I David: Genovese outsider tra Jeeg Robot e Garrone

di Laura Delli Colli

Sette a sette, gioco pari. Con un outsider – Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese miglior film – che ha spiazzato ogni previsione vincendo anche per la migliore sceneggiatura. Sì, con un verdetto solo in parte annunciato sono stati Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, regista (e produttore) esordiente e Il racconto dei racconti, in uno straordinario recupero di Matteo Garrone, stavolta, nell’eterno derby con Paolo Sorrentino, i film che hanno letteralmente sbancato il David di Donatello. Nella serata glamour firmata Sky e condotta da Alessandro Cattelan aria hollywoodiana e nell’insieme premiazione decisamente ringiovanita. Agli Studios, nonostante la Tiburtina popolare e affollata di un lunedì sera al tramonto, premiatori illustri e sketch in stile Oscar® (starring i popolarissimi Jackal) hanno seguito un red carpet estenuante e affollato come un firmamento alla maniera di Los Angeles, ma c’è stata anche un po’ di delusione, oltre l’entusiasmo dei supporters di Jeeg, per esempio, tra le attrici. E, certo, i due premi per musica e canzone andati a Youth hanno gratificato solo in parte il film di Paolo Sorrentino che pure solo pochi mesi fa aveva dato la scalata alle nomination dei Golden Globes e degli Oscar®.

Partito forte, con 16 candidature, il film rivelazione della stagione, non c’è dubbio, è Lo chiamavano Jeeg Robot con un en plein assoluto nei premi per gli attori, le vittorie fra i ‘non protagonisti’ di Luca Marinelli (fra i più applauditi) e di Antonia Truppo ma soprattutto, tra le sette protagoniste candidate, dell’ex ‘gieffina’ Ilenia Pastorelli che ha strappato la statuetta perfino a protagoniste come Paola Cortellesi, Valeria Golino, Sabrina Ferilli mentre era prevedibile che fosse  Claudio Santamaria, a portarsi via il premio per il miglior attore protagonista.

Bizzarrie ‘diplomatiche’ delle giurie del David, se Mainetti è stato premiato anche come miglior produttore (di se stesso) e ha ringraziato tutti quelli che hanno avuto fiducia nel suo Lo chiamavano Jeeg Robot , Garrone che ha sbancato i premi tecnici portandosi a casa anche il titolo di miglior regista della stagione, ha commentato il David alla regia come una scelta trasgressiva da parte della giuria (”un premio anche alla mia incoscienza”)  Giuseppe Tornatore con La corrispondenza è stato premiato invece con il David Giovani (che non ha ritirato) e soprattutto, com’era accaduto molte volte anche in passato, le sedici candidature sedici di Non essere cattivo sono rimaste al palo, negando a Claudio Caligari, perfino dopo la sua morte quel tributo che l’industria gli ha dato pochi mesi fa candidandolo addirittura agli Oscar® in rappresentanza dell’Italia e togliendogli poi anche il gusto di far portare a casa una statuetta per la passione dedicata al progetto almeno a Valerio Mastandrea, la persona che più ha voluto bene al suo film, mettendolo in condizione di poter uscire in sala solo per l’impegno morale che sentiva nei confronti di un autore difficile ma soprattutto di un amico vero.

Decisamente sorpreso dal trionfo finale, Paolo Genovese (”scusate, faccio commedia, non sono abituato ai premi”), ha voluto sul palco con sé tutti i compagni d’avventura di Perfetti sconosciuti. Ha sorpreso, poi, il David al migliore documentario, andato a S is for Stanley, già in cinquina anche ai Nastri d’Argento e non è stata  vincente l’idea di lanciare tra i migliori film dell’anno Fuocoammare di Gianfranco Rosi dopo l’Orso di Berlino: l’Accademia che cerca qualità ma anche blockbuster alla fine lo ha dimenticato.

Tra i premiatori doc anche Vittorio Storaro, Nicola Piovani, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, Gabriele Salvatores e in un duo divertente Matilde Gioli e Matilda de Angelis per trucco e parrucco.

Cosa resta di una serata che ha rinfrescato il cinema Italiano? Il David di Genovese ‘bollato’ con l’adesivo per non dimenticare Giulio Regeni, l’entusiasmo di tutti I suoi attori per una vittoria a sorpresa, la tifoseria di Jeeg in galleria, il sorriso finalmente leggero e scanzonato di Matteo Garrone e il cuore del suo drago tra le mani di Cattelan, la voce di Suni Jo nell’omaggio a Morricone (anche se Cattelan ha scambiato una musica di Franco Micalizzi per sua e l’Ansa ha subito battuto una dichiarazione inviperita dell’autore legittimo…) E, ancora, Pif che ricorda Scola, una bella testimonianza di Saviano, la testa rossa di Fiorella Mannoia e quella impossibile nel look trasgressivo-dark di Matilda De Angelis, gli autografi firmati da ‘Loris’ Stefano Accorsi e il trucco multicolor di Matilde Gioli, la faccia scura, certamente per un premio mancato al film di Caligari di Valerio Mastandrea e la voce rotta dall’emozione di Ilenia Pastorelli, imprevedibilmente la  migliore attrice.

E soprattutto l’autoironico Sorrentino che ha coniato il motto che sopravviverà a quest’edizione: Che cos’è il cinema? Ovviamente ‘il soffitto del cuore’…

Tutti i Vincitori:

MIGLIOR FILM

Perfetti sconosciuti prodotto da Medusa Film per la regia di Paolo GENOVESE

MIGLIORE REGISTA

Il racconto dei racconti – Tale of Tales  < Matteo GARRONE

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE

Lo chiamavano Jeeg Robot Gabriele MAINETTI

MIGLIORE SCENEGGIATURA

Perfetti sconosciuti < Filippo BOLOGNA, Paolo COSTELLA, Paolo GENOVESE, Paola MAMMINI, Rolando RAVELLO

MIGLIORE PRODUTTORE

Lo chiamavano Jeeg Robot Gabriele MAINETTI per Goon Films, Rai Cinema

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA

Lo chiamavano Jeeg Robot < Ilenia PASTORELLI

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA

Lo chiamavano Jeeg Robot < Claudio SANTAMARIA

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA

Lo chiamavano Jeeg Robot Luca MARINELLI

MIGLIORE AUTORE DELLA FOTOGRAFIA

Il racconto dei racconti – Tale of Tales < Peter SUSCHITZKY

MIGLIORE MUSICISTA

Youth – La giovinezza < David LANG

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE

Youth – La giovinezza <  “SIMPLE SONG #3” musica e testi di David LANG interpretata da Sumi JO

MIGLIORE SCENOGRAFO

Il racconto dei racconti – Tale of Tales Dimitri CAPUANI, Alessia ANFUSO

MIGLIORE COSTUMISTA

Il racconto dei racconti – Tale of Tales < Massimo CANTINI PARRINI

MIGLIORE TRUCCATORE

Il racconto dei racconti – Tale of Tales < Gino TAMAGNINI, Valter CASOTTO, Luigi D’ANDREA, Leonardo CRUCIANO

MIGLIORE ACCONCIATORE

Il racconto dei racconti – Tale of Tales  < Francesco PEGORETTI

MIGLIORE MONTATORE

Lo chiamavano Jeeg Robot  <  Andrea MAGUOLO con la collaborazione di Federico CONFORTI

MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA

Non essere cattivo  Angelo BONANNI

MIGLIORI EFFETTI DIGITALI

Il racconto dei racconti – Tale of Tales Makinarium

MIGLIOR DOCUMENTARIO DI LUNGOMETRAGGIO

S IS FOR STANLEY   < di Alex INFASCELLI

MIGLIOR FILM DELL’UNIONE EUROPEA

IL FIGLIO DI SAUL  <  di Laszlo NEMES (Teodora Film)

MIGLIOR FILM STRANIERO

IL PONTE DELLE SPIE < di Steven SPIELBERG (20th Century Fox )

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

BELLISSIMA <  di Alessandro Capitani

DAVID GIOVANI

LA CORRISPONDENZA < di Giuseppe Tornatore

 

 

 

 

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