Francia e Italia più vicine nel mercato del cinema

di Laura Delli Colli

Parigi – Una piccola sfida di qualità ad un colosso mondiale come il cinema francese: con una decina di titoli e quattro intense giornate di incontri e proiezioni particolarmente affollate dai distributori (e aperte anche ai delegati del Festival di Cannes) è stato anche questo il senso del week end di cinema italiano che si è appena concluso con De Rome à Paris, occasione perfetta per mettere nella vetrina di una possibile distribuzione in Francia, nel cuore di Saint Germain, una nuova generazione di autori e protagonisti. Una novità inaugurata da Edoardo De Angelis, che con Indivisibili ha siglato con molti applausi, in una sala affollata anche dal pubblico parigino, la serata inaugurale della manifestazione.

E De Rome à Paris, promossa dalla Direzione generale per il Cinema MiBACT (e organizzata da Istituto Luce Cinecittà con la collaborazione di UNEFA, ANICA e ICE) si è subito trasformata in un incontro ravvicinato con un mercato strategico per l’Italia che, peraltro, ancora una volta quest’anno, si è confermata in Europa il Paese dove più è capillare il successo del cinema francese. Ad accogliere i “cugini italiani” molta curiosità e nomi eccellenti del cinema francese, da Vincent Lindon proprio in questi giorni impegnato sul set di una nuova coproduzione italo-francese, Chiara Mastroianni e Anna Galiena, due star dell’incontro tra Italia e Francia, molto amate dagli spettatori italiani. Con Indivisibili, del quale sono stati particolarmente applauditi anche interpreti e musiche, Edoardo De Angelis ha presentato il suo terzo film prodotto da Attilio De Razza e Pier Paolo Verga che, con il regista, ha incontrato la distribuzione francese in occasione della serata alla quale sono intervenuti, tra gli altri, i vertici istituzionali delle sigle promotrici dell’incontro e, con loro, rappresentanti dell’Ambasciata Italiana a Parigi e il nuovo Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Fabio Gambaro. Certo, per l’Italia non c’è confronto di mercato con una cinematografia leader in Europa e nel mondo come quella dei francesi. Il raffronto in numeri resta, ancora una volta, assolutamente improponibile: con 75 milioni di spettatori infatti i “cugini” d’oltralpe – un tempo primi alleati della produzione italiana grazie all’accordo siglato esattamente 70 anni fa, che rese possibili co-produzioni indimenticabili – restano inarrivabili nel successo “in casa” anche se toccherà a Valerian e la città dei mille pianeti di Luc Besson (partner del film è BNP Paribas), qualità d’autore top con investimento da blockbuster, il compito di recuperare quest’anno la perdita di spettatori che la Francia ha registrato clamorosamente un anno fa nel mondo (due terzi in meno rispetto all’exploit straordinario dei 111 milioni del 2015).

Aspettando il mercato di Cannes a maggio e intanto, soprattutto, il debutto di Besson, proprio alla vigilia delle giornate italiane i Rendez–vous di Unifrance hanno comunque annunciato lo sbarco in sala di una vera task force di autori e titoli: oltre 400 film già realizzati (su una cifra che ne conta almeno il doppio già messi in cantiere) sono pronti ad uscire nei cinema francesi ma anche sul mercato internazionale nel quale l’Italia resta da sempre un partner privilegiato.

Solo a senso unico? L’iniziativa italiana promossa a Parigi per il nono anno da Mibact, Anica e Luce Cinecittà non ha certo l’ambizione di raggiungere in Francia i 4 milioni e mezzo di spettatori (con 26 milioni di euro di incassi) dei francesi in Italia (i numeri sono rimbalzati nei giorni scorsi sui nostri giornali dagli incontri francesi promossi da Unifrance) ma è certo che i nostri film presentati in questo week end a Parigi hanno riscosso un’ottima risposta nell’interesse del mercato e anche dei cinefili parigini.

Con Indivisibili, presentato a Toronto e a Venezia, Giornate degli Autori, in concorso la rassegna ha offerto anche al pubblico del Cinema Arlequin, sempre esaurito 2night di Ivan Silvestrini, e due film accolti con particolare interesse proposti agli incontri con i distributori francesi dal produttore Gianluca Curti, Piccoli crimini coniugali di Alex Infascelli e Falchi di Toni D’Angelo (tutti e due ancora inediti in Italia) accompagnato anche dal protagonista Fortunato Cerlino e, ancora, La cena di Natale di Marco Ponti, Piuma di Roan Johnson che ha salutato il pubblico a Parigi con la protagonista Blu Yoshimi. In programma anche Tommaso di Kim Rossi Stuart, Fraulein. Una fiaba d’inverno di Caterina Carone che ha presentato il film in sala anche con la protagonista, insieme a Christian de Sica, Lucia Mascino e, ancora, Babylon Sisters di Gigi Roccati, autore esordiente nella narrazione fiction, nato dal documentario, accolto con particolare simpatia alla serata inaugurale, e il documentario Acqua e Zucchero.  Carlo Di Palma, i colori della vita di Fariborz Kamkari, accompagnato a Parigi anche dalla produttrice Adriana Chiesa.

Non solo una vetrina, insomma, ma certamente l’occasione per fare il punto sulle relazioni tra cinema francese e italiano anche attraverso alcuni indicatori importanti, come il numero delle co-produzioni realizzate e in corso e quello dei film reciprocamente distribuiti, ancora sbilanciato, è vero, ma senza dubbio aperto ad un interesse che potrebbe aiutare i più “piccoli” e le proposte più nuove. Proprio quelle così apprezzate in questi giorni, di un cinema più giovane e attento ai generi ma soprattutto alla qualità anche quando è a basso budget, che spera di trovare accoglienza, oltre il grande cinema d’autore, anche per una produzione che offre uno sguardo d’autore originale e diverso. Com’è stato evidente nella selezione delle proposte in programma all’Arlequin.

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