Jep e i Blues Brothers come Brando: la grande bellezza del cinema ‘cult’

di Laura Delli Colli

Carlo Verdone, con la saggezza incompresa del suo personaggio, ne La Grande bellezza lo dice senza mezzi termini: “Che cosa avete contro la nostalgia? E’ l’unico svago che resta contro la paura del futuro”. Anche nel cinema, a quanto pare, visto che in sala tornano sempre di più film restaurati, film evento, film molto amati che il tempo rende a volte perfino più interessanti e nelle nuove ‘special edition’ arricchiscono la loro stessa popolarità con il fascino del vintage. Da Un tram che si chiama desiderio a Il Padrino, l’icona evergreen di Marlon Brando si prepara a rivivere nella Piazza Maggiore di Bologna – oltre 50 serate estive con le stelle del cinema.

E se le retrospettive bolognesi di Brando e Risi rappresentano la mappa del ‘Cinema Ritrovato’ che l’infaticabile Cineteca di Bologna promuove (per il 30.mo anno) domenica 19 giugno,  la maratona  ‘cult’ si apre con un altro titolo di ieri, amatissimo in tutto il mondo: il grande restauro di Amarcord di Fellini.

Ancora: per celebrare i cent’anni di Dino Risi, in un nuovo restauro sta per tornare su molti schermi anche un film mito come Il sorpasso. Ma il cinema non diventa ‘cult’ non se c’è di mezzo un restauro: SchermiPirata, ormai un ‘brand’ che significa passione e amore non più clandestine per il cinema, insieme a CityFest, sta rendendo, per esempio, di culto a Roma, con il suo modo di fare cinema nelle piazze e nei luoghi più impensabili un cinema che le nuove generazioni non hanno forse mai neanche visto. E continua a piantare le sue bandierine conquistando con il pubblico luoghi inediti: dopo il successo della proiezione di Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola a Monte Ciocci, Valle Aurelia, proprio dove il film fu girato, Piccolo Cinema America con CityFest, accende infatti SchermiPirata, per I mitici Blues Brothers  e, sulla scia dei successi di The Rocky Horror Picture Show, che sempre a Roma era stato proiettato dai ragazzi sulle mura di Castel Sant’Angelo, e di The Wall all’Isola Tiberina, conquista stavolta lo stadio Nicola Pietrangeli, all’interno del Parco del Foro Italico. Un’area dove si sono appena sfidati I campioni del mondo di tennis e dov’è stato installato per una sola sera, ad ingresso gratuito, per oltre 3 mila 700 spettatori, uno schermo di undici metri per il film di John Landis.

Un trionfo di rock, per il quale non c’è bisogno di caccia al biglietto visto che l’ingresso è gratuito. Si andrà al cinema invece, e solo per tre giorni

dal 27 al 29 giugno,  per La grande bellezza in versione integrale con trenta minuti di scene inedite anticipate solo da una proiezione all’ultima Festa del Cinema di Roma. Sono state rimontate le scene in cui Jep Gambardella incontra un vecchio regista che immagina ancora di poter girare un ultimo film e quando il “maestro” gli  racconta il suo primo incanto, l’accensione del primo semaforo installato a Milano tra piazza Duomo e via Torino gli dice: “Mi pare che fosse il 12 aprile 1925. Mio padre mi mise sulle spalle perché c’era una gran folla, ma capisce? Una folla, radunata per vedere un semaforo. Che bellezza! Che grande bellezza!”. Uno che se ne intende come Valerio Carocci, leader degli ex ragazzi pirata diventati oggi Associazione Piccolo Cinema America (di cui è diventato ‘regolarmente’ presidente) dice che gli schermi pirata romanisono libertà, fantasia e creatività al tempo stesso, sono il coraggio di chi non accetta l’imposizione di barriere e limiti, sono l’idea di un’ offerta culturale diversa, viva”. Jep Gambardella direbbe che “Sull’orlo della disperazione, non ci resta che farci compagnia” ma anche “prenderci un po’ in giro…”. Hanno ragione, forse, tutti e due. Ma, per saperne di più, ci sono sempre I social. Per nuove scoperte, a proposito del film di Paolo Sorrentino in questa special edition basta un clic su #LaGrandissimaBellezza. Buon week end, magari in piazza, sotto uno schermo. E comunque al cinema…

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