Festa di Roma: Lynch (e Paolo Genovese) superstar. Per Orlando Bloom l’ultimo red carpet di Alice

David Lynch premiato da Paolo Sorrentino, Paolo Genovese con il suo ultimo film, The place interpretato da un cast italiano davvero stellare, poi Sandra Milo protagonista del documentario (di Giorgia Wurth) in cui si racconta, Bernardo Bertolucci che presenta il film di Italo Spinelli Da’wah scelto per la sua ‘carte blanche’ di guest director. Poi con Orlando Bloom sul red carpet: è una festa nella Festa l’ultima giornata di incontri e anteprime anche grazie ad Alice nella città.

Bloom è il protagonista che una generazione di appassionati dei ‘Pirati dei Caraibi’ (ma non solo) applaude da anni e nella sezione, autonoma e parallela, per i più giovani, presenta il suo ultimo film Romans (diretto dai fratelli Shammasian, vincitori a Cannes dello Young Director Award, racconta la storia di un trentenne insicuro e violento che da adolescente ha subito un abuso sessuale).

Una chiusura davvero superstar per la Festa del Cinema che avrà domani un solo, ultimo protagonista, nell’incontro, dedicato soprattutto ai romani, con Gigi Proietti che si racconterà nel pomeriggio in Sala Sinopoli.

È un autentico scoop intanto aver avuto oggi Paolo Sorrentino come premiatore di Lynch che riceve l’unico Premio voluto dal Direttore Antonio Monda oltre a quello siglato da BNL che va a Borg McEnroe, assegnato – com’è ovvio nello spirito della Festa – dal pubblico che ha seguito le proiezioni votando all’uscita dalle sale.

 

A 40 anni dall’uscita del suo primo lungometraggio, Eraserhead, la Festa del Cinema ha scelto di celebrare il genio di David Lynch facendolo premiare, insomma, dal regista certamente più visionario tra i talenti italiani dell’ultima generazione. Un omaggio alla straordinaria opera di Lynch, da The Elephant Man a Mulholland Drive, da Blue Velvet a Inland Empire fino alla serie cult I segreti di Twin Peaks. Lynch ha scelto i tre film che hanno maggiormente influenzato la sua carriera, tra i quali  di Federico Fellini.

 

The Place di Paolo Genovese è invece il film di chiusura: “Un uomo è seduto in un bar, al tavolo in fondo. Sta sempre lì, giorno e notte, riceve visite di continuo. Ognuno dei suoi clienti vuole qualcosa, è spinto da un desiderio profondo, difficile da realizzare, se non impossibile. Eppure, tutto per quell’uomo sembra possibile. “Si può fare”, ripete a ciascuno. C’è un prezzo da pagare, però. Chi è quell’uomo e chi stabilisce le regole?” Paolo Genovese che così parla del suo film dice subito che “Non è importante. Perché le scelte e le conseguenze riguardano solo gli uomini che si siedono davanti a lui in quel caffè. Sono quegli uomini bisognosi di miracoli che, di volta in volta, tornano a raccontare come procede la loro vita tessendo una trama in cui le loro storie s’intrecciano. E nemmeno quell’umile intermediario, davanti a tanta umanità, riuscirà più a rimanere impassibile…”.

Nel programma degli Eventi Speciali altri due appuntamenti in serata con la proiezione di Spielberg di Susan Lacy, che rivisita una filmografia straordinaria attraverso i temi ricorrenti delle sue opere: il distacco, la riconciliazione, il patriottismo, l’umanità, la meraviglia.

Da’wah di Italo Spinelli scelto da Bernardo Bertolucci che porta sul grande schermo un Pesantren, un collegio islamico nella reggenza di Pasuaran, Giava Orientale, in Indonesia, dove vige un peculiare concetto di educazione islamica. E il film racconta proprio una delle giornate che precedono la pausa del Ramadan, quando i ragazzi tornano a casa.

Una vera festa nel segno della memoria del cinema ma non solo, con Ennio Morricone (che fu autore della colonna sonora e con Joan Baez della famosa canzone leit motiv del film) e Rosanna Fratello in sala, infine, per Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, riproposto in sala dal regista. Una proiezione davvero speciale, nella versione restaurata da Istituto Luce Cinecittà.

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