Il diavolo e l’acqua santa

di TBWA-admin

Ci siamo passati tutti. Quella fase esistenziale della nostra vita in cui pensiamo di poter governare le nostre volontà. Quella in cui crediamo di avere sempre ragione, di combattere contro la nostra famiglia anche solo per principio. Il nostro, senza eccezioni.

Ali ha gli occhi azzurri, film in Concorso di Claudio Giovannesi, sviscera il tema adolescenziali di un giovane ragazzo 16enne di origini egiziane – Nader – in una Ostia fredda, cupa e piena di contraddizioni.

Un film ricco di spunti: dal rapporto vulcanico tra le volontà di un adolescente e il credo religioso di una madre apprensiva. Lo scontro degenerazione e multietnico italo-egiziano-rumeno. Le complessità del primo amore: quella forma di morbosità che ci spinge a credere che sia sempre eterno, che ci spinge a passare la notte in un casolare abbandonato solo sotto una coperta leggera in pieno inverno. Oppure a non darsi pace per la sua fine, come nel caso di Stefano, ‘fratello di sangue’ di Nader.

Lottare contro la solitudine e la paura. E’ facile accorgersi della crescita di un bambino, è impossibile stabilire l’evoluzione di un adolescente. Ci possiamo ritrovare a tavola e scontrarci con un ragazzo che prima non conoscevamo. Chi di voi non ha sentito il rimprovero di un proprio
familiare con la frase “Ma io ora cosa devo fare con te? Non ti capisco più”. Ecco, fotografate quell’istante.

Nader si trova a combattere con molte difficoltà, in uno spaccato di Roma della seconda, generazione di migranti. Tutto racchiuso in sette giorni, dal primo furto a un supermercato prima di entrare a scuola, fino alla tavola apparecchiata ma con la sedia vuota del focolare di casa del sabato successivo.

Amore e proibizione, un mix che per un adolescente rappresentano il diavolo e l’acqua santa.
Un’amicizia intima tra due ragazzi che può essere incrinata solo dalla difesa paterna della sorella di Nader da parte dello stesso protagonista. Lotta per la sua libertà contro l’ostracismo della famiglia, inconsciamente priva Laura della sua voglia di decidere.

Il periodo dell’adolescenza, del ‘tutto ma non posso‘.

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