In puro stile Sly

di TBWA-admin

Un centinaio di pellicole alle spalle, documentari, regie, produzioni, colonne sonore e doppiaggi. Ha fatto di tutto (e non ha intenzione di smettere) nel mondo del cinema, dai suoi esordi a fine anni ’70 fino ai giorni nostri.

La gente però lo identifica essenzialmente in due figure: Rambo e Rocky, anche se per tutti è Sly.

Lo sbarco di Sylvester Stallone nella Capitale è da vera star hollywoodiana. E’ fuori Concorso con Bullet to the head, l’opera diretta da Walter Hill, padre de I guerrieri della notte. Un action thriller a stelle e strisce dove, tra un inseguimento e uno scontro fisico, non mancano dialoghi e sorrisi.

La sceneggiatura è curata da Alessandro Camon, padovano di nascita ma americano d’adozione, candidato all’Oscar con The Messanger.

La pellicola è ispirata alla graphic novel Du Pomb Dans La Tete di Matz (primo suo lavoro ad essere adattato per il grande schermo) e racconta di un’improbabile alleanza tra il sicario Jimmy Bobo (interpretato da Stallone) e il detective Taylor (Sung Kang). Entrambi si odiano e non fanno nulla per nasconderlo ma sono legati a un filo rosso comune: la morte dei rispettivi “partner” di lavoro. Il tutto ambientato a New Orleans, meno “in vista” che nelle ultime apparizioni sul grande schermo.

Bullet to the Head è un crescendo di violenza in stile-Sly, con uno scontro tra asce che chissà quante volte rivedremo. Ciò che sorprende è l’ironia (si ride veramente, non si sbeffeggia)!

Stallone in ottima forma, alla faccia dei suoi 66 anni…
Non ha escluso, dati i muscoli, di continuare la saga di Rambo. Rocky, invece, ha definitivamente chiuso. Per gli appassionati del pugile il loro futuro sarà riprendere in mano i vecchi VHS.

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