Festival di Roma, ultimo atto: a sorpresa trionfa Tir

di TBWA-admin

Una premiazione del tutto inaspettata. Questa si è rivelata la serata finale dell’ottavo Festival Internazionale del Film di Roma, che si chiude lasciando tutti perplessi.
D’accordo, il premio a Matthew McConaughey per il suo cowboy malato di Aids era a dir poco doveroso, come pure un riconoscimento a quello che a tutti gli effetti resta il miglior film del festival, Her di Spike Jonze. Ebbene, la prima sorpresa è che a vincere il premio come miglior interpretazione femminile è Scarlett Johansson. Non che non abbia regalato una performance intensa, ma si tratta di una performance puramente vocale: la diva nel film è pura voce, e stupisce l’assegnazione di un riconoscimento così prestigioso in un Paese come l’Italia in cui la sua voce – e dunque la sua performance tout court – verrà paradossalmente doppiata.

Incredibile anche il Marc’Aurelio d’oro assegnato a Tir di Alberto Fasulo, che se da una parte segna il record di primo Marc’Aurelio finito nelle mani di un regista italiano, dall’altra ricorda fin troppo la premiazione veneziana a sorpresa di Sacro Gra: come a dire, quest’anno i festival italiani più prestigiosi premiano documentari on the road. Già, peccato che quello di Rosi era un film colmo di poesia, che strumentalizzava la ripresa del reale per coglierne i bagliori di veridicità, di autentica sorpresa. Il film di Fasulo invece, oltre ad essere un docu-film e come tale ricostruzione continua del reale, manca di ritmo, di pathos, di vigore narrativo. Si racconta la storia di un ex insegnante dell’Europa dell’est che per fare più soldi sceglie di trascorrere le sue giornate su un tir. E sperimenta così sulla propria pelle la complessità della distanza dai familiari e di una vita indubbiamente faticosa. Tutto qui. Alla proiezione per il pubblico accanto a timidi applausi sono volati fischi e boati, l’aggettivo più in voga era “noioso”, eppure la giuria internazionale del festival, presieduta da James Gray, lo ha decretato vincitore.

Così Paolo del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema: “Alberto Fasulo sceglie di sfumare i confini tra finzione e realtà, con una regia e un rigore stilistico che va diretto alla ricerca della verità. E’ questo gioco di specchi e questo continuo entrare e uscire dalla realtà che rende “Tir” un’opera molto originale, ed è ciò che più ci ha convinti a partecipare alla sua produzione, e a scommettere su un regista che ha una visione di cinema nuova e moderna. I complimenti di tutta Rai Cinema ad Alberto Fasulo che porta per la prima volta il Marc’ Aurelio d’Oro a un film italiano.
(…)Un’altra bella soddisfazione dopo il successo di “Sacro GRA” alla Mostra del Cinema di Venezia che rafforza la nostra convinzione di dedicare nuove energie al cinema del reale in grado di intercettare il sentimento del nostro tempo”.

Meno sorprendenti i restanti riconoscimenti: Kiyoshi Kurosawa ottiene il premio per la miglior regia per il suo Seventh Code, mentre Quod Erat Demonstrandum di Andrei Gruzniczk vince il riconoscimento speciale della Giuria.
Il cast intero di Gass trionfa nella categoria di giovani emergenti, mentre la migliore sceneggiatura è del criptico ma suggestivo I am not there di Tayfun Pirselimoglu. Menzione speciale, infine, a Cui Jian per Blue Sky Bones.

Claudia Catalli e foto di Matteo Mignani per Oggialcinema.net

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