Golden Globes: La La Land superstar. Ma la vera sorpresa è Moonlight

di Laura Delli Colli

Un trionfo assoluto con sette premi su sette nomination e ora, inevitabilmente, un bel red carpet già pronto per gli Oscar®: con un successo molto annunciato e meritatissimo La la land di Damien Chazelle, il giovanissimo regista di Whiplash, è il film che ha letteralmente ‘sbancato’ ai Golden Globes 2017. Era scritto da tempo, forse fin da quando il film, che esce in sala in Italia il 26 gennaio, aveva inaugurato strepitosamente l’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Ma non c’è dubbio che Emma Stone e Ryan Gosling, Golden Globes come migliori attori protagonisti, duettando come ai tempi di Fred Astaire e Ginger Rogers o dei grandi musical come Cantando sotto la pioggia e New York New York abbiano letteralmente stregato la giuria della Hollywood Foreign Press, la stampa internazionale di Hollywood che da oltre 70 anni assegna i suoi riconoscimenti anticipando gli Academy Awards. Con il film- prendiamoci una piccola soddisfazione nazionale- la scelta della stampa di Hollywood ha indubbiamente premiato anche Venezia: Alberto Barbera, a Settembre, aprendo la Mostra di Venezia insolitamente proprio con il musical aveva davvero visto lungo. Un riconoscimento importante va però anche a Roma: la vera sorpresa del verdetto hollywoodiano è infatti Moonlight, titolo indipendente, un’altra scommessa, senza un cast, di richiamo, che a proposito di festival, ha inaugurato la Festa di Roma diretta da Antonio Monda e che i Golden Globes hanno premiato in questa 74 esima edizione come miglior film drammatico dell’anno, assegnandogli di fatto il premio più importante non solo tra le sei candidature con le quali era entrato in pista.

Un riconoscimento due volte importante: visto che la Foreign press anticipa spesso il verdetto degli Oscar® chissà che non succeda a Moonlight quello che accadde proprio ad un outsider come, nel 2014, si rivelò 12 anni schiavo, premiato poi dall’Academy? Anche un altro titolo della selezione di Roma, ma soprattutto un altro film drammatico che sembrava destinato anche a surclassare Moonlight, Manchester by the sea, la seconda scommessa forte di Roma, ha avuto stanotte a Hollywood un buon successo: Casey Affleck, il fratello più giovane e meno famoso di Ben, ha portato a casa infatti il Golden Globe per il Miglior attore drammatico. Per il Miglior attore non protagonista in un film il premio torna però a sottolineare le scelte veneziane: il Golden Globe è andato infatti a Aaron Taylor-Johnson per Animali notturni il film di Tom Ford lanciato dalla Mostra.

Tra i titoli internazionali Isabelle Huppert è stata premiata come migliore attrice drammatica con Elle, di Paul Verhoeven, che ha vinto anche come miglior film in lingua straniera. Viola Davis ha vinto come Migliore non protagonista per Fences, e con lei la lista dei protagonisti ‘neri’ nella Hollywood troppo ‘bianca’ che ha siglato in polemica gli ultimi Oscar® -come ha notato il cronista dell’Ansa- premi importanti sono andati anche a Tracee Ellis Ross migliore attrice in una serie brillante per Black-ish, Donald Glover migliore attore comico nella migliore serie brillante (Atlanta). The Crown, per la quale è stata premiata anche la ‘Regina Elisabetta’ Claire Foy è ai Golden Globes la migliore serie drammatica (in Italia, su Netflix). Altri premi sono andati ad American Crime Story, People vs OJ Simpson sul caso di cronaca giudiziaria di cui il giocatore fu protagonista negli anni Settanta (è stato premiato come miglior film tv e a Sarah Paulson, che interpreta il pubblico ministero è andato Il Golden Globe come migliore attrice nella stessa categoria). A Hugh Laurie il premio maschile per The Night Manager.

Ma la vera superstar della serata, vista in diretta notturna anche in Italia, è stata senza dubbio, con la squadra di La la land, Meryl Streep, premio alla carriera ‘Cecil B. DeMille’ dopo ben trenta nominations e otto Golden Globes. Non ha mai nominato Donald Trump la più grande delle attrici non solo hollywoodiane di oggi (è in sala con Florence ancora un film di Roma, da non perdere) ma a lui ha dedicato il suo discorso di ringraziamento alla Foreign Press criticando il suo comportamento a proposito di un episodio molto contestato (l’imitazione di un disabile) nella sua campagna elettorale: “Se i potenti usano il loro potere per bullizzare gli altri perdiamo tutti” ha detto Meryl Streep che ha concluso con un appello alla stampa: “Abbiamo bisogno dei giornalisti… in futuro avremo sempre più bisogno di tutelare la verità”.

 

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