium ma non solo, e dunque con il cuore nelle periferie, in particolare al Pigneto tra Nuovo Cinema Aquila e Avorio, una sala in più che ha riaperto per pochi giorni, intanto, proprio grazie a quest’occasione.

Mentre lancia il nuovo Belle & Sebastien – The adventure continues, secondo capitolo con la Belle molto amata dai bambini oggi anche sul carpet, Alice ha esordito con alcuni titoli che meritano qualche approfondimento.

MONITOR, IL CONFESSIONALE IN AZIENDA
E’ una storia nata al Premio Solinas Experimenta per progetti soggetti e sceneggiature di ricerca e subito ‘sposata’ anche da Rai Cinema. Monitor di Alessio Lauria con Michele Alhaique, Valeria Bilello, Riccardo De Filippis e Claudio Gioè, presentato nel Panorama di Alice e al debutto gratuitamente a partire da lunedì 19 ottobre sulla piattaforma web Rai Cinema Channel. E’ un Grande Fratello mediaticamente inquietante, in un’azienda dove il monitor ha il senso del confessionale di un reality.

“Abbiamo pensato di unire due elementi del mondo contemporaneo, raccontando un’azienda dove esista una sala di ascolto dove i dipendenti possano sfogarsi, parlando con qualcuno che non vedranno mai” racconta il regista e ovviamente il compito dei monitor è di riferire ai capi quello che i dipendenti raccontano…
Qualcuno però rompe la regola più importante nel suo lavoro, evitare ogni contatto con le persone che ‘ascolta’…
“La fonti d’ispirazione, ha ammesso il regista, sono state film come Black mirror o Le vite degli altri e Another Earth”.

IL GRANDE GIORNO
Storia di quattro adolescenti “alle prese con la chance che potrebbe cambiare la loro vita, in Paesi dove spesso non se ne ha un’altra” sono i protagonisti del documentario di Pascal Plisson Il grande giorno, in concorso e in sala a febbraio 2016 con Academy Two. Il film intreccia quattro storie: quella dell’aspirante ranger Tom in Uganda, l’avventura di Albert, che a 11 anni a Cuba passa ore sul ring per diventare pugile. La storia di Deegii, in Mongolia che si allena per l’audizione per un circo molto importante. E dall’India quella di Nidhi, quindicenne con un grande talento per la matematica, che si prepara giorno e notte per entrare nella selezione dei Super30, riservata ad allievi promettenti ma di pochi mezzi ai quali viene offerta la chance di studiare ingegneria. Storie di formazione che raccontano ragazzi in ambiti diversi, dallo sport all’ambiente.

ANCHE GERMANO TRA I RAPPER
Rap e hip hop in Street opera con Clementino (nome d’arte di Clemente Maccaro), con Danno dei Colle der Fomento, Tormento, Guè Pequeno, e le incursioni di Elio Germano, Mc dei Bestierare, in Street Opera, il documentario di Haider Rashid, al Cinema Avorio.
Un percorso in 20 anni di hip hop made in Italy, tra critica sociale, rivolta, diario del presente, ma anche intrattenimento senza voglia di mandare messaggi. E dice Elio Germano: “Il rap è uno sfogo”.

THE WOLFPACK, ECCO IL BRANCO
Govinda Angulo e il suo gemello hanno raccontato la storia della loro incredibile segregazione in The Wolfpack – Il branco, documentario che sarà anche in sala dal 22 ottobre e andrà in onda il 23 ottobre alle 22 su Crime+Investigation.
E’ la storia dei sei fratelli Angulo, sei maschi, oggi tra i 23 e i 15 anni, Bhagavan, Govinda, Narayana, Mukunda, Krshna, Jagadida e una femmina, Visna che soffre di un disturbo mentale, figli di Oscar, peruviano, e di Susanne, statunitense cresciuta nel Midwest, sono stati per oltre 10 anni chiusi dal padre nel loro appartamento nella parte più povera di Manhattan, con la madre che gli faceva da insegnante. Una ‘segregazione’ voluta dal padre disoccupato, spaventato da New York e deciso a crescere i figli come una tribù della quale lui si considerava una sorta di divinità capricciosa e violenta.
I giovani sono cresciuti guardando film e rimettendoli in scena, con tanto di costumi creati ad hoc e battute recitate alla lettera, da Le iene e Il cavaliere oscuro. Finché un giorno uno di loro, allora quindicenne, con la complicità della madre, ha trovato il coraggio di aprire la porta e uscire da solo.

(Credits: Getty Images/492932058)

Tags

, , , , , , , , , , , , , , ,

Condividi quest'articolo

Commenti

Per poter lasciare il tuo commento devi essere registrato

CLICCA QUI PER
REGISTRARTI

Segui welovecinema

We Love Cinema